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La prescrizione della cartella esattoriale varia in base al tipo di credito (A. Esposito)

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La cartella esattoriale non impugnata, essendo atto amministrativo, non può essere paragonata a una sentenza che ha accertato definitivamente il credito. Essa, pertanto, non ha sempre prescrizione decennale come il titolo giudiziale passato in giudicato, ma è soggetta al termine proprio della riscossione dei crediti come previsto dalla legge. Quindi il termine di prescrizione della cartella esattoriale varia in base al tipo di credito che ne è oggetto. Ne consegue che il termine di efficacia della cartella è di dieci anni solo quando ha ad oggetto tributi e crediti che per legge hanno prescrizione decennale ( IRPEF, IRAP, IVA ). Qualora invece, il credito intimato abbia un termine prescrizionale diverso, sarà entro quest’ultimo che la cartella avrà efficacia e potrà essere portata ad esecuzione. Pertanto, il termine di prescrizione della cartella di pagamento non opposta, avente a oggetto contravvenzioni per violazione delle norme del codice della strada, come nella fattispecie trattata nella sentenza in esame, è quinquennale (Giudice di Pace di Nola - sentenza 21 novembre 2016).



REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace di Nola, avvocato Anna Esposito, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al numero 7247 / 15 del Ruolo Generale degli affari contenziosi,

avente a oggetto:

Opposizione all’esecuzione ex articolo 615 c.p.c., vertente

TRA

FFF Bruno, nato a <…>, C.F.: <…>, residente in <…>, alla Via <…>, 28, elettivamente domiciliato in <…>, alla Via <…>, nello studio degli avvocati <…>, C.F.: <…>, C.F.: <…>, i quali hanno dichiarato di voler ricevere le comunicazioni al numero di fax 081<…> o all’indirizzo di posta elettronica certificata avv. <…>@pec.it, che lo difendono e lo rappresentano in virtù di procura in calce all’atto di citazione in giudizio;

OPPONENTE

E

Equitalia Nord S.p.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, P. I.V.A.: 07244730961, rappresentata e difesa, in virtù di procura a margine della comparsa di costituzione e risposta, dagli avvocati <…>, C.F.: <…>, C.F.: <…>, i quali hanno dichiarato di voler ricevere le comunicazioni agli indirizzi di posta elettronica certificata <…> o al numero di fax <…>, elettivamente domiciliata in <…> nello studio dell’avvocato <…>;

OPPOSTA

E

Comune di Milano, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in Milano, alla Piazza della Scala, 2;

OPPOSTO CONTUMACE

CONCLUSIONI

All’udienza del 26 settembre 2016, l’Equitalia Nord S.p.A. concludeva come da relativo verbale.

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Preliminarmente rileva osservare che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo, in puntuale applicazione della norma dettata dall’articolo 132, c.p.c., come novellato dall’articolo 45, comma 17, della legge numero 69 del 18 giugno 2009, entrata in vigore il 4 luglio 2009, con applicazione immediata anche ai giudizi pendenti in primo grado, ai sensi dell’articolo 58, 2° comma, della citata legge.

Ancora in via preliminare rileva osservare che, con decreto del 22 ottobre 2015, il Giudice Coordinatore assegnò, secondo i criteri tabellari, a questo giudice, la causa per la trattazione, vista la dichiarazione di astensione, ai sensi dell’articolo 51 c.p.c., del dott. Antonio Napoletano.

Per un più agevole approccio al thema decidendum rileva osservare che il FFF Bruno eccepiva la nullità della comunicazione per la definizione agevolata dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada, elevate dagli agenti della Polizia Municipale del Comune di Milano, per intervenuta prescrizione, in quanto le somme contestate derivavano da infrazioni al codice della strada accertate in data antecedente al 31 dicembre 2004.

Eccepiva, il FFF, la prescrizione del credito per il decorso del termine quinquennale previsto dall’articolo 28 della Legge numero 689 del 1981, in quanto gli accertamenti riguardavano infrazioni al codice della strada accertate fino al 31 dicembre 2004.

Eccepiva, altresì, l’omessa notificazione delle suddette cartelle, nonché degli accertamenti oggetto delle stesse cartelle di pagamento.

La domanda proposta dal FFF Bruno è inquadrabile nell’ambito di operatività dell’articolo 615 c.p.c., subito avvertendosi che la qualificazione giuridica dell’azione è rimessa alla valutazione del giudice.

