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Caduta di alunno nel cortile della scuola: responsabilità ex art. 2051 o 2048 Cod. Civ.? (A. Fuscellaro)

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Il Giudice di Pace nella sentenza che segue, dopo aver estromesso dal giudizio l'istituto scolastico del quale "non sussiste alcuna legittimazione passiva", ha ritenuto che la caduta di alunno avvenuta nel cortile dell'edificio scolastico a causa della scivolosità della pavimentazione determinata dalla caduta di foglie e fiori, non si configura come infortunio scolastico, ma come un incidente comune per cui ha affermato che la fattispecie "sia da ricondurre nell'alveo dell'art. 2051 del Cod. Civ. (responsabilità per custodia), anzichè nell'alveo dell'art. 2048, 2° c. del Cod. Civ. (responsabilità dei precettori e dei maestri) o nell'alveo dell'art. 2043 del Cod. Civ. (responsabilità generica"). Conseguentemente, ha ritenuto il giudicante gli attori avrebbero dovuto provare semplicemente il nesso di causalità tra cosa ed evento (Giudice di Pace di Ottaviano - sentenza del 16.01.2012).


REPUBBLICA ITALIANA

NEL NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL GIUDICE DI PACE D'OTTAVIANO

- dott. Antonio Fuscellaro -

ha reso la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al n. 4595/2010 del ruolo generale degli affari civili, trattenuta per la decisione nell'udienza del 16 gennaio 2012,

TRA

PPP Ggg, nato ad <…> (NA) il <…>, e MMM Ppp, nata a <…> (NA) il <…>, quali legali rappresentanti del minore loro figlio Mmm PPP, nato a <…> (MA) l'<…>, residenti ad <…> (MA), al n. <…> della via <…>, ed elettivamente domiciliati a <…> (NA), al n. <…> del Viale <…>, ovvero nello studio dell'Avv. <…>, che li rappresenta e li difende, giusta la relativa procura speciale ad litem conferitagli a margine dell'originale dell'atto di citazione,

- attore/attrice -

E

1) Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in sigla M. I. U. R., nella/e persona/e del/dei suo/suoi legale/i rappresentante/i pro tempore, con sede a Roma (RM), al n. 76/A del Viale Trastevere, e domiciliato a Napoli (NA), al n. 111 della via Armando Diaz, presso l'Avvocatura Distrettuale dello Stato, che lo rappresenta e lo difende ope legis,

- convenuto

2) Scuola Media Statale "Ammnendola & De Amicis", nella/e persona/e del/dei suo/suoi legale/i rappresentante/i pro tempore, con sede a San Giuseppe Vesuviano (NA), nella via Marciotti, e domiciliata a Napoli (NA), al n. 11 della via Armando Diaz, presso l'Avvocatura Distrettuale dello Stato, che la rappresenta e la difende ope legis,

- convenuta estromessa -

oggetto: risarcimento di danni per lesioni personali da infortunio scolastico.

conclusioni: come dagli atti processuali tutti e dai verbali tutti d'udienza, in quanto utilizzabili all'uopo.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

- Omesso, ex art. art. 132, 1° c., n. 4 del c. p. c., nel testo sostituito dall'art. 45, 17° c. della legge 18 giugno 2009, n. 69, con decorrenza dal 4 luglio 2009, applicabile anche ai giudizi ancora pendenti in primo grado alla data d'entrata in vigore della legge stessa, ex art. 58, 2° c. della medesima.

- Ad ogni buon conto, (sempre) come dagli atti processuali tutti e dai verbali tutti d'udienza, in quanto utilizzabili all'uopo.

