AvvocatiOttaviano.it

Il sito degli avvocati del Mandamento di Ottaviano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri


Cass. 21896/2017. Indennizzo diretto: sussiste litisconsorzio necessario nei confronti del danneggiante responsabile

E-mail Stampa PDF

In materia di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli, nella procedura di risarcimento diretto di cui all'art. 149 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, promossa dal danneggiato nei confronti del proprio assicuratore, sussiste litisconsorzio necessario, analogamente a quanto previsto dall'art. 144, comma 3, del medesimo decreto, nei confronti del danneggiante responsabile»(Cass. Civ. VI sezione ordinanza n. 21896 del 20.09.2017)

 


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

TERZA SEZIONE CIVILE

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 12981-2016 proposto da:

A.C. SSS S.R.L. - C.F. e P.I. <…>, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, <…>, presso lo studio dell'avvocato <…>, che la rappresenta e difende;

- ricorrente -

contro

ZURICH INSURANCE COMPANY ITD rappresentanza Generale per l'Italia - P.I. 01627980152, in persona del procuratore speciale e legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE <…>, 4, presso lo studio dell'avvocato <…>, che la rappresenta e difende;

- controricorrente -

nonché contro

FFF PIETRO; - intimato -

avverso la sentenza n. 22917/2015 del TRIBUNALE di ROMA, depositata il 13/11/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata dell'8/06/2017 dal Consigliere Dott. FRANCESCO MARIA CIRILLO.

FATTI DI CAUSA

1. La A.C. SSS s.r.l. convenne in giudizio, davanti al Giudice di pace di Ostia, la Zurich Insurance Company LTD e Pietro FFF per ottenere in via principale la condanna della prima e in via subordinata la condanna del secondo al pagamento della somma di euro 828, pari al credito ad essa ceduto dal FFF, nonché al rimborso di tutti costi per attività stragiudiziale, oltre al risarcimento dei danni.

A sostegno della domanda espose di aver noleggiato un'auto al FFF per il prezzo di euro 828 e che questi, rimasto vittima di un sinistro stradale riconducibile a colpa esclusiva dell'altro conducente, le aveva ceduto a titolo di pagamento il relativo credito fino alla concorrenza della somma indicata; ed aggiunse che il debitore ceduto non aveva pagato il dovuto. Precisò, inoltre, che, la responsabilità dell'incidente era da ricondurre in via esclusiva al conducente dell'auto che aveva urtato quella condotta dal FFF.

Si costituì in giudizio la società di assicurazioni, rilevando di avere già risarcito il FFF e chiedendo il rigetto della domanda; mentre il FFF chiese che venisse accertato il suo diritto al risarcimento

integrale di tutti i danni subiti e che la società Zuritel venisse anche condannata a versare alla società attrice la somma di euro 828.

Il Giudice di pace rigettò la domanda proposta dalla società attrice nei confronti della società di assicurazione, accolse la domanda subordinata nei confronti del FFF e dichiarò improcedibile la

domanda del FFF nei confronti della Zuritel.

La pronuncia è stata appellata dalla società attrice e il Tribunale di Roma, con sentenza del 13 novembre 2015, ha dichiarato la nullità del giudizio di primo grado, ha disposto il rinvio della causa al Giudice di pace ai sensi dell'art. 354 cod. proc. civ., per mancata integrazione del contraddittorio nei confronti di un soggetto da ritenere litisconsorte necessario ed ha integralmente compensato le spese del grado.

Ha osservato il Tribunale che la domanda della società attrice si fondava sull'atto di cessione del credito dalla stessa concluso con il FFF; pertanto, il diritto che la A.C. SSS chiedeva di accertare

nei confronti della Zuritel s.p.a., assicuratrice del FFF, era «una quota del medesimo diritto al risarcimento del danno spettante al FFF», il cui riconoscimento presupponeva l'accertamento che il sinistro fosse avvenuto «per fatto e colpa del conducente dell'altro veicolo coinvolto nell'incidente stradale». E poiché nel giudizio di primo grado il responsabile del danno, cioè l'altro conducente, non era stato chiamato in causa, ne risultava che il contraddittorio non era integro.

