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Sentenza contro la Progress in bonis: è opponibile alla impresa designata. (Francesco Annunziata)

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Sentenza ottenuta dal danneggiato contro la Progress S.p.A. in bonis. Comunicazione della Impresa Designata: presunta inapplicabilità degli artt. 141 e 149 D.Lgs.209/2005. Erronea interpretazione della Circolare Ania del 01 aprile 2010, protocollo 0111 - Comunicazione Card

La società Generali Ass.ni S.p.A., impresa designata dalla Isvap, ex art. 286 D.Lgs.209/2005, alla gestione dei sinistri a carico del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, a seguito di notifica di sentenza emessa, nell'anno 2009, dal Giudice di Pace di Nocera Inferiore, nei confronti della Progress Ass.ni S.p.A., per un sinistro verificatosi il 28 novembre 2007, ha comunicato che la stessa, seppur passata in giudicato, non era opponibile alla impresa designata in quanto l'Ania, con circolare del 01.04.2010, protocollo 0111, trattandosi di sentenza emessa ai sensi dell'art. 141 e/o 149 del D. Lgs. 209/2005 si sarebbe espressa "formalmente" circa l'inapplicabilità del c.d. "risarcimento diretto".

Tale comunicazione - basata sull'errato presupposto della assoluta inapplicabilità dell'indennizzo diretto alla L.C.A. - lascia, a dir poco, perplessi in quanto è, indubbiamente e palesemente, infondata, priva di qualsivoglia riscontro normativo e frutto di una erronea interpretazione della legge e della stessa circolare Ania.

L'art. 289 del D.Lgs. 209/2005 citato, invero, al primo comma stabilisce che "Le sentenze ottenute dal danneggiato nei confronti dell'impresa di assicurazione sono opponibili, se passate in giudicato prima che sia stato pubblicato il decreto di liquidazione coatta, all'impresa designata per il risarcimento dei danni entro i limiti fissati dall'articolo 283, comma 4 (Art. 283 4 comma: "Nei casi previsti dal comma 1, lettere b), c), d),d-bis) e d-ter) il danno è risarcito nei limiti dei massimali indicati nel regolamento di cui all'articolo 128 per i veicoli o i natanti della categoria cui appartiene il mezzo che ha causato il danno).

Quindi onere del danneggiato, nel caso di sentenza ottenuta nei confronti di società assicuratrice posta, poi, in liquidazione coatta amministrativa, è quello di notificare la stessa ai sensi dell'art. 285 o , se del caso ai sensi dell'art. 286 , c.p.c. e, successivamente,dopo il passaggio in giudicato, opporla alla impresa designata che, pertanto, è tenuta ad eseguirla. (Efficacia riflessa della sentenza la quale pur se, ai sensi dell'art. 2909 c.c. "fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa", nel caso di L.C.A. è destinata a produrre i suoi effetti nella sfera giuridica - patrimoniale di un soggetto estraneo al processo (impresa designata)).

Nessuna esclusione o limitazione pone l'articolo anzidetto, neppure, nella l'ipotesi di indennizzo diretto (ex art. 149 CdA) ovvero nell'ipotesi di lesioni riportate dal terzo trasportato (ex art.141 CdA).

Infatti, va rilevato che l'indennizzo diretto è applicabile anche nei confronti delle compagnie poste in liquidazione coatta amministrativa (va ricordato, all'uopo, come l'art. 149 richiede, per l'applicabilità del risarcimento diretto, solo che i veicoli a motore coinvolti nel sinistro siano identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria) allorquando il sinistro si sia verificato prima del provvedimento di liquidazione, per cui nessun ostacolo si frappone alla opponibilità della sentenza ottenuta dal danneggiato (ai sensi dell'art. 149 Cda, ricorrendone i presupposti innanzi indicati) nei confronti della impresa designata che, pertanto, sarà tenuta a dare esecuzione alla stessa.

D'altra parte la stessa circolare Ania, menzionata dalla società Generali, nella comunicazione di cui innanzi, conformemente a quanto sopra affermato, non esclude la opponibilità della sentenza - ottenuta contro l'impresa decotta - alla impresa designata nei casi di cui agli artt. 141 e 149 del CdA. Anzi, il detto documento, dopo aver comunicato alle imprese aderenti alla Card che, con decreto ministeriale del 29 marzo 2010 la Progress è stata posta in liquidazione coatta amministrativa, ha precisato che per effetto di tale provvedimento la Progress ass.ni S.p.A. decade automaticamente dallo stato di impresa partecipante alla Card con effetto dal giorno del suddetto provvedimento.

Ha precisato, altresì, il documento che "tale situazione comporta la conseguente inapplicabilità della procedura del risarcimento diretto (art. 149 del C.d.A.) e di quella relativa al risarcimento dei terzi trasportati (art. 141 del CdA) per tutti i sinistri che, a partire dal 29 marzo 2010, vedano coinvolti, sia in veste di responsabile che di danneggiato, veicolo in copertura Progress".

Ciò, evidentemente, non significa che le sentenze "emesse ai sensi dell'art. 141 e/o 149 del D. Lgs. 209/2005 non sono opponibili alla Impresa designata", ma unicamente che ai sinistri verificatosi dopo la messa in liquidazione della Progress S.p.A. non sono più applicabili i citati artt. 141 e 149 CdA.: circostanza, peraltro, a tutti ben nota.

Pertanto, la lettura della normativa vigente e della circolare cui fa riferimento la stessa impresa designata portano, indubitabilmente, a concludere, che la società Generali, nella spiegata qualità , non ha ben interpretato i concetti che il legislatore, con l'art. 289 1 comma del D.Lgs.209/2005, ed il direttore dell'Ania, con la circolare del 01.04.2010, hanno, concordemente ed uniformemente, voluto esprimere e cioè che il riconoscimento della applicabilità della procedura di cui all'art. 149 (e 141) del CdA - c.d. '"indennizzo diretto", nei confronti della LCA, comporta, come logica conseguenza la possibilità di opporre la sentenza ottenuta dal danneggiato nei confronti della compagnia in bonis, e poi passata in giudicato, alla impresa designata.

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Ultimo aggiornamento Domenica 04 Marzo 2012 19:47  
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