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Indennizzo diretto: il responsabile civile non è parte processuale (R. Iorio)

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L’uso della locuzione “azione diretta” nell’art. 149 co.6 cod.ass. è stata interpretata, dai fautori del necessario intervento del responsabile civile nell’indennizzo diretto, come un richiamo all’art. 144 che al comma 3, ricalcando la vecchia normativa della L.990/1969, impone che “nel giudizio promosso contro l’impresa di assicurazione è chiamato anche il responsabile civile” il quale, pertanto, sarebbe litisconsorte necessario, necessità questa rispondente al principio costituzionale del diritto di difesa. Il Giudice di Pace, nella sentenza che segue, ha ritenuto che tale interpretazione, a prescindere dalla lettera della norma, non è condivisibile perché finirebbe con il vanificare la ratio semplificativa della riforma, non potendosi negare al responsabile civile – contraddittore necessario - la facoltà di chiamare in garanzia il proprio assicuratore, realizzando, in tal modo, quello che il legislatore ha ritenuto di evitare con tale sistema di indennizzo e, per di più, la previsione della necessaria partecipazione al giudizio del responsabile civile, non sarebbe altro che un duplicato dell’azione ordinaria (Giudice di Pace di Nola - sentenza 8 luglio 2016).


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL GIUDICE DI PACE DI NOLA

AVV. RAFFAELLO IORIO

ha pronunciato la seguente :

SENTENZA

nella causa civile iscritta al n.1414/2016 R.G. nella causa

TRA

BBB PASQUALE elettivamente domiciliato in <…> (NA) al Corso <…> presso lo studio dell’Avv. <…> dal quale è rappresentato e difeso in virtù di mandato a margine dell’atto di citazione.

ATTORE

CONTRO

La società ALLIANZ ASSICURAZIONI S.p.A. in persona del legale rapp.te p.t. con sede in Trieste alla Via Ugo Irneri n.1 elettivamente domiciliata in <…> (NA) alla Via <…> presso lo studio dell’avv. <…> che la rappresenta e difende in virtù di mandato a margine della comparsa di costituzione e risposta.

CONVENUTA

Avente ad oggetto : risarcimento danni da circolazione di veicoli ex art. 149 cod. ass.

CONCLUSIONI:

All’udienza del 30 maggio 2016, le parti concludevano come da verbale di udienza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Per quanto riguarda lo svolgimento del processo si rinvia agli atti e documenti, nonché ai verbali ed alle relative ordinanze di causa.

Oggetto del giudizio è una domanda risarcitoria di danni che – come assume l’attore - avrebbe riportato il veicolo Fiat Punto tg. XX 0X0 XX, di sua proprietà, in occasione del sinistro verificatosi il 25/7/2014 in <...> allorquando veniva urtata sul lato sinistro dal veicolo Fiat Punto tg.YY 0Y0 YY; al momento del sinistro il veicolo attoreo era coperto per R.C. con la convenuta Allianz Assicurazioni S.p.A., mentre il veicolo antagonista risultava assicurato con la società Groupama Assicurazioni S.p.A.

Incardinato il contraddittorio si costituiva la convenuta compagnia di assicurazioni la quale, in via preliminare, eccepiva l’improponibilità della domanda e, nel merito, ne contestava la fondatezza chiedendone il rigetto.

La fattispecie dedotta in giudizio rientra nella procedura di risarcimento diretto, per cui la proponibilità della domanda va esaminata alla luce della normativa contenuta nel nuovo codice della assicurazioni di cui al Dlgs. 209/05; in tale contesto l’attrice ha prodotto copie delle raccomandate contenenti l’intimazione al risarcimento dei danni indirizzata alla Allianz Assicurazioni S.p.A. e, per conoscenza, alla Groupama Assicurazioni S.p.A quale impresa di assicurazione dell’altro veicolo coinvolto; tali missive contengono le indicazioni di cui all’art. 148 del citato codice delle assicurazioni che hanno consentito agli assicuratori dei veicoli coinvolti di valutare le richieste risarcitorie.