Contro la sentenza del Tribunale di Roma ricorre la A.C. SSS s.r.l. con atto affidato ad un solo motivo.

Resiste la Zurich Insurance Company LTD con controricorso.

Pietro FFF non ha svolto attività difensiva in questa sede.

Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio, sussistendo le condizioni di cui agli artt. 375, 376 e 380-bis cod. proc. civ. e non sono state depositate memorie.

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo ed unico motivo di ricorso si lamenta violazione e falsa applicazione degli artt. 145, comma 2, e 149 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sostenendo che nella procedura di indennizzo diretto di cui all'art. 149 cit. l'unico soggetto legittimato sarebbe la compagnia di assicurazione e non anche il responsabile civile del danno.

1.1. 11 motivo non è fondato.

Osserva il Collegio che la giurisprudenza di questa Corte ha più volte affermato, nella vigenza della legge 24 dicembre 1969, n. 990, che nel giudizio promosso dal danneggiato con azione diretta nei confronti dell'assicuratore del responsabile deve essere chiamato in giudizio anche il responsabile del danno. Si tratta di un orientamento che trae il proprio sicuro fondamento nella previsione dell'art. 23 della legge cit., in base al quale nel giudizio promosso contro l'assicuratore, a norma

dell'art. 18, primo comma, della legge stessa, deve essere chiamato anche il responsabile del danno. Nel sistema che prevede l'azione diretta del danneggiato nei confronti dell'assicuratore del responsabile del danno era logico introdurre il litisconsorzio necessario del medesimo; tale previsione, che costituisce una deroga al principio della facoltatività del litisconsorzio in materia di obbligazioni solidali, è dettata al fine di rafforzare la posizione processuale dell'assicuratore,

consentendogli di opporre l'accertamento di responsabilità al proprietario del veicolo quale soggetto del rapporto assicurativo, in particolare ai fini dell'eventuale azione di rivalsa prevista dall'art. 18

della legge stessa (in tal senso v., tra le altre, le sentenze 25 settembre 1998, n. 9592, 29 novembre 2005, n. 26041, 8 febbraio 2006, n. 2665, 14 dicembre 2010, n. 25238, e 10 giugno 2015, n. 12089).

1.2. Il ricorso odierno pone all'esame di questa Corte una questione diversa, sulla quale manca ancora un esplicito pronunciamento, consistente nello stabilire se nella particolare procedura di risarcimento diretto introdotta dall'art. 149 del d.lgs. n. 209 del 2005 — che rappresenta, a tutti gli effetti, una novità rispetto al sistema previgente — continui a sussistere il litisconsorzio necessario del danneggiante; oppure se, come vorrebbe l'odierna società ricorrente, l'unico soggetto legittimato passivo sia l'assicuratore dello stesso danneggiato nei cui confronti quest'ultimo si rivolge.

Non vi sono stati, come si diceva, pronunciamenti espliciti; tuttavia questa Corte ha già, in qualche modo, sfiorato l'argomento. Vanno richiamate, in proposito: le sentenze 2 dicembre 2014, n. 25421, e 22 novembre 2016, n. 23706, nelle quali si è detto che il litisconsorzio necessario ha portata generale, anche in relazione al giudizio promosso ai sensi dell'art. 149 cit., senza tuttavia illustrarne le ragioni; nonché le ordinanze 8 marzo 2017, n. 5805, e 11 aprile 2017, n. 9276, nelle quali il problema è stato solo marginalmente affrontato, anche perché in quei giudizi il danneggiante era stato comunque chiamato in causa.

Nella citata sentenza n. 25421 del 2014, in particolare, si è detto che il litisconsorzio necessario «ha la funzione di rendere opponibile all'assicurato l'accertamento della sua condotta colposa, al fine di facilitare l'eventuale regresso dell'assicuratore, nel caso in cui eventuali clausole contrattuali limitative del rischio, inopponibili al terzo danneggiato, gli avessero consentito di rifiutare l'indennizzo».

