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GdP Castellammare di Stabia: L.C.A. Inammissibilità indennizzo diretto. Mutamento procedura.

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Liquidazione Coatta Amministrativa: inoperatività dell'indennizzo diretto. Mutamento della procedura ed ordine all'attore di comunicare la pendenza del giudizio al commissario liquidatore della impresa posta in liquidazione coatta amministrativa ed alla società Generali, impresa designata dal FGVS (Giudice di Pace di Castellammare - Ordinanza 03.06.2011 - Fonte Iussit)

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI CASTELLAMMARE DI STABIA

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IL GDP dr Iannello,

-Letti gli atti, nel giudizio RG .../10

-rilevato che l’azione introdotta con il libello introduttivo è configurabile ex art. 149 d.lvo 209/05, nei confronti di AXA ass.ni Spa, compagnia del veicolo attoreo,

-ritenuto che il veicolo convenuto è assicurato Novit ass.ni e che indi tale compagnia è quella debitrice;

-rilevato che con D.M. dell’otto aprile 2011, la Novit ass.ni è stata posta in lca,

-considerato che vengono meno i presupposti per l’applicazione della procedura di indennizzo diretto,

-considerato che il Giudice,in ogni caso nell’emanare i propri provvedimenti, è interprete della norma, e che in tale fase ha l’obbligo principale di operare un’interpretazione costituzionalmente corretta,

-considerato che non esistono, né i presupposti per l’improcedibilità, né quelli per l’interruzione, intervenendo Axa nel processo per l’accertamento di una violazione di norma contrattuale e non come sostituto processuale della Novit ass.ni, ma che in ogni caso detta compagnia non può più operare in tale veste;

-considerato che il giudice delle Leggi ha espressamente statuito la non obbligatorietà dell’ azione ex art 149 d.lvo 209/05, restando essa alternativa con quella ex art 148 d.lvo 209/05,

-considerato ancora che esso attore avrebbe potuto avviare la procedura ex art 148 d.lvo 209/05 e che l’eventuale interruzione del giudizio, oggi comporterebbe una violazione dell’art 3 Carta Costituzionale, riservando un trattamento diverso a chi ha adito l’altra procedura, e facendo venir meno il diritto di parte attorea alla comunicazione della pendenza di giudizio;

-ritenuto che tra l’altro l’attore ha anche costituito in mora la compagnia NOVIT Spa, debitrice compagnia del veicolo investitore, circostanza questa addirittura trascurabile, avendo statuito il regolamento di attuazione al d.lvo 209/05,che in fase di azione ex art 149 d.lvo 209/05 è la compagnia del danneggiato a dover comunicare all’altra dell’avvenuta costituzione in mora, agendo la compagnia costituita in mora ex art 149 d.lvo 209/05, come mandatario in ogni senso del proprio assicurato e ricevendo in tal modo l’onere di gestire per conto del proprio cliente il sinistro, a norma di clausola contrattuale imposta ex lege;

-considerato che non vi è vis attrattiva alla materia fallimentare e che in ogni caso il giudizio va continuato nei confronti del commissario liquidatore Novit ass.ni e del FGVS per l’opponibilità della sentenza trattandosi di giudizio in corso;

-letto l’art 107 cpc,che statuisce che il giudice può, quando ritiene che siano chiamati nel processo altri soggetti, ordinarne la comparizione

P Q M

Dichiara la non operabilità della procedura ex art 149 d.lvo 209/05, muta la procedura in quella prevista dall’art 148 d.lvo 209/05, ordina all’attore di comunicare la pendenza del presente giudizio al Commissario Liquidatore della Novit ass.ni, per l’accertamento del credito ed alla Generali Ass.ni, quale impresa designata ex Lege dal FGVS per territorio per la Regione Campania, in merito alla posizione dell’Axa ass.ni, rilevato che la stessa non ha più alcuna legittimazione processuale, considerato che lo stesso attore non muove alcuna ulteriore domanda alla stessa,

PQM

Dispone l’estromissione della stessa, e si riserva a definitivo per le spese.

Fissa per il prosieguo l’udienza del 07/10/11

Onera l’attore, nel comunicare pendenza di giudizio di notificare alle parti chiamate in causa,copia conforme della presente ordinanza.

