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L'autovelox deve essere ben visibile e tarato (M.Cuomo)

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Se una qualunque bilancia di un mercato rionale è soggetta a periodica verifica della taratura, a maggior ragione lo deve essere una complessa apparecchiatura, come quella per la verifica della velocità, che svolge un accertamento irrepetibile, fonte di gravi conseguenze per il cittadino proprietario e/o conducente di veicolo (Cass. 9645/2016).  Il Giudice di Pace, nella sentenza in commento, dopo aver ritenuto che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, sulla base del principio enunciato dalla Cassazione ha affermato che in mancanza di prova sulla taratura dell'apparecchio utilizzato, l'accertamento non può ritenersi legittimo (Giudice di Pace di Nola- Sentenza 08.04.2016)


R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI NOLA

Il Giudice di Pace DOTT.SSA MARIA CUOMO, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nella causa iscritta al n. 131/16 RGNR DECISA IL 08/4/16

promossa da

DDD VINCENZO, nato a <…>, il <…>, cod. fisc. <…>, residente ivi, al <…> 14, rappto e difeso dagli avv.ti Fff AAA (Cod. Fisc. <…>) e Mmm AAA (cod. fisc. <…>), ed elettivamente domiciliato presso lo studio del primo, sito in <…>, alla via Aaa, 20 (fax <…> posta elettronica certificata avvocato<…>@pec.it)- parte RICORRENTE

CONTRO

UTG di NAPOLI in persona del leg. rapp.te p.t. rapp.to e difeso dal funzionario delegato dal prefetto , con delega delle funzioni al VicePrefetto D.ssa <…> ( fax 081 7943745 pec: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), con il quale elett.te domicilia in Napoli alla Via A. Vespucci, 172 – parte resistente -

OGGETTO: RICORSO per opposizione avverso verbale di contestazione di infrazione CONCLUSIONI: Come da verbale

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Preliminarmente si osserva che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo, in ossequio al nuovo art. 132 c.p.c. come novellato ex lege 69/09, entrata in vigore il 4/7/09 .

Il ricorso depositato in data 08/1/16 avverso il verbale di contestazione di infrazione al codice della strada n. XXX, per la violazione dell’art. 142, comma 8, del C.d.S., in quanto il conducente del veicolo tg. XX 0X0 XX avrebbe superato di oltre 10 km/h e di non oltre 40/h Km (detratto il 5% con minimo di 5 Km/h) il limite massimo di velocità stabilito in Km/h 40, è fondato e va accolto.

Preliminarmente va dichiarata la sua ammissibilità: trattasi di una opposizione a verbale di contestazione di infrazione al codice della strada elevato in tenimento che ricadeva nella circoscrizione dell'ufficio di Nola .

Quindi, questo Giudice deve ritenersi anche competente per la sua decisione.

Va , quindi, ritenuta la sua tempestività in considerazione della data di accertamento, nonché la perfetta integrazione del contraddittorio stante la ritualità della notifica del decreto alle parti e la loro costituzione.

I due motivi di opposizione attinenti alla inesistenza di una segnaletica adeguata volta a preavvertire gli utenti della strada sulla possibilità di accertamento con autovelox e alla inesistenza di prova della taratura dell'apparecchiatura utilizzata sono fondati .

Sui punti va ribadito, che, con sentenza n. 12833 del 31/5/07 , la suprema Corte, rigettando il gravame proposto dal Ministero dell’Interno avverso una pronuncia di accoglimento del Giudice di Pace di Lagonegro, espressamente ha statuito che “Il ricorso è manifestamente infondato alla stregua dell'inequivoco disposto dell'art. 4 L. 168/02, secondo cui dell'utilizzazione ed installazione dei dispositivi di rilevamento elettronico della velocità deve esser data informazione agli automobilisti. Norma di carattere imperativo, che non consente all'interprete di disapplicarla in ragione di un'asserita, ma inespressa "ratio", che ne limiterebbe l'efficacia nell'ambito dei rapporti organizzativi interni alla p.a.; e la cui riscontrata inosservanza determina, come già rilevato dal Giudice di Pace, la nullità dell'opposto verbale, perché emesso in violazione di legge. “

In effetti, l’art. 142 del codice della strada, così come modificato, all’art. 6 bis recita: “Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocita'devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalita' di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno.”

