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Danno Biologico: aumento del quinto ex art. 139 CdA (M.Cuomo)

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Il Giudice di Pace, con la sentenza che segue ha, ai sensi  dell'art. 139 del Codice delle Assicurazioni, aumentato l'ammontare del danno biologico di un quinto, considerato che, secondo l'evoluzione giurisprudenziale di merito, alla luce della pronuncia della Suprema Corte di Cassazione n. 26972 del 2008, va affermata la possibilità di risarcire la sofferenza morale del danneggiato personalizzando il risarcimento del danno biologico nei limiti di cui agli artt. 138 e 139 dei codice delle assicurazioni (Giudice di Pace di Ottaviano - Sentenza 1013/2011)

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI OTTAVIANO

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

II Giudice dì Pace DOTT.SSA. MARIA CUOMO, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nella causa iscritta al n. 1013/09 RGNR assegnata a sentenza il 20/9/010

promossa da

CCC ROSA nata a Terzigno il 00/00/54 C.F. CCC RSO 11X11 L142U ivi res alla Via Aaa Mmm, 27, rape.ta e diifesa dall'Avv. Lll Ccc presso il quale elett.te domicilia in Terzigno alla Via Ggg, 105 giusta mandato a margine dell'atto di citazione;

- parte attrice —

Contro

SPA MILXX ASS.NI , in persona dei legale rapp.te, con sede in MILXX alla Via Sss, 18/2 cap 20161;

- parte convenuta contumace -

NONCHE'

Iii Ggg res. in San Giuseppe Vesuviano alla Via Mmm, 11 - parte convenuta contumace —

OGGETTO: Risarcimento danni derivante da incidente automobilistico.

CONCLUSIONI: Come da verbale

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Preliminarmente si osserva che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento dei processo, in ossequio al nuovo art. 132 c.p.c. come novellato ex lege 69/09, entrata in vigore il 4/7/09, tenuto conto dell'art. 58 della stessa legge 69/09 che ha espressamente previsto l'immediata applicazione del nuovo art. 132 c.p.c. anche ai procedimenti pendenti in primo grado.

La domanda proposta dalla parte attrice con l'atto di citazione ritualmente notificato volta ad ottenere il riconoscimento della responsabilità dei conducente dei veicolo FIAT PANDA tg. NA XXXXX nella determinazione del sinistro, per aver inopinatamente aperto la portiera della macchina, senza avvedersi dei sopraggiungere dell'auto condotta dalla parte attrice e, quindi, per ottenere la condanna della SPA MILXX ASS.NE , ai sensi dell'art. 149 del dlgvo 209/05, quale compagnia assicuratrice che garantiva per la RCA il veicolo condotto dalla attrice , al risarcimento delle lesioni riportate dalla CCC a causa dell'incidente, è fondata e, per quanto di ragione, deve essere accolta.

Per quanto alla titolarità delle parti, in atti sono state prodotte la copia dei libretto di circolazione del veicolo condotto dalla CCC , tg. DD 000 HH e LA ISPEZIONE PRA del veicolo tg. NA XXXXX nonché la copia della polizza delle vettura condotta dalla Casill; Considerato che il teste ha confermato che il veicolo dei Sig. Iii era garantito dalla SPA MILXX ASS.NI, non residuano dubbi in ordine alla corretta instaurazione del contraddittorio.

Preso atto, quindi, della copia della lettera di costituzione in mora allegata in atti, osserva questo giudice che, apparendo la stessa completa di tutti i dettagli indicati nella normativa vigente e, più precisamente, dall'art. 148 dei dlgvo 209/05, della domanda, così come proposta, va sicuramente dichiarata la proponibilità.

Tenuto conto della avvenuta comunicazione ai sensi dell'ari. 145 del dlgvo 209/05 della richiesta di risarcimento sempre alla SPA MILXX ASS.NI, anche quale società che garantiva per la RCA il veicolo antagonista, nonché dei rispetto dei termini tra la data di ricezione della lettera di costituzione in mora (17/10/08) e la data di presentazione della citazione per la notifica (22/1/09), della domanda va ritenuta la procedibilità;

Vista la ritualità della notifica dell'atto introduttivo, anche a seguito della ordinanza resa in data 10/5/010 — 12/05/010 ed il rispetto dei termini a comparire di cui all'art. 163 bis c.p.c., dei convenuti, non costituiti, va dichiarata la contumacia.

Per quel che concerne il merito, va evidenziato che la parte attrice ha fornito la prova della sussistenza del proprio diritto al risarcimento.