1.3. Per rispondere al quesito sopra delineato, è necessario compiere qualche precisazione.

Innanzitutto, è bene rammentare che, come questa Corte ha già affermato, l'azione diretta di cui all'art.149 cit. non è originata dal contratto assicurativo, ma dalla legge, che la ricollega al verificarsi del sinistro a certe condizioni, assumendo l'esistenza di un contratto assicurativo solo come presupposto legittimante, sicché la posizione del danneggiato non cessa di essere originata dall'illecito e trovare giustificazione in esso, assumendo la posizione contrattuale del medesimo verso la propria assicurazione soltanto la funzione di sostituire l’assicuraione del danneggiato a quella del responsabile nel rispondere della pretesa risarcitoria (così l'ordinanza 13 aprile 2012, n. 5928). In altri termini, il sistema risarcitorio costruito dall'art. 149 e dal d.P.R. 18 luglio 2006, n. 254, si fonda su una sorta di accollo ex lege, a carico dell'assicuratore del danneggiato, del debito che sarebbe gravante sul responsabile e sull'assicuratore di quest'ultimo.

In sostanza, la procedura in questione determina un meccanismo di semplificazione operante a condizione che si tratti di danni al veicolo, o alle cose trasportate di proprietà dell'assicurato o del conducente, ovvero anche di danno alla persona subito dal conducente non responsabile, purché nei limiti di cui all'art. 139 del decreto stesso (lesioni di lieve entità). In tal modo il danneggiato viene risarcito dal proprio assicuratore il quale potrà recuperare quanto pagato dall'assicuratore del responsabile (v. anche la sentenza 10 agosto 2016, n. 16874).

Si tratta, quindi, di una procedura che trova il proprio fondamento, oltre che nel modesto valore dei risarcimenti di cui si tratta, principalmente in una esigenza di rapidità di tutela, assicurata dalla circostanza che il danneggiato, rivolgendosi al proprio assicuratore con cui ha un rapporto contrattuale pendente, risulta agevolato proprio dall'esistenza di tale rapporto e dalla relativa conoscenza" con la struttura dell'assicuratore.

Occorre però tenere presente che il sistema previsto dal d.lgs. n. 209 del 2005 è, per certi versi, identico a quello preesistente; ed infatti l'art. 144, comma 3, di tale decreto dispone che, quando la vittima propone l'azione diretta nei confronti dell'assicuratore del responsabile, ha l'obbligo di convenire altresì, quale litisconsorte necessario, il responsabile del sinistro, identificato nel proprietario del mezzo.

L'azione che la legge offre al danneggiato nei confronti del proprio assicuratore non è diversa da quella regolata dall'art. 144 cit.; ne dà conferma in tal senso il comma 6 dell'art. 149 il quale attribuisce alla vittima la stessa azione regolata dalla norma precedente; e la possibilità che l'art. 149, comma 6, cit. conferisce all'assicuratore del responsabile di intervenire in giudizio e di estromettere l'altra impresa si collega alla posizione di accollo ex lege di cui si è detto in precedenza. La legge dice che, quando tale intervento ha luogo, la richiesta di estromissione è possibile se l'impresa interveniente riconosca la responsabilità del proprio assistito. Ora, è palese che tale responsabilità, per essere oggetto di riconoscimento, deve essere già oggetto di discussione nel giudizio introdotto dal danneggiato contro il proprio assicuratore e ciò è un'ulteriore indiretta conferma dell'esistenza del litisconsorzio necessario.

D'altra parte, l'azione diretta di cui all'art. 144 cit. presenta tre caratteristiche essenziali: l'inopponibilità delle eccezioni, il limite del massimale ed il litisconsorzio necessario. E poiché è pacifico che le prime due trovano applicazione anche nel caso di azione diretta promossa dalla vittima nei confronti del proprio assicuratore, in regime di risarcimento diretto, non si comprende perché mai a quest'ultima azione debba negarsi l'applicabilità della terza caratteristica dell'azione diretta, ovvero il litisconsorzio necessario.