Costituisce ius receptum nella giurisprudenza del Supremo Collegio, che sul punto mostra una significativa uniformità di indirizzo, il principio, condiviso da questo giudice, secondo il quale in relazione a una cartella esattoriale notificata ai fini della riscossione di sanzioni amministrative pecuniarie, è ammissibile l’opposizione nelle forme previste dalla legge numero 689 del 1981 solo per le sanzioni per cui sia mancata la notificazione dell’ordinanza – ingiunzione o del verbale di accertamento di violazione al codice della strada, al fine di consentire all’interessato di recuperare l’esercizio del mezzo di tutela previsto dalla legge riguardo agli atti sanzionatori; quando, invece, tali atti siano stati notificati, la notificazione della cartella esattoriale può dare adito all’opposizione all’esecuzione a norma dell’articolo 615 c.p.c. in relazione ai fatti estintivi asseritamente sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo e all’opposizione agli atti esecutivi, in caso di deduzione di vizi di regolarità formale della cartella esattoriale ( Cass. S.S. U.U. 10 agosto 2000, n. 562; Cass. 9 marzo 2001, n. 3450, tra le tante, anche successive, conformi ).

L’opposizione all’esecuzione ex articolo 615, primo comma, c.p.c., va proposta dinanzi al giudice dell’esecuzione competente per territorio ex articolo 27, c.p.c., avvertendosi al riguardo che il luogo dell’esecuzione coincide con la residenza del soggetto intimato.

Ne consegue che nel caso in esame, il giudice territorialmente competente è il giudice adito, essendo, il FFF Bruno, residente nel Comune di Saviano.

Solo per completezza di disamina rileva osservare che all’opposizione ex articolo 615, primo comma, c.p.c., è applicabile il rito ordinario e, pertanto, non opera il termine di decadenza di cui all’articolo 22 della citata legge numero 689 del 1981.

Passando a esaminare le ragioni di diritto della decisone rileva osservare che va dichiarata la contumacia del Comune di Milano.

Infondata è l’eccezione di difetto di legittimazione passiva della S.p.A. Equitalia Nord, atteso che nel giudizio in cui il debitore impugna gli atti della procedura di riscossione della sanzione amministrativa, legittimato passivo è l’ente al quale spettano i proventi e l’esattore quale soggetto dal quale proviene l’atto oggetto dell’opposizione, in quanto viene posta in discussione non la sussistenza della violazione, ma quella del credito fatto valere in via esecutiva e la regolarità della procedura di riscossione ( Cass. 9 aprile 2001, n. 5277; Cass. 18 giugno 2002, n. 8759; Cass. 7 agosto 2003, n. 11926; ).

Nel merito l’opposizione è fondata e va accolta.

Invero, secondo il condivisibile orientamento della Suprema Corte dalla mancata opposizione della cartella esattoriale discende l’effetto sostanziale dell’incontestabilità del credito, ma non gli effetti di natura processuale riservati ai provvedimenti giurisdizionali e, quindi, l’idoneità al giudicato.

Solo l’accertamento giudiziale può determinare l’allungamento del periodo prescrizionale di un credito, proprio per effetto dell’intervento del sindacato del giudice che ha verificato la fondatezza della pretesa azionata. Per contro, in difetto di previsione normativa in tal senso, non soccorre alcuna giustificazione che permetta di ricondurre un tale effetto al comportamento della parte che decida di non impugnare l’iscrizione a ruolo, in mancanza di qualsiasi accertamento giudiziale sulla fondatezza della pretesa dell’ente creditore. La cartella esattoriale non impugnata, essendo atto amministrativo, non può essere paragonata a una sentenza che ha accertato definitivamente il credito. Essa, pertanto, non ha sempre prescrizione decennale come il titolo giudiziale passato in giudicato, ma è soggetta al termine proprio della riscossione dei crediti come previsto dalla legge. Quindi il termine di prescrizione della cartella esattoriale varia in base al tipo di credito che ne è oggetto.

Ne consegue che il termine di efficacia della cartella è di dieci anni solo quando ha ad oggetto tributi e crediti che per legge hanno prescrizione decennale ( IRPEF, IRAP, IVA ). Qualora invece, il credito intimato abbia un termine prescrizionale diverso, sarà entro quest’ultimo che la cartella avrà efficacia e potrà essere portata ad esecuzione. Pertanto, il termine di prescrizione della cartella di pagamento non opposta, avente a oggetto contravvenzioni per violazione delle norme del codice della strada, come nella fattispecie ora allo scrutinio di questo giudice, è quinquennale. Tale principio è stato anche di recente affermato dalla Suprema Corte a Sezioni Unite con la sentenza n. 23397 del 17 novembre 2016. La Suprema Corte con la citata sentenza ha affermato che è di applicazione generale il principio secondo il quale la scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattive produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito ma non determina anche l'effetto della cosiddetta "riconversione" del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale , ai sensi dell'art. 2953 c.c.. Tale principio, pertanto, si applica con riguardo a tutti gli atti - comunque denominati - di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali ovvero di crediti relativi ad entrate dello stato, tributarie ed extratributarie, nonchè di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali nonchè delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via. Con la conseguenza che, qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione ( sostanziale ) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l'opposizione, non consente di fare applicazione dell'art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.

