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Art.140 C.d.A.: Pluralità di danneggiati e litisconsorzio necessario (Francesco Annunziata)

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Sinistro con più persone danneggiate e litisconsorzio necessario previsto dall'art. 140 del D.Lgs. 209/2005: sussiste solo in casi particolari (F.Annunziata).

L'art. 27 della L.990/69 stabiliva "Qualora vi siano più persone danneggiate nello stesso sinistro e il risarcimento dovuto dal responsabile superi le somme assicurate, i diritti delle persone danneggiate nei confronti dell'assicuratore o dell'impresa designata a norma dell'art. 20, sono proporzionalmente ridotti fino alla concorrenza delle somme assicurate o rispettivamente di quelle indicate nell'articolo 21.

L'assicuratore o l'impresa designata a norma dell'art. 20 che, decorsi trenta giorni dall'incidente e ignorando l'esistenza di altre persone danneggiate pur avendone ricercata l'identificazione con la normale diligenza, ha pagato ad alcuna di esse una somma superiore alla quota spettante, non risponde verso le altre persone danneggiate fino alla concorrenza della somma versata, salva l'azione degli interessati per il recupero delle somme indebitamente percepite ai fini della ripartizione in conformità del primo comma del presente articolo".

Tale articolo è stato sostituito dagli artt. 140 e 291 del D.Lgs.209/2005.

[Art. 140] - Pluralità di danneggiati e supero del massimale

1. Qualora vi siano più persone danneggiate nello stesso sinistro e il risarcimento dovuto dal responsabile superi le somme assicurate, i diritti delle persone danneggiate nei confronti dell'impresa di assicurazione sono proporzionalmente ridotti fino alla concorrenza delle somme assicurate.

2. L'impresa di assicurazione che, decorsi trenta giorni dall'incidente e ignorando l'esistenza di altre persone danneggiate, pur avendone ricercata l'identificazione con la normale diligenza, ha pagato ad alcuna di esse una somma superiore alla quota spettante, risponde verso le altre persone danneggiate nei limiti dell'eccedenza della somma assicurata rispetto alla somma versata.

3. Nel caso di cui al comma 2, le altre persone danneggiate, il cui credito rimanesse insoddisfatto, hanno diritto di ripetere, da chi abbia ricevuto il risarcimento dall'impresa di assicurazione, quanto sarebbe loro spettato in applicazione del comma 1.

4. Nei giudizi promossi fra l'impresa di assicurazione e le persone danneggiate sussiste litisconsorzio necessario, applicandosi l'articolo 102 del codice di procedura civile. L'impresa di assicurazione può effettuare il deposito di una somma, nei limiti del massimale, con effetto liberatorio nei confronti di tutte le persone aventi diritto al risarcimento, se il deposito è irrevocabile e vincolato a favore di tutti i danneggiati.

A parte la inutile ripetizione contenuta nell'art. 291 (sinistri indennizzati dalla impresa designata) che riproduce quasi esattamente l'art. 140, quello che stupisce e lascia interdetti è, sicuramente, la previsione di cui al n. 4 del detto articolo secondo la quale "Nei giudizi promossi fra l'impresa di assicurazione e le persone danneggiate sussiste litisconsorzio necessario, applicandosi l'articolo 102 del codice di procedura civile".

In pratica, il meccanismo, solo fino ad un certo punto, è rimasto identico a quello previsto dal previgente art. 27 L.990/69 , con la conseguenza che nel caso in cui nel sinistro, ove sono coinvolti più danneggiati, il danno supera il massimale, i diritti delle persone danneggiate nei confronti dell'assicuratore, sono proporzionalmente ridotti fino alla concorrenza delle somme assicurate.

Nuova e, ovviamente, sconcertante è invece, la previsione di cui all'art. 140, comma 4 (e 291, comma 4), del D.Lgs. 209/2005, che invoca, tra tutti i danneggiati di un medesimo sinistro, un assurdo quanto improponibile caso di litisconsorzio necessario, ex art. 102 c.p.c.

Eppure, sotto la vigenza della Legge 990/69, parte della dottrina aveva, addirittura, criticato l'art.27 per la mancanza di una previsione normativa ad hoc, ritenendo applicabile al caso di una pluralità di danneggiati, il litisconsorzio necessario di cui all'art. 102 c.p.c. sul presupposto che questo sussiste "ogni qualvolta la decisione non può essere emessa che in confronto di più parti" e giungendo alla conclusione che la sentenza non pronunciata nei confronti di tutte le parti sarebbe stata inutiliter data e, addirittura, "vanificatrice del principio della par condicio stabilito dall'art. 27" . Per tale motivo, si riteneva opportuno, malgrado il silenzio della legge, riconoscere che l'art. 27 realizzava una ipotesi riferibile all'art. 102 c.p.c.(Gennaro Giannini, L'Assicurazione Obbligatoria dei veicoli e dei Natanti).