Giova rammentare, ad ulteriore rafforzamento dell'approdo interpretativo qui raggiunto, che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 180 del 2009, ha posto in luce quali siano le effettive finalità della procedura di risarcimento in questione, rilevando che essa «non rappresenta una diminuzione di tutela, ma un ulteriore rimedio a disposizione del danneggiato». La sentenza, tra l'altro, ha ricordato che il nuovo sistema non esclude le azioni già previste dall'ordinamento in favore del danneggiato e che l'assicuratore di quest'ultimo «non fa altro che liquidare il danno per conto dell'assicurazione del danneggiante».

1.4. In conclusione, quindi, appare al Collegio evidente che le stesse finalità individuate dalla giurisprudenza sopra richiamata in ordine all'art. 23 della legge n. 990 del 1969 continuano a sussistere anche nella procedura di risarcimento diretto. È vero che il litisconsorzio necessario rischia di appesantire la procedura; ma è altrettanto vero che ciò trova un evidente bilanciamento nella necessità di evitare che il danneggiante responsabile possa affermare l'inopponibilità, nei suoi confronti, dell'accertamento giudiziale operato verso l'assicuratore del danneggiato, posto che i due assicuratori dovranno necessariamente regolare tra loro i relativi rapporti (art. 149, comma 3, cit.).

Da tanto consegue che il Tribunale ha deciso correttamente e che, avendo individuato un caso di litisconsorzio necessario, ha rimandato il processo in primo grado, così come imposto dall'art. 354 del codice di procedura civile.

2. Il ricorso, pertanto, è rigettato, dovendosi enunciare il seguente principio di diritto:

«In materia di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli, nella procedura di risarcimento diretto di cui all'art. 149 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, promossa dal danneggiato nei confronti del proprio assicuratore, sussiste litisconsorzio necessario, analogamente a quanto previsto dall'art. 144, comma 3, del medesimo decreto, nei confronti del danneggiante responsabile».

In considerazione della particolarità della questione, non ancora regolata da precedenti pronunce di questa Corte, si ritiene di dover compensare integralmente le spese del giudizio di cassazione.

Sussistono tuttavia le condizioni di cui all'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, per il versamento, da parte della società ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e compensa integralmente le spese del giudizio di cassazione.

Ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, dà atto della sussistenza delle condizioni per il versamento, da parte della società ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione

Commenti

Registrarsi per inviare commenti all'articolo o repliche a commenti
 
Articoli collegati :

» Cass. 9276/2017 - Art. 149 D.Lgs. 209/2005: ma il responsabile civile va citato in giudizio?

Nella ordinanza che segue, la Corte di Cassazione sfiora ma non tocca e, quindi, non risolve il problema relativo alla necessità  di evocare o meno in giudizio anche il responsabile del danno, nel caso di azione promossa dal danneggiato ai sensi...

» Cass. 5008/2017. Indennizzo diretto.Premio pagato in ritardo: la compagnia è tenuta al risarcimento del danno.

Il rilascio del contrassegno assicurativo da parte dell'assicuratore della responsabilità civile di autoveicoli vincola quest'ultimo a risarcire i danni causati dalla circolazione del veicolo, quand'anche il premio assicurativo non sia stato...

» Cass. 3146/2017. Quando l'indennizzo diretto è applicabile anche in caso di collisione tra più di due veicoli.

Con la ordinanza che segue la Corte di Cassazione ha ritenuto che la procedura di indennizzo diretto prevista dall'art. 149 del codice delle assicurazioni private (decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209) è ammissibile anche in caso di...

» Cass. 26098/2016. Modello Cid a firma congiunta: riduce a 30 giorni il termine dilatorio per la proposizione dell'azione risarcitoria?

Nel sistema ex art. 149 Cod. Ass. del c.d. indennizzo diretto - in base al quale il danneggiato che, in conseguenza di un sinistro stradale  intenda proporre l'azione diretta nei confronti dell'assicuratore del veicolo  responsabile, ha l'onere...