MOTIVI DELLA DECISIONE

(di fatto e di diritto)

- In via preliminare, verificata la regolarità dell'instaurazione del contraddittorio sotto ogni possibile profilo conferente (nel caso specifico, poi, la validità dell'atto di citazione, la validità e la tempestività della sua notificazione a chi di dovere, la validità e la tempestività della costituzione dell'attore/attrice e la validità e la tempestività della costituzione del/della convenuto/a, s'estromette dal giudizio la Scuola Media Statale "Ammendola & De Amicis", di cui non sussiste alcuna legittimazione passiva, alla stregua dell'orientamento giurisprudenziale nettamente maggioritario (cfr., explurimis, Cass. Civ., III Sez., 7 novembre 2000, n. 14484: "per effetto del rapporto di collegamento organico che lega ad essa il personale dipendente, l'amministrazione scolastica è direttamente responsabile del danno che sia cagionato ad un minore nell'ambito dell'istituto e durante il tempo nel quale egli si deve ritenere affidato alla responsabilità dell'insegnante; ne consegue che nel relativo giudizio risarcitorio sussiste esclusivamente la legittimazione passiva dell'amministrazione ministeriale, né assume alcuna rilevanza la circostanza che l'infortunio siasi verificato in un istituto dotato di personalità giuridica e d'autonomia di funzionamento"; altresì, cfr. Cass. Civ., III Sez., 7 ottobre 1997, n. 9742 e Cass. Civ. SS. UU., 6 dicembre 1991, n. 13169).

- Tanto premesso e precisato che essa è proponibile de plano, perché in subiecta materia il (presunto) creditore non è gravato dall'onere della preventiva costituzione in mora del (presunto) debitore e del conseguenziale rispetto di qual si voglia spatium deliberandi, si rileva che la domanda di Ggg PPP e di Ppp MMM, nella dedotta qualità, si delinea pienamente provata relativamente alla sussistenza delle legittimazioni del caso (attiva e passiva, con riferimento, come già precisato, all'amministrazione ministeriale), mentre, per contro, non si delinea affatto provata relativamente sua fondatezza sul piano dell'an debeatur (dal che, poi, consegue che questo magistrato non è tenuto a vagliare la sua fondatezza sul piano del quantum debeatur), all'esito della più compiuta ed oculata valutazione congiunta delle risultanze della documentazione prodotta (con precipuo riferimento alla sussistenza delle varie legittimazioni del caso, attiva e passiva) e delle risultanze della prova testimoniale raccolta (con precipuo riferimento all'infondatezza sul piano dell'an debeatur).

- Per ciò che attiene alla sussistenza delle legittimazioni del caso, più precisamente, si rileva quanto segue:

a) è pacifica la legittimazione attiva dei coniugi Ggg PPP e Ppp MMM, quali legali rappresentanti del minore Mmm PPP, infortunatosi nel sinistro che occupa (segnatamente, emerge ex actis che i ripetuti coniugi sono i genitori del ripetuto infortunato, il quale, per l'appunto, è tutt'ora minorenne);

b) è pacifica la legittimazione passiva del M. I. U. R. - se non quale proprietario dell'edificio scolastico nel quale verificava l'infortunio di cui trattasi (raramente, le sedi scolastiche sono di proprietà ministeriale: quasi sempre, sono di proprietà comunale, provinciale o regionale o, finanche, di proprietà privata) - sicuramente quale soggetto tenuto alla manutenzione - quanto meno, comune: nel caso di specie, è proprio questa che veniva a mancare - dell'edificio stesso.

- Per ciò che attiene alla fondatezza della domanda nell'ottica dell'an debeatur, poi, giova premettere quanto segue, in punto di diritto.

- A differenza di quanto dibattuto hic et inde, questo magistrato è propenso a ritenere che la fattispecie che occupa sia da ricondurre nell'alveo dell'art. 2051 del Cod. Civ. (responsabilità per custodia), anziché nell'alveo dell'art. 2048, 2° c. del Cod. Civ. (responsabilità dei precettori e dei maestri) o nell'alveo dell'art. 2043 del Cod. Civ. (responsabilità generica).

- Ben vero, alla stregua della stessa prospettazione attorea, quanto occorso al minore Mmm PPP non si configura come un infortunio scolastico stricto sensu (con danno cagionato da un alunno ad un altro alunno o da un alunno a se stesso, nell'orario scolastico), ma come un incidente comune, verificatosi in un edificio scolastico, ma che si sarebbe potuto tranquillamente verificare anche in un altro edificio (o per strada), verificatosi nell'orario scolastico, ma che si sarebbe potuto tranquillamente verificare anche in un altro momento (non è raro che le sedi scolastiche siano adibite ad attività extradidattiche: riunioni, convegni, manifestazioni, ecc.) e coinvolgente un alunno, ma che avrebbe potuto tranquillamente coinvolgere anche un'altra persona, finanche maggiorenne (un professore, un bidello, un genitore).