La legittimazione attiva è provata dalla visura PRA depositata in atti, mentre per quanto riguarda quella passiva, il rapporto assicurativo dei veicoli coinvolti è stato accertato dagli agenti della Polizia di Stato in atti.

Innanzi tutto va osservato che, attualmente, in mancanza di sentenze della Suprema Corte che esplichino funzioni nomofilattica, non è pacifica, l’interpretazione dell’art. 149 dlgs 209/05, in particolare, per quanto riguarda la partecipazione al giudizio del responsabile civile si è andata formando una giurisprudenza di merito che ritiene unico legittimato passivo l’assicuratore del danneggiato contrapponendosi ad un orientamento, secondo il quale, sussiste litisconsorzio necessario tra quest’ultimo ed il responsabile civile che, quindi, deve essere necessariamente evocato in giudizio nell’ipotesi del c.d. indennizzo diretto.

A questo punto si impone una panoramica sulla natura dell’azione prevista dall’art. 149 cod. ass. a partire dalla ratio della riforma introdotta dal Dlgs 7/9/2005 n.205 (codice delle assicurazioni) caratterizzata, come noto, dall’intento di attribuire una maggiore tutela al consumatore attraverso la semplificazione delle procedure di indennizzo che, oltre alla riduzione dei tempi di liquidazione, avrebbe dovuto comportare, secondo gli auspici del Legislatore, un decremento del contenzioso con conseguente diminuzione dei costi , per le società di assicurazione (l’esclusione nella fase stragiudiziale del ruolo del difensore è sintomatica) e di conseguenza, un freno alla costante crescita dei premi di assicurazione per R.C.; da qui l’esperibilità dell’azione di cui si discorre (alternativa a quella c.d. tradizionale ex art. 144 - cfr. la decisione della Consulta Sent. 180/2009) a cui il danneggiato può ricorrere allorquando si verifichi un sinistro stradale tra due veicoli a motore, identificati e coperti da assicurazione per R.C. da cui siano scaturiti danni patrimoniali e/o lesioni valutabili secondo i criteri di cui all’art. 139 ( danno biologico pari o inferiore al 9%). In questa ipotesi, il proprietario del veicolo danneggiato e/o il conducente devono formulare l’istanza di risarcimento dei danni, nei termini e secondo le modalità previste dall’art. 148 “nei soli confronti della propria impresa di assicurazioni” ( art. 149 co.6) la quale deve provvedere alla liquidazione, quale mandataria ex lege dell’assicuratore del responsabile civile.

L’uso della locuzione “azione diretta” nell’art, 149 co.6 cit. è stata interpretata, dai fautori del necessario intervento del responsabile civile nell’indennizzo diretto, come un richiamo all’art. 144 ( intitolato “azione diretta del danneggiato”) che al comma 3, ricalcando la vecchia normativa della L.990/1969, impone che “ nel giudizio promosso contro l’impresa di assicurazione è chiamato anche il responsabile civile” il quale, pertanto, sarebbe litisconsorte necessario, necessità questa rispondente al principio costituzionale del diritto di difesa.

A parere di questo Giudicante tale interpretazione, a prescindere dalla lettera della norma, non è condivisibile perché finirebbe con il vanificare la cennata ratio semplificativa della riforma, non potendosi negare al responsabile civile – contraddittore necessario la facoltà di chiamare in garanzia il proprio assicuratore, realizzando, in tal modo, quello che il legislatore ha ritenuto di evitare con tale sistema di indennizzo e per di più, la previsione della necessaria partecipazione al giudizio del responsabile civile non sarebbe altro che un duplicato dell’azione ordinaria (cambia solo la compagnia di assicurazioni).