» Indennizzo diretto: il responsabile civile non è parte processuale (R. Iorio)

L’uso della locuzione “azione diretta” nell’art. 149 co.6 cod.ass. è stata interpretata, dai fautori del necessario intervento del responsabile civile nell’indennizzo diretto, come un richiamo all’art. 144 che al comma 3, ...

» Cass. 20374/2015 Indennizzo diretto - Premio pagato dopo la scadenza del termine dei 15 giorni: danno risarcibile?

Nella sentenza che segue la Corte di Cassazione ha ritenuto che il principio secondo il quale  il terzo danneggiato non è tenuto ad effettuare accertamenti se sia stato pagato il premio assicurativo o rilasciato solo il certificato ed il ...

» Cass. 4754/2016. Indennizzo diretto: la domanda è improponibile se la richiesta di risarcimento non contiene tutti i requisiti di cui all'art. 148 Cod.Ass.

Con la sentenza che segue la Corte di Cassazione ha ritenuto che nel sistema del c.d. indennizzo diretto (art. 149 cod. ass.), l’azione proposta dal danneggiato nei confronti del proprio assicuratore è improponibile se non è stata preceduta...

» La tutela del danneggiato: artt. 141 e 149 del D.Lgs. 209/2005

 La tutela del danneggiato: artt. 141 e 149 del d.lgs.209/2005(avv. Maria Cuomo - Giudice di Pace di Nola)   

» Indennizzo diretto: va citato anche il responsabile civile (A. Esposito).

Nella sentenza che segue il Giudice di Pace ha ritenuto che una lettura costituzionalmente orientata dell' 149, 6° comma, impone di ritenere che, nel proporre l'azione diretta nei confronti della propria società assicuratrice, il danneggiato ...

» Indennizzo diretto: requisiti per l'applicabilità dell'art. 149 CdA (Luigi Scognamiglio)

Con la sentenza che segue il Giudice di Pace ha ritenuto che perchè  il danneggiato possa invocare il meccanismo del c.d. indennizzo diretto disciplinato dall'art. 149 del Codice delle Assicurazioni Private è necessario che nella richiesta di...

» Indennizzo diretto: necessaria la presenza del responsabile civile solo se richiesto l'accertamento della responsabilità - Principio di non contestazione (M.Cuomo)

Con la sentenza che segue il Giudice di Pace ha ritenuto che, nel caso di azione ex artt. 145 e 149 del D.Lgs.209/2005,  la presenza del responsabile civile è necessaria unicamente nel caso in cui  venga richiesto l'accertamento della sua...

» Indennizzo diretto: il responsabile civile non va citato (M.Cuomo)

Con la sentenza in esame il Giudice di Pace ha ritenuto che l'attore che intenda agire ex art. 149 D. Lgs. 209/2005  deve evocare in giudizio unicamente la propria compagnia di assicurazione e non anche il responsabile civile, diversamente dalla...

» Sinistro senza collisione: inapplicabilità indennizzo diretto (A. Esposito)

Mentre l'art. articolo 149 del D.Lgs. 209 del 7 settembre 2005, nel disciplinare la procedura di risarcimento diretto, si riferisce genericamente ai sinistri tra due veicoli, inducendo a ritenere che la suddetta procedura sia applicabile a...

» Tribunale Torino. Indennizzo diretto: l'azione va proposta nei soli confronti della propria compagnia di assicurazione.

Ai sensi dell'art. 149 del Digs. n. 209 del 2005, nel caso di procedura di risarcimento diretto il danneggiato deve rivolgere la richiesta di risarcimento all'impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato. In...

» Indennizzo diretto. Foro del consumatore: applicabilità (M. Cuomo)

Nel caso di richiesta di risarcimento con le forme dell’indennizzo diretto, il rapporto che sorge tra l'assicurato e l'assicuratore non è un rapporto extracontrattuale bensì un rapporto contrattuale, tanto è vero che, gli adempimenti...

» Indennizzo diretto e successiva domanda riconvenzionale ex art. 148: improponibilità. Electa una via...(M.Cuomo).