- Automaticamente, da tale inquadramento, poi, discende che Ggg PPP e Ppp MMM erano tenuti a provare semplicemente il c. d. "nesso di causalità" tra la situazione scaturita dall'omessa manutenzione del cortile dell'edificio scolastico (id est, la scivolosità della pavimentazione del cortile medesimo, per la presenza di foglie e di fiori caduti dagli alberi ivi collocati) e l'evento dannoso dedotto (id est, il fatto storico, nella sua complessiva realtà ontologica), gravando sul Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, quale soggetto tenuto alla manutenzione stessa, per contro, l'onere di provare che l'evento medesimo dipese da mera infelicitas facti, intendendosi per tale, poi, l'impossibilità d'espletare concretamente la custodia e la vigilanza sull'edificio cennato, per le sue caratteristiche e/o per la sua estensione e/o per le sue modalità d'uso (ad impossibilia nemo tenetur), ovvero il fatto del danneggiato stesso (chi è causa del suo male, pianga se stesso) o di terzo/i, anche quale concausa.

- Ciò posto, nel caso specifico, viene in rilievo, per l'appunto, che gli istanti non hanno provato il fatto storico nella sua complessiva realtà ontologica.

- Ben vero, con deposizioni estremamente vaghe, generiche ed imprecise, ambedue i testi si sono limitati a riferire che sul finire del mese d'aprile dell'anno 2010 (con ogni plausibile verosimiglianza, quindi, il 30 aprile 2010), a San Giuseppe Vesuviano (NA), nel cortile dell'edificio ospitante la sede della Scuola Media Statale "Ammendola & De Amicis", il minore Mmm PPP subiva un infortunio ovvero, si badi!, senza che né l'una, né l'altra precisassero che egli era scivolato sul tappeto di foglie e/o di fiori cadute/i dagli alberi collocati nel cortile stesso, come asserito dai suoi genitori (a ben vedere, anzi, nessuna delle due è stata testimone oculare dell'incidente, perché la professoressa Mmm Mmm dichiara che vide che il minore "era inciampato ed era caduto a terra" ovvero non vide l'accaduto in fieri, ma postfactum, mentre la professoressa Aaa Bbb dichiara esplicitamente che non era "presente al momento in cui è accaduto l'infortunio").

- Giusti motivi (rappresentati dal fatto che la convenuta amministrazione ministeriale ha svolto una minima attività difensiva, limitata alla costituzione nell'udienza di prima comparizione, risultando assente in tutte le udienze successive) inducono a compensare integralmente le spese processuali, ex art. 92, 2° c. del c. p. c., ad eccezione della spesa per la consulenza tecnica d'ufficio medico /legale, che resta definitivamente a carico dell'attore/attrice anticipanti, come per legge.

P.QM.

- Il Giudice di Pace d'Ottaviano dott. Antonio Fuscellaro, definitivamente pronunciando nella causa civile compiutamente indicata nell'epigrafe, disattesa ogni altra istanza, così provvede:

1) estromette dal giudizio la Scuola Media Statale "Ammendola & De Amicis";

2) rigetta la domanda attorea;

3) compensa integralmente le spese processuali, ponendo definitivamente a carico degli istanti l'esborso per la consulenza tecnica d'ufficio medico/legale.

Così deciso ad Ottaviano (NA), il 16 gennaio 2012.

Giudice di Pace di Ottaviano

Dott. Antonio Fuscellaro

Commenti

avatar GIORDANO
0
 
 
Sentenza a mio avviso errata, il giudice non tiene conto che l'alunno si è fatto male durante l'orario scolastico, in un edificio scolastico quindi gode di una situazione protetta in base al cd.contatto sociale, quindi la responsabilità della scuola è contrattuale, da ciò ne discende un inversione dell'onere della prova poichè i genitori dell'alunno devono solo dimostrare che il proprio figlio si è fatto male durante l'orario scolastico
Il fatto accaduto al minore è un infortunio scolastico in senso stretto
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