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GdP Nocera Inferiore. LCA: riassunzione della causa - Improponibilità della domanda nei confronti della Impresa Designata per violazione dell'art. 287 CdA.

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l Giudice di Pace di Nocera Inferiore, con la sentenza in esame, ha ritenuto la improponibilità della domanda nei confronti della Impresa designata, atteso che, dopo la interruzione del giudizio (iniziato contro la Progress in bonis) e la successiva riassunzione dello stesso (nei confronti della impresa decotta e della Impresa designata), l'attrice non ha rispettato il dettato dell'art. 287 del D.Lgs. 209/2005 secondo il quale "l'azione per il risarcimento dei danni può essere proposta solo dopo che siano decorsi sei mesi dal giorno in cui il danneggiato ha richiesto il risarcimento del danno" (Giudice di Pace di Nocera Inferiore - sentenza del 03.06.2011).

UFFICIO DEL GIUDICE Dl PACE DI NOCERA INFERIORE

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

il Giudice di Pace di Nocera Inferiore Avv. Celestino Marcia ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio civile di 1^ grado iscritta al n. 1021/10 R.G., riservato all'udienza di discussione del 15/03/2011 vertente

TRA

III FILOMENA, residente in San Giuseppe Vesuviano alla Via xxx n. 000 (C.F.. ...) nella qualità di genitore esercente la potestà genitoriale sulla minore Nnn MARIA nata a Scafati il 00/00/1994 (C.F...), rappresentata e difesa, in virtù di mandato in margine al ricorso, dall'avv. Sss Aaa con studio in Ttt alla Via Rrr n. 17 e con lo stesso elettte dom.ta in Sarno alla via M. Sss n. ..., presso lo studio dell'Avv. Aaa Mmm Rrr, ATTORE,

E

Nnn ANTONIO, residente in San Giuseppe Vesuviano alla Via XXX n. 000, CONVENUTO-CONTUMACE,

NONCHE'

PROGRESS ASSICURAZIONI 5.P.A., con sede in Palermo alla Piazza Alberigo Gentili n.3, in persona del legale rapp.te p.t. Rag. GGG FFF, rappresentata e difesa dall'avv. Ggg Ppp e con lo stesso elett.te dom.ta in via Sss, 29, presso lo studio dell'avv. Nnn Lll, in virtù di mandato in calce all'atto di citazione, CONVENUTA.

E

LE ASSICURAZIONI GENERALI SpA, con sede legale in Trieste alla Piazza Duca degli Abruzzi n. 2 (CF. 0733760O15), nella qualità di impresa designata alla gestione dei danni del FGVS. per la Regione Campania, in persona dei legali rapp.ti sigg.ri Nnn Ggg Mmm Mmm, giusta procura not. Ccc Mmm, rep. xx52 del 29/01/2010, elet.te dom.ta in alla Via Drr n, 55, presso lo studio dell'avv. Aaa Ttt che la rappresenta e difende in virtù di mandato in calce alla copia notificata del ricorso, CONVENUTA.

MOTIVI DELLA DECISIONE

La domanda è fondata e merita accoglimento per quanto di ragione nei confronti della Progress in l..c.a. e del Nnn mentre è improponibile nei confronti della Generali F.G.V.S. S.p.A.

La domanda è proponibile, come si dirà appresso, nei confronti della Progress in l.c.a. e del Nnn dato che III Filomena, nella qualità, ha richiesto il risarcimento dei danni con raccomandata A.R. del 05/12/2007 n. 3180045xxx pervenuta alla Società assicuratrice il 20/12/2007 mentre il ricorso veniva depositato il 24/11/2007 e notificato alle parti in data 29/01-02/02/2009 e quindi nel rispetto dei termini e delle modalità di cui agli artt. 141 e 145 e segg. del D.lgs. n. 209/05.

Si deve dichiarare la contumacia di Nnn Antonio che sebbene regolarmente citato non si costituito.