In tema di indennizzo diretto, il brocardo "electa una via non datur recursus ad alteram" vale anche per il convenuto che propone domanda riconvenzionale. Nel giudizio conclusosi con la sentenza in esame l'attrice, al fine di ottenere il...

» Indennizzo diretto: electa una via non datur recursus ad alteram (F.Bravaccio)

Nella sentenza in esame il Giudice di Pace ha ritenuto che, l'aver scelto la procedura di cui all'art. 149 del D.Lgs.209/2005 (procedura di risarcimento diretto) con il regolare adempimento degli obblighi da essa previsti (invio lettere raccomandate...

» Scoppio pneumatico. Risarcimento danni - Indennizzo diretto: applicabilità (F. Bravaccio)

Nel caso conclusosi con la sentenza in esame, a seguito dello scoppio dello pneumatico destro dell'autocarro che la precedeva, l'autovettura dell'attrice veniva danneggiata da frammenti dello stesso. Il Giudice di Pace ha ritenuto l'applicabilità...

» Liquidazione coatta amministrativa e indennizzo diretto: applicabilità (M.Cuomo)

Nella sentenza che segue, il Giudice di Pace ha ribadito la applicabilità dell'indennizzo diretto, ex art. 149 D.Lgs. 209/2005, anche alla ipotesi in cui la compagnia del responsabile civile sia stata posta in liquidazione coatta amministrativa...

» Eccezione di litispendenza e improponibilità della domanda ex artt 145 e 148 CdA : infondatezza (A.Esposito)

L'istituto della litispendenza, ossia della contemporanea pendenza della stessa causa, presuppone la pendenza effettiva sul ruolo, avvertendosi che le cause non riassunte si trovano in uno stato di quiescenza, cioè non sono in corso di...

» Indennizzo diretto: necessità di citare anche il responsabile civile (M.Marchese)

Indennizzo diretto: necessità di evocare in giudizio, oltre alla propria impresa di assicurazione, anche il responsabile del sinistro stradale, al fine di rendere opponibile anche a quest'ultimo l'accertamento della sua responsabilità in vista dei...

» Indennizzo diretto: Improponibilità della domanda (M.Cuomo)

Indennizzo diretto: 1) Improponibilità della domanda ex art. 149 D.Lgs.209/2005 se la richiesta di risarcimento danni è stata erroneamente inoltrata, per conoscenza, a società diversa da quella che garantiva il veicolo del responsabile civile; 2)...

» Indennizzo diretto e macchine agricole

Si applica l'indennizzo diretto nel caso di scontro tra autovettura e macchina agricola? (Marco da San Vitaliano)Per le macchine agricole, così come definite dall'art. 57 del Codice della Strada, l’indennizzo diretto è applicabile, ma solo per i...

» Indennizzo Diretto (Anna Esposito)

PROCEDURA DI RISARCIMENTO DIRETTO - Avv. Anna Esposito - Giudice di Pace di OttavianoL’articolo 149 del Decreto Legislativo n. 209 del 7 settembre 2005, ribattezzato Codice delle Assicurazioni Private, ed il D.P.R. n. 254 del 18 luglio 2006 ...

» Che cos'è l'Indennizzo Diretto?

L'indennizzo diretto è la procedura introdotta dall'art.149 del D.Lgs.209/2005 (c.d. Codice Assicurazioni), secondo la  quale "in caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria, dal...

» Corte Cost. 19.06.2009 n. 180 - Indennizzo Diretto:facoltatività

Sentenza Corte Costituzionale 19.06.2009 n. 180"Sulla base proprio delle parole, secondo la loro connessione (art. 12 disp. attuazione), l'azione diretta contro il proprio assicuratore è configurabile come una facoltà, e quindi un'alternativa...

Giudice di Pace di Nola

Articoli correlati

Eventi Formativi

<<  Nov 2017  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
    1  2  3  4  5
  6  7  8  9101112
13141516171819
20212223242526
27282930   

Un brocardo al giorno...

Rebus ipsis ac factis.

Inveni nos in Facebook

Facebook Image

Accesso-Registrazione

logo.png