In particolare, dall'espletamento della prova testimoniale (è stato escusso Bbb Fff indicato all'udienza del 21/9/09), è emerso che, nelle circostanze di tempo e di luogo indicate in citazione il veicolo sul quale la parte attrice viaggiava come conducente, mentre procedeva regolarmente , venne impattato dalla portiera del veicolo FIAT PANDA alla fiancata destra; In particolare il teste ha riferito che , oltre alla portiera della FIAT PUNTO, fu colpito lo specchietto retrovisore laterale destro che andò in frantumi ed il vetro, attraverso il finestrino CHE ERA APERTO, fu spinto all'interno dell'abitacolo, andando a colpire violentemente il braccio della conducente della vettura FIAT PUNTO.

Il teste ha precisato che la conducente dell'auto FIAT PUNTO, la signora CCC, non riuscì ad evitare l'impatto, data l'imprevedibilità, ed ha riferito che sebbene anche il trasportato sulla vettura FIAT PUNTO fosse stato colpito dalle schegge di vetro, solo la conducente riportò lesioni maggiori, avendo il braccio più esposto , tanto è vero che per la stessa fu richiesto il soccorso alla Clinica S. Lucia per la eliminazione delle schegge conficcate nell'arto.

Considerato quanto innanzi, non può non convenirsi in ordine alla attribuzione esclusiva della responsabilità nella produzione del sinistro, in capo al conducente dei veicolo FIAT PANDA antagonista per aver omesso di adottare tutte le cautele imposte dal codice della strada per colui che intenda scendere dalla propria vettura o, comunque intenda aprire la portiera .

Per quanto innanzi, si deve ritenere, per le concrete modalità di svolgimento dell'evento, che alcun addebito può essere mosso al conducente dei veicolo di parte attrice, ed in suo favore deve ritenersi superata la presunzione di corresponsabilità ex art. 2054 c.c., anche in considerazione delle manovre di emergenza, poste in essere per evitare la collisione, confermate dal teste escusso .

Conseguentemente, non può che riconoscersi il diritto della parte attrice ad ottenere il risarcimento dalla società che garantiva per la RCA il veicolo dalla stessa condotto, ai sensi delle disposizioni stabilite dall'art. 149 del dlgvo 209/05, avendo parte attrice fornito la prova in ordine alla sussistenza della copertura assicurativa anche per quanto al veicolo antagonista.

Per quel che concerne il quantum, questo magistrato rileva che il consulente nominato, previa scrupolosa diagnosi ed anamnesi, con una relazione adeguatamente motivata, priva di vizi logici e/o scientifici, ha, quantificato le lesioni in giorni 6 di ITT ; gg. 30 di ITP al 50% con un danno biologico nella misura dei 3%.

Ai fini della quantificazione delle stesse, tenuto conto delle disposizioni di cui all'articolo 139 del d.lgvo 209/05 laddove è inserita la precisazione del danno biologico ("per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all'integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica una incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito"), ed i criteri di liquidazione; visto il comma 3 dello stesso articolo, laddove è scritto che "l'ammontare del danno biologico liquidato ai sensi del comma 1 può essere aumentato dal giudice in misura non superiore ad un quinto con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato"; Considerato, ancora, che, secondo l'evoluzione giurisprudenziale di merito, alla luce della pronuncia della Suprema Corte di Cassazione n. 26972 del 2008, va affermata la possibilità di risarcire la sofferenza morale del danneggiato personalizzando il risarcimento del danno biologico nei limiti di cui agli artt. 138 e 139 dei codice delle assicurazioni (Trib. Pìacenza 4/6/09 n. 401 in Banca dati Jurìs Data; Trib. Palermo, III Sez. Civ. 3/6/09 in Altalex- quotidiano di Informazione giuridica n. 2620 dei 15/9/09; Trib. Venezia 27/2/09, in Giur. Merito 2009), dovendosi intendere definitivamente accantonata la figura del cosiddetto danno morale soggettivo (Trib. Monza sez. lavoro, 125109 n. 241 in Giustizia a Milano 2009; Trib. Milano Sez. III 15/4/09 n. 5013 in Giustizia a Milano 2009; Trib. Palermo 12/3/09 in Banca dati Juris Data); viste le tabelle di liquidazione introdotte dall'art . 5, co. 2, della legge 57/2001 aggiornate dal D.M. Sviluppo Economico del 27/5/010; tenuto conto della intrinseca incidenza delle lesioni subite dalla parte danneggiata sulla sua vita, anche relazionale (per la persistenza della sintomatologia dolorosa, anche a distanza di tempo e per la limitazione della funzionalità dell'arto interessato dalle lesioni — cfr relazione medica) si ritiene che il danno riportato dalla parte attrice debba essere così liquidato

Età del danneggiato : 55 anni

Percentuale di invalidità permanente: 3%

Giorni di invalidità assoluta: 6 gg.