Oltre tutto, la necessità del litisconsorzio necessario nasce dall’esigenza di accertare la responsabilità del sinistro anche nei confronti del responsabile per consentire l’eventuale azione di rivalsa dell’impresa convenuta con l’azione diretta che, nel caso di specie, non sussiste poiché da un lato l’assicuratore del responsabile non è legittimato passivo dell’azione diretta e, dall’altro, l’assicuratore del danneggiato non è titolare dell’azione di rivalsa nei confronti del responsabile, ma solo nei confronti del suo assicuratore, mediante il meccanismo della stanza di compensazione.

A parere dello scrivente, la procedura dell’indennizzo diretto, presuppone l’ammissione della responsabilità di uno dei due conducenti dei veicoli coinvolti, mediante la sottoscrizione del mod. CAI demandando agli assicuratori, in sede stragiudiziale, l’accertamento dei fatti, o meglio, della configurabilità del sinistro in uno dei casi rappresentati nell’allegato “1” al Regolamento di Att. previsto dall’art. 150 cod. ass. ( adottato con DPR 18/7/2006 n.254) in cui sono previsti “ .. i criteri di determinazione del grado di responsabilità delle parti anche per la definizione dei rapporti interni tra le imprese dei assicurazione” ( art. 150 lettera a) cod. ass. cit).

Conferma tale interpretazione il letterale disposto dell’art. 149 del cod.ass. ove è previsto che la procedura si applica al conducente “non responsabile” e che l’impresa è obbligata a provvedere alla liquidazione dei danni per conto dell’impresa di assicurazione del “responsabile” che, volontariamente può intervenire nel giudizio al fine di riconoscere la responsabilità del proprio assicurato e, quindi, estromettere l’altra impresa.

In sostanza, l’indennizzo diretto si colloca nel panorama degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie con funzione deflattiva del contenzioso, pur con caratteri propri, accanto ad altri istituti: si pensi alla conciliazione e, più di recente, alla negoziazione assistita. Riguardo alla natura, essa non è un'azione per responsabilità aquiliana, altrimenti il convenuto difetterebbe di legittimazione passiva (nessun illecito è imputabile alla Compagnia); d’altra parte, non è un'azione contrattuale pura, in quanto il danno è derivato da un atto qualificabile ai sensi dell'art. 2043 cc. Detto ciò, l’attenzione va focalizzata sui presupposti dell'azione da identificarsi in un rapporto contrattuale ed un fatto illecito; il primo giustifica la legittimazione passiva del convenuto (la Compagnia è evocata in giudizio in quanto assicurazione del danneggiato) ed, il secondo (l'illecito) che è, invece, la causa petendi. Secondo questa ricostruzione l’azione ex art. 149 può essere quindi considerata una azione contrattuale, avente come fatto storico legittimante la prestazione assicurativa un illecito civile; per assimilazione, nei casi di polizza privata per il caso infortunio, l'assicurato deve provare il fatto storico.

Tornando al caso in esame, va osservato che dalla documentazione affoliata alla produzione dell’Allianz emerge che, quest’ultima, dopo aver effettuato gli accertamenti di rito ed acquisito il rapporto del sinistro della Polizia di Stato, intervenuta nell’immediatezza dei fatti, aveva comunicato al difensore costituito l’impossibilità a procedere alla liquidazione dei danni secondo i principi regolanti il c.d. indennizzo diretto per cui, stante l’alternatività delle due azioni, il danneggiato avrebbe dovuto esperire l’azione prevista dall’art. 144 CdA evocando in giudizio il proprietario del veicolo danneggiante – responsabile civile ed il suo assicuratore ( Groupama S.p.A.).

Per tutto quanto osservato, la domanda è inammissibile.

La particolarità delle questioni trattate e le difficoltà interpretative della norma consentono a questo Giudice di compensare le spese tra le parti.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Nola, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da BBB Pasquale nei confronti della società Allianz Assicurazioni S.p.A., così provvede :

-dichiara inammissibile la domanda proposta da BBB Pasquale nei confronti della società Allianz Assicurazioni S.p.A.,;

-compensa le spese di giudizio;

-sentenza non esecutiva ex lege

Così deciso in Nola il 8 luglio 2016

Il Giudice di Pace

Avv.Raffaello Iorio

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