Addirittura nell'ORDINANZA N. 680 DEL 13 GENNAIO 2011 la Corte di Cassazione in materia di “SANZIONI AMMINISTRATIVE PER VIOLAZIONE DEL CODICE DELLA STRADA - VIOLAZIONE DI VELOCITA' - ACCERTAMENTO MEDIANTE AUTOVELOX - OBBLIGO DI SEGNALAZIONE DELLA PRESENZA DELLA POSTAZIONE FISSA DI RILEVAMENTO - CONTENUTO - APPOSIZIONE DEL SEGNALE SULLE STRADE CONFLUENTI IN QUELLA OVE E' CO LLOCATO L'AUTOVELOX - NECESSITA' – CONDIZIONI” ha precisato che “ La legittimità delle sanzioni amministrative irrogate per eccesso di velocità, accertato mediante “autovelox”, è subordinata alla circostanza che la presenza della postazione di rilevazione della velocità fosse stata debitamente e preventivamente segnalata non solo sulla strada ove è collocato l’ “autovelox”, ma anche sulle strade che in essa confluiscono, quando l’intersezione si trovi a valle del segnale di presenza dell“autovelox”, ma a monte di quest’ultimo.”

Sulla stessa riga è la recentissima pronuncia del Supremo Collegio, che con l’ordinanza n. 5997 del 14 marzo 2014, prima di giungere all’annullamento della sanzione, ha sottolineato come l’obbligo di debita segnalazione delle postazione autovelox mediante segnaletica visibile e posta a giusta distanza dal punto di rilevazione, introdotto nel nostro ordinamento dapprima con l’art. 4 della L. 168 del 2002, e poi addirittura (con l’art. 2 della L. 160 del 2007) immesso nell’art. 142 C.d.S. che punisce il superamento dei limiti di velocità, sia cogente e precettivo.

Di fatto, nella prassi, tale norma era stata finora considerata meramente ordinatoria, e lasciando ampi margini discrezionali alla P.A., ha portato a una sostanziale sua disapplicazione, quindi a postazioni autovelox utilizzate quasi come “imboscata” utile a scovare e punire gli automobilisti indisciplinati.

Ciò, oltre ad essere di per sé un pericolo per gli automobilisti (che spesso inchiodano all’improvvisa vista del cavalletto dell’autovelox), è sostanzialmente contraria al principio “di civile trasparenza dell’azione amministrativa” che si pone in netta contrapposizione con l’utilizzo “quasi ingannevole e con finalità captatorie in favore delle casse pubbliche” di cui spesso gli enti di polizia fanno dell’autovelox.

Dopo aver chiarito la natura della norma sulla segnalazione della postazione di controllo della velocità, è appena il caso di ricordare che del rispetto delle predette disposizione normative (precettive) deve esserci ampia indicazione all’interno del verbale di accertamento della violazione, pena l’annullamento dello stesso (per violazione dell’art. 200 C.d.S.), come peraltro avvenuto nel caso di specie.

Quindi, stando a quanto affermato dal Giudice di Legittimità, nel verbale deve essere necessariamente indicato se l’autovelox che ha rilevato la presunta violazione sia collocato in una postazione “permanente o temporanea”, in modo da fornire all’automobilista sanzionato tutti gli elementi necessari a valutare congruamente la regolarità del verbale, evitando che in difetto di tali elementi, quest’ultimo, veda contrarsi il diritto alla difesa, anche in ragione del fatto che lo stesso, per definizione, è parte debole del rapporto giuridico, circostanza ancora più netta quando la “controparte” è la Pubblica Amministrazione.

Appare, perciò, evidente che, in mancanza di una segnaletica adeguata, l’accertamento , non può ritenersi legittimo, in considerazione del fatto che, gli stessi accertamenti non devono costituire una insidia per gli automobilisti.

A quanto sopra deve aggiungersi che la Corte Costituzionale, con la sentenza 29 aprile – 18 giugno 2015, n. 113 - ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. Oggi, quindi, la pronuncia resa dalla Corte Costituzionale ha rivoluzionato un precedente orientamento affermando che qualsiasi strumento di misura , specie se elettronico, è soggetto a variazione delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovuti ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici. Pertanto, deve essere sempre sottoposto a controlli periodici e a taratura, onde evitare il rischio di errori che potrebbero andare a discapito delle tasche dei conducenti.

In mancanza di prova sulla taratura dell'apparecchio utilizzato, l'accertamento non può ritenersi legittimo ed il ricorso va accolto , perchè, secondo la Consulta, esonerare da verifiche periodiche gli autovelox, i tutor, i telelaser, i photored e tutta la galassia di strumenti di controllo elettronico delle infrazioni del codice della strada comprometterebbe la validità dell'accertamento .

Tenuto conto delle ragioni dell'accoglimento, più volte oggetto della decisione e disattese dagli organi accertatori , si ritiene giusto condannare la parte resistente al rimborso del contributo .

Competenze compensate.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace,

Accoglie l'opposizione ;

Condanna al rimborso del contributo .

Così deciso in Nola il 08/04/2016

IL GIUDICE DI PACE

DOTT.SSA MARIA CUOMO

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