Giorni di invalidità parziale al 50%: 30 gg.

Danno Biologico Permanente

Valore del punto per invalidità del 3% : € 887,77 x 1.2

Percentuale di riduzione per età di 55 anni 22.5%

(€ 887,77 x 3) - 22.5% € 2.064,07 Euro 2.064,07

Danno Biologico Temporaneo

Inabilità assoluta : €43,16x6gg € 258,96

Inabilità parziale al 50%: €43,16x 30 ggx50% € 647,40

€ 906,364

Aumento di 1/5 in applicazione delle disposizioni dell'art. 139dlgvo 209/05 comma 3 € (2.064,07 + 906,36) x 1/5 = € 594,08

Totale : € 3.564,51

Nulla per le spese perché non documentate.

Trattandosi di debito di valore vanno certamente riconosciuti gli interessi, che giusta pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Sent. n. 1712/95, nella quale si legge che l'orientamento giurisprudenziale di conteggiare sulla somma rivalutata gli interessi a far tempo dal dì dell'evento finisce con il produrre una iniqua locupletazione in favore del danneggiato il quale ha diritto agli interessi quale compensazione per la mancata disponibilità del controvalore in danaro del bene oggetto della lesione - controvalore che all'inizio è rappresentato dalla sorta capitale via via rivalutantesi), vanno calcolati non sulla somma liquidata all'attualità, bensì sulle somme esprimenti il danno al momento dei sinistro, nonché sulle somme relatìve ai periodi intermedi tra la data dell'evento dannoso ed il momento della decisione, rivalutate ìn base agli indici medi.

Gli interessi, pertanto, vanno calcolati sulla minor somma corrispondente a quella liquidata all'attualità (ottenuta dividendo detta somma per il coefficiente ISTAT relativo alla data dei fatto), via via annualmente rivalutata sulla base degli indici ISTAT, dalla data del fatto a quella della presente sentenza, con esclusione degli interessi sugli interessi.

Dalla data di pubblicazione della sentenza, sulla somma così come liquidata all'attualità, devono aggiungersi gli interessi legali sino al soddisfo.

Le spese di lite, vanno poste a carico della soccombenza con attribuzione al procuratore ex art.93 c.p.c..

Tenuto conto delle tariffe professionali approvate dal Consiglio Nazionale Forense in virtù del DM 127/2004, tenuto conto delle prestazioni effettivamente svolte dal procuratore, nonché del grado di difficoltà del presente procedimento, le spese vengono liquidate come da dispositivo con attribuzione al procuratore ch ene ha fatto richiesta ex art. 93 c.p.c..

Le parti convenute , andranno, inoltre, condannate anche al rimborso integrale delle spese di CTU nella misura così come liquidata nei decreto in atti,

PQM

Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da CCC ROSA contro la spa MILXX ASS.NI e contro III GENNARO così provvede: Dichiara la contumacia dei convenuti;

Accertata la esclusiva responsabilità del conducente del veicolo TG.NA XXXXX; ritenuti sussistenti i presupposti indicati dall'art. 149 del digvo 209/05, condanna la SPA MILXX ASS.NI , al pagamento , in favore dì parte attrice, della somma pari ad Euro 3.564,51 all'attualità , oltre interessi da calcolarsi come in motivazione.

- Condanna la società assicuratrice al pagamento delle spese dei giudizio che, tenuto conto delle tariffe attualmente vigenti , liquida in complessivi € 1.830,00, di cui € 110,00 per spese; € 980,00 per diritti ed € 740,00 per onorari, oltre IVA e CPA nonchè rimborso forfettario ex art. 15 L.P.che vanno attribuite all'Avv Ccc stante la richiesta di distrazione.

- Condanna la società convenuta al pagamento delle spese della consulenza d'Ufficio nella misura di euro 350,00 oltre accessori se documentati, giusta decreto di liquidazione in atti.

- Così deciso in Ottaviano il 24/09/010

IL GIUDICE DI PACE

DOTT. MARIA CUOMO

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