Venendo ora all’esame della questione de qua rileva osservare che, ai fini della decisione occorre richiamare le disposizioni vigenti in subiecta materia, in particolare le norme dettate dagli articoli 206 e 209 del codice della strada e dall’articolo 28 della legge n. 689 del 1981.

L’articolo 206 del codice della strada, nel disciplinare la riscossione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie, dispone che << 1. Se il pagamento non è effettuato nei termini previsti dagli articoli 202 e 204, salvo quanto disposto dall'ultimo comma dell'articolo 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, la riscossione delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria è regolata dall'articolo 27 della stessa legge 24 novembre 1981, n. 689.

2. I ruoli per i titoli esecutivi, i cui proventi spettano allo Stato, sono predisposti dal prefetto competente per territorio della commessa violazione. Se i proventi spettano ad ente diverso, i ruoli sono predisposti dalle amministrazioni da cui dipende l'organo accertatore.

3. I ruoli di cui al comma 2 sono trasmessi dal prefetto o dall'ente all'intendente di finanza competente, il quale dà in carico all'esattore il ruolo per la riscossione in unica soluzione >>.

L’articolo 209 del codice della strada espressamente dispone: << La prescrizione del diritto a riscuotere le somme dovute a titolo di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal presente codice è regolata dall'art. 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689 >>.

L’articolo 28 della Legge numero 689 del 1981 statuisce che << …. il diritto a riscuotere le somme ….. si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione ….. L'interruzione della prescrizione e` regolata dalle norme del codice civile >>.

In puntuale applicazione della normativa vigente e in aderenza all’orientamento della Suprema Corte, il termine prescrizionale applicabile alle cartelle esattoriali aventi a oggetto contravvenzioni alle norme del c.d.s. è quinquennale.

Rileva, osservare che l’opposta S.p.A. Equitalia Nord ha esibito le fotocopie delle relate di notificazione delle cartelle di pagamento relative agli accertamenti di violazione del c.d.s., fotocopie, non disconosciute dal FFF Bruno.

Orbene, nel caso ora allo scrutinio di questo giudice, dall’esame della documentazione ritualmente prodotta, pur risultando la rituale notificazione delle cartelle di pagamento in oggetto, ne consegue la prescrizione della suddetta pretesa creditoria per il decorso del termine quinquennale di cui al citato articolo 28 della legge n. 689 del 1981, con la conseguente inesigibilità della somma richiesta, atteso che dalla notificazione delle predette cartelle sono decorsi oltre cinque anni.

Questo giudice non può che prendere atto dell’avvenuto decorso del termine entro il quale l’opposta avrebbe dovuto far valere i suoi diritti e conseguentemente accoglie la domanda e dichiara l’illegittimità della pretesa creditoria per maturata prescrizione del diritto a riscuotere la somma.

Per i superiori rilievi ne consegue l’accoglimento della opposizione, con l’annullamento della la comunicazione per la definizione agevolata dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada distinta dal numero 06<…>, relativa alle cartelle di pagamento distinte dai numeri 06<…>, 06<…>, 06<…> e 06<…>.

Le spese processuali seguono la soccombenza e vanno liquidate d’ufficio come da dispositivo, tenuto conto delle circostanze concrete e dei criteri generali indicati nel Decreto Ministeriale della Giustizia n. 55 del 10 marzo 2014, pubblicato sulla G.U. n. 77 del 2 aprile 2014, in vigore dal 3 aprile 2014.

P. Q. M.

Il Giudice di Pace di Nola, avvocato Anna Esposito, definitivamente pronunciando sull’opposizione proposta dal FFF Bruno nei confronti della Equitalia Nord S.p.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore e del Comune di Milano, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, così provvede:

1 ) accoglie l’opposizione dichiara prescritto il diritto e per l’effetto annulla la comunicazione per la definizione agevolata dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada relativa alle cartelle di pagamento distinte dai numeri 06<…>, 06<…>, 06<…> e 06<…>;

2 ) condanna la S.p.A. Equitalia Nord, in persona del suo legale rappresentante pro tempore e il Comune di Milano, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con il vincolo della solidarietà, al pagamento delle spese processuali che in base alle tariffe forensi liquida in complessivi € 300,00, di cui € 50,00 per spese ed € 250,00 per il compenso per la prestazione professionale forense, oltre I.V.A. e C.P.A., con attribuzione agli avvocati <…> e <…>.

Così deciso il 21 novembre 2016

Il Giudice di Pace

Avv. Anna Esposito

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