L'attrice, nella sua qualità, mediante esibizione di copia della documentazione medica ha fornito prova della propria legittimazione mentre mediante copia del libretto di circolazione forniva prova della legittimazione passiva del convenuto.

Va esaminata preliminarmente l'eccezione di improponibilità sollevata dalla impresa designata.

L'art. 289, 2^ coma, D. Lgs. n. 209/05 prevede: "Se il decreto di liquidazione coatta interviene prima della formazione del giudicato, il processo prosegue, nei confronti del commissario liquidatore e dell'impresa designata, decorsi sei mesi dalla pubblicazione del decreto di liquidazione coatta. In in ogni caso le pronunce sono opponibili, entro i limiti di risarcibilità fìssati dall'articolo 283, comma 4, nei confronti dell'impresa designata". Mentre l'art. 283, 1^ c. recita: "Il Fondo di garanzia per le vittime della strada costituito presso la CONSAP, risarcisce i danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti., per i quali vi è obbligo di assicurazione. nei casi in cui:

a) il sinistro sia stato, cagionato da veicolo o natante non identificato:

b) il veicolo o natante non risulti coperto da assicurazione;

c) il veicolo o natante risulti assicurato presso una impresa operante nel territorio della Repubblica, in regime di stabilimento o di libertà di prestazione di servizi, e che al momento del sinistro si trovi in stato di liquidazione coatta o va venga posta successivamente".

Rientra il caso di specie nella previsione della succitata lett. c) essendo superata quella del decorso del periodo semestrale dalla messa in liquidazione della Società convenuta con la conseguenza che scatta il dettato del successivo art. 287 del medesimo decreto, come modificato comma 11 dell'art.1, D.Lgs.6 novembre 2007 n. 198: "Nell'ipotesi prevista dall'articolo 283, comma 1, lettera c), l'azione per il risarcimento dei danni può essere proposta solo dopo che siano decorsi sei mesi dal giorno in cui il danneggiato ha richiesto il risarcimento del danno."

Ne consegue che, non avendo l'attrice inoltrato la richiesta necessaria alla Società designata l'azione nei confronti di questa è improponibile.

Per quanto detto, al caso di specie va applicata la disciplina prevista dall'art.141 D.lgs.209/05 che prevede il risarcimento dei danni a carico del vettore nell'ipotesi dì scontro tra due veicoli assicurati.

Si controverte in materia di trasporto cd. di cortesia e di domanda di risarcimento del danno proposta nei confronti del proprietario del veicolo ove era trasportata la minore Nnn Maria.

Infatti, dagli atti esibiti e dalla istruttoria espletata è emerso che alcun titolo contrattuale è stato addotto per l'effettuato trasporto per il che esso è da presumersii gratuito.

Ora, nel caso di specie è applicabile l'art. 141 D. lgs. 209/05 che pone a carico del terzo trasportato soltanto la prova del nesso eziologico del danno con il trasporto (Cass.. civ., Sez. III, 20/07/2010, n. 16893) e mentre nella disciplina previgente la prova della mancanza dì responsabilità del vettore produceva il rigetto del ricorso (Cass, civ., Sez.III, 19/05/2008, n. 12694) ora il trasportato può, a sua scelta, chiedere il risarcimento sia alla Compagnia del vettore, sia procedendo secondo quanto previsto dall'art. 2043 c.c. nei confronti del responsabile del sinistro.

I testi escussi, del tutto attendibili poiché indifferenti ed univoci nelle loro dichiarazioni, hanno confermato che la minore era trasportata sul veicolo del convenuto e che nell'occasione ha subito le lesioni poi refertate dal presidio ospedaliero.

Il risarcimento relativo alle lesioni subite deve essere compreso, uniformemente ai principi elaborati in particolare dalla Corte Costituzionale (14.7.1986 n. 184 e 27.10.1994, n. 372), nella figura del danno non patrimoniale inteso come danno correlato alla lesione della persona e come menomazione arrecata all'integrità psicofisica del soggetto, in violazione dell'art. 32 Cost..