C/Mare di Stabia udienza del 03/06/11

Il Gdp

Dr. Antonio Iannello

Commenti

avatar Francesco Annunziata
0
 
 
L'ordinanza è discutibile e non condivisibile per vari motivi.
1) Nessuna norma prevede la inoperatività dell'indennizzo diretto in caso di messa in liquidazione coatta amministrativa della compagnia di assicurazione dell'attore (ancor più se il giudizio sia già in corso al momento della decozione dell'impresa).
L'art. 149, infatti, richiede per l'applicabilità del risarcimento diretto solo che, al momento del sinistro, i veicoli coinvolti siano identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria: condizione sussistente nel caso in esame.
In ogni caso, pur a voler prescindere da tale circostanza e dalle numerose sentenze ed ordinanze di alcuni giudici di pace (consultabili su questo sito - cfr articoli correlati), anche la circolare Ania del 01.04.2010 conferma tale interpretazione.
Invero il detto documento, emesso a seguito della messa in LCA della Progress, ha precisato che tale situazione (id est la L.C.A. della Progress) comporta la conseguente inapplicabilità della procedura del risarcimento diretto (art. 149 del C.d.A.) e di quella relativa al risarcimento dei terzi trasportati (art. 141 del CdA) per tutti i sinistri che, a partire dal 29 marzo 2010 (data di messa in liquidazione), vedano coinvolti, sia in veste di responsabile che di danneggiato, veicolo in copertura Progress". Quindi la inapplicabilità colpirebbe solo i sinistri verificatisi dopo la messa in liquidazione ovvero, volendo utilizzare una interpretazione più ampia, tutte le azioni intraprese dopo la messa in liquidazione, ma giammai i sinistri verificatisi prima della stessa e per i quali, come nel caso in esame, vi è giudizio in corso.
2) Opinabile è, poi, la affermazione secondo la quale, in caso di azione ex art. 149 del D.Lgs.209/2005 la compagnia del danneggiato è tenuta a comunicare alla compagnia del responsabile civile la avvenuta costituzione in mora con la conseguenza che il danneggiato non sarebbe tenuto ad inviare la richiesta, per conoscenza, anche alla compagnia del responsabile del sinistro.
Non pare che sia questo il tenore dell'art. 145 del citato D.Lgs. citato (anzi, al contrario, viene stravolto). Nè, all'uopo, è pertinente il richiamo al regolamento di attuazione, si ritiene all'art. 5, il quale al 3° comma, si limita solo a stabilire che l'impresa che ha ricevuto la richiesta ne dà immediata comunicazione all'impresa dell'assicurato ritenuto in tutto o in parte responsabile del sinistro, fornendo le sole informazioni necessarie per la verifica della copertura assicurativa e per l'accertamento delle modalità di accadimento del sinistro.
Altro, invece, è la proponibilità della domanda che si verifica, ai sensi dell'art. 145 CdA
, solo dopo che siano decorsi sessanta giorni, ovvero novanta in caso di danno alla persona, decorrenti da quello in cui il danneggiato abbia chiesto alla propria impresa di assicurazione il risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, inviata per conoscenza all'impresa di assicurazione dell'altro veicolo coinvolto, avendo osservato le modalità ed i contenuti previsti dagli articoli 149 e 150.
3) Ma anche a prescindere da questi rilievi, molto discutibili sono i provvedimenti contenuti nel doppio, bizzarro e stravagante, PQM dove, dichiarata la "non operabilità della procedura ex art. 149 D.Llvo 209/2005" viene mutata "la procedura in quella prevista dall'art. 148 d.lvo 209/2005" con successivo ordine "all’attore di comunicare la pendenza del presente giudizio al Commissario Liquidatore della Novit ass.ni, per l’accertamento del credito ed alla Generali Ass.ni, quale impresa designata ex Lege dal FGVS per territorio per la Regione Campania".
Orbene, se è vero che il "Giudice nell'emanare i propri provvedimenti è interprete della norma e che in tale fase ha l'obbligo principale di operare una interpretazione costituzionalmente corretta" è anche vero che ad ogni provvedimento deve corrispondere un riferimento normativo al quale il Giudice deve ispirarsi e che, se necessario, deve interpretare.
Orbene, quali riferimenti normativi hanno ispirato il Giudice di Pace nell'adottare questi insoliti provvedimenti?
Quali norme ha preso in considerazione ed interpretato per dichiarare il mutamento della procedura?
Ed ancor più quale norma ha preso in considerazione per ordinare all'attore di "comunicare la pendenza di giudizio alle Generali ed al Commissario Liquidatore della Novit"?
La terminologia utilizzata come il provvedimento di "comunicazione della pendenza di giudizio" sono stati impropriamente ed illegittimamente mutuati dall'art. 25 della ormai abrogata e compianta L.990/69.
Tralasciando gli altri effetti collaterali dei provvedimenti adottati, tutto ciò comporterà che se l'attore effettivamente dovesse limitarsi a comunicare la pendenza del giudizio ai soggetti indicati dal giudice, si ritroverebbe, a combattere contro i mulini a vento, dato che la eventuale sentenza emessa senza contraddittori sarebbe "inutiliter data": la comunicazione di pendenza di giudizio, invero, non conferisce al soggetto cui è diretta la qualifica di parte processuale ma solo quella di parte eventuale.
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