Orbene, la nuova normativa, ha accontentato quella parte della dottrina ma i risultati sono imprevedibili e, in taluni casi, aberranti.

Così, ad esempio, il danneggiato che ha iniziato l'azione giudiziale nei confronti della compagnia di assicurazione dovrebbe essere costretto ad integrare il contraddittorio, ex art. 140 C.d.A. e 102 c.p.c., nei confronti degli altri danneggiati coinvolti nel medesimo sinistro seppure questi abbiano già definito bonariamente il danno ovvero non abbiano neppure intenzione di richiedere il risarcimento.

"La norma in esame risulterà, poi, praticamente inapplicabile nei sinistri catastrofali. Si pensi agli urti coinvolgenti autobus con molti passeggeri a bordo; ovvero ai maxitamponamenti causati dalla nebbia con centinaia di feriti: in questi casi, secondo l'art. 140 cod. ass., tutti i danneggiati dovrebbero partecipare al medesimo giudizio, con quale beneficio per la celerità e la speditezza è agevole immaginare" (dott.Marco Rossetti, Giudice del Tribunale di Roma).

Per fortuna queste considerazioni non sono sfuggite nè alla giurisprudenza di merito, nè a quella di legittimità, nè, infine, alla Corte Costituzionale.

Così il Tribunale di Avezzano, prima (ordinanza del 14 ottobre 2008) e quello di Nola, poi (ordinanza del 15 novembre 2008) hanno sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 140, comma 4, del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111 della Costituzione, nella parte in cui prevede un’ipotesi di litisconsorzio necessario, ai sensi dell’art. 102 del codice di procedura civile, tra tutti i danneggiati dal medesimo sinistro stradale, ordinando la immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

Si è dubitato, tra l'altro, che un "tale litisconsorzio, per tutti gli effetti che produce nel contesto normativo in cui è stato calato, possa apparire compatibile con l’art.111 Cost., essendo esso fisiologicamente capace di appesantire e prolungare senza significative utilità la trattazione di quasi tutti i giudizi da celebrarsi in tema di infortunistica con più danneggiati" (dott.Scermino - Tribunale Nola).

Successivamente, la Corte di Cassazione Civile, sezione terza, con ordinanza del 26 gennaio 2009, n.1862 ha ritenuto che "la norma nella sua ambigua formulazione (posto che è certamente atecnica l'espressione “giudizi promossi fra l'impresa di assicurazione e le persone danneggiate”) va intesa, conforme all'esigenza di interpretare restrittivamente le previsioni di litisconsorzio necessario in quanto introducenti restrizioni alla libertà di azione, nel senso che il litisconsorzio previsto dall'art. 140, comma 4, del d. lgs. n. 209 del 2005 sussiste solo se:

a) l'assicurazione, di fronte alle richieste di più danneggiati, formuli domanda volta ad ottenere l'accertamento in confronto di tutti del massimale, come dimostra la stessa possibilità ad essa riconosciuta di effettuare deposito liberatorio;

b) uno dei danneggiati, vistosi contestare l'esistenza del massimale e ritenuto che il diritto degli altri danneggiati o non sussista o sussista in misura minore, chieda l'accertamento o della non sussistenza o della rispettive quote.

Infatti, ha sostenuto la Corte di Cassazione: " Ritenere che il litisconsorzio concerna la domanda di risarcimento proposta da uno o più danneggiati contro l'assicuratore senza coinvolgimento di altri renderebbe la norma di dubbia costituzionalità, atteso che il singolo danneggiato può non sapere se e quali siano stati gli altri danneggiati che debbono concorrere sul massimale.

La Corte Costituzionale con sentenza n. 329 dell'11.12.2009 si è adeguata al principio enunciato dalla S.C. affermando che la Corte di cassazione ha effettuato un’interpretazione che, da un lato, vale a circoscrivere l’ambito applicativo della norma censurata e, dall’altro, impone di ricercare se e quali oneri ricadano anche sulla impresa di assicurazione in ordine all’identificazione, con l’uso della normale diligenza, dei soggetti danneggiati nell’ipotesi di incidente che abbia cagionato danni ad una pluralità di persone.

Ancora, una volta, il Codice delle Assicurazioni che ha abrogato, tra le altre la L.990/69 della quale sono stato un accanito "tifoso", ha mostrato la sua fragilità e la necessità di interventi chiarificatori per interpretare norme che, giorno per giorno, si mostrano sempre più incerte ed ingannevoli.

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