L'evento biologico della menomazione dell'integrità psicofisica della persona in sé considerata, dà luogo di per sè al danno non patrimoniale che qualora provato va risarcito indipendentemente dal fatto se dalla menomazione sia poi derivata anche una perdita patrimoniale (intesa anche sotto il profilo della mancanza di guadagno),che costituisce quindi un danno conseguenza, ontologicamente differente da quello non patrimoniale (Cass. 17.3.1995,n. 3119).

Nella nozione di danno non patrimoniale rientrano tutte le figure di danno non reddituale (cd. danni estetici, alla vita di relazione, alla sfera sessuale). Pertanto la stessa riduzione della capacità lavorativa generica, vista in sè e non per l'effetto di un mancato guadagno (che potrebbe quindi anche non esservi nel caso concreto), in quanto costituisce lesione di un generico modo di essere del soggetto che non comporta alcun rilievo sul piano della produzione del reddito e quindi si sostanzia in una menomazione della salute intesa in senso lato, è risarcibile sotto il profilo del danno non patrimoniale (Cass. 19.3.93,n. 3260) e, quindi, sempre come danno evento.

Nel caso di specie le lesioni subite dalla minore Nnn Maria devono essere stimate alla luce delle risultanze processuali, in postumi invalidanti dell' 1%, 3 giorni di I.T.T. e 22 di I.T,P, al 50% e quantificate alla luce della L. N. 57/01 nella misura di €. 728,71 per il danno non patrimoniale derivante dai postumi permanenti, 43,16 x 3 gg. = € 129,48 - per la I.T.T. ed € 43.16 x 22 gg. al 50% = 474,76 per la I.T.P. liquidati all'attualità.

Per tale motivo vanno condannati il convenuto Nnn e la Progress S.p.A, in l.c.a. al risarcimento del danno nella misura sopra determinata.

Le spese di lite seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo a favore del procuratore dichiaratosi antistatario mentre possono essere compensate, stante la novità della questione, tra l'attrice e la Generali F.G.V.S. S.p.A..

P.Q.M.

IL GIUDICE Dl PACE

definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da lii Filomena nella qualità di genitrice esercente la potestà genitoriale sulla minore Nnn Maria contro la Progress Assicurazioni S.p.A. in L.C.A. in persona del Commissario Liquidatore p,t., la Generali Assicurazioni SpA, quale impresa designata del F.G.V.S., in persona del legale rapp.te p.t., nonché Nnn Antonio, ogni altra istanza eccezione e deduzione disattesa così provvede:

A) accoglie la domanda nei confronti di Nnn Antonio e della Progress Assicurazioni S.p.A in L.C.A. in persona del Commissario Liquidatore p.t.;

B) condanna Nnn Antonio nonché la Progress Assìcurazioni S.p.A., in L.CA. in persona del Commissario Liquidatore p.t, al. pagamento della complessiva somma di € 1.332,95 (milletrecentotrentadue/95) in favore di III Maria quale esercente la potestà genitoriale sulla minore Nnn Maria, oltre interessi dalla data di costituzione in mora;

C) condanna Nnn Antonio e la Progress Assicurazioni. S.p.A., in L.C.A. in persona del Commissario Liquidatore p.t., al pagamento delle spese del giudizio da determinarsi in € 1000,00 di cui Euro 450,00 per onorari, € 450,00 per diritti e €.100.00 per spese. oltre 12,5 ex art. 15 legge prof. IVA e C.P.A. a favore del procuratore dichiaratosi antistatario;

D) dichiara la domanda improponìbile nei confronti della Generali Assicurazioni S.p.A., quale impresa designata dal F.G.V.S. in persona del legale repp.te p.t, dichiarando compensate le spese di lite tra l'attrice e questa convenuta.

Così deciso in Nocera Inferiore, 03/06/2011.

IL GIUDICE DI PACE

Avv. Celestino Marcia

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