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Il verbale di accertamento di violazione del Codice della Strada e gli strumenti di tutela del privato alla luce del D.Lgs. 150/2011 (A. Bellobuono)

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Il verbale di accertamento di violazione del Codice della Strada e gli strumenti di tutela del privato alla luce del D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150

(Dott.ssa Anna Bellobuono - Comandante Polizia Municipale Terzigno)

 

 


 

Indice

1. Il verbale di accertamento di violazione del Codice della Strada

2. Natura giuridica del verbale di accertamento

3. Ordinanza-ingiunzione

4. Strumenti di tutela del privato

5. Strumenti di tutela: il ricorso al Prefetto

6. Strumenti di tutela: il ricorso in sede giurisdizionale

 

 

1. Il verbale di accertamento di violazione del Codice della Strada

L'art. 200 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada) dispone che, fuori dei casi in cui la contestazione immediata non è necessaria (si tratta, in particolare, dei casi previsti dall'art. 201, comma 1-bis), la violazione delle norme di comportamento della circolazione stradale che integrano gli estremi dell’illecito amministrativo, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta ai sensi dell’art. 196 C.d.S. Dell'avvenuta contestazione deve essere redatto verbale, contenente anche le dichiarazioni che gli interessati chiedono vi siano inserite.

Il verbale, che può essere redatto anche con l'ausilio di sistemi informatici, contiene la sommaria descrizione del fatto accertato, gli elementi essenziali per l'identificazione del trasgressore e la targa del veicolo con cui è stata commessa la violazione. Copia del verbale deve essere consegnata al trasgressore e, se presente, alla persona obbligata in solido. Copia del verbale deve essere, inoltre, consegnata immediatamente all'ufficio o comando da cui dipende l'agente accertatore. Ai sensi dell’art. 201, comma 1, C.d.S., qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti obbligati in solido, indicati nell'art. 196 C.d.S., quale risulta dai pubblici registri alla data dell'accertamento.

Nota

Ai sensi dell’art. 201, comma 1 bis, C.d.S. la contestazione immediata non è necessaria nei seguenti casi:
• impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità (art.141 cds);
• attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa;
• sorpasso vietato;
• accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo;
• accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di Polizia stradale e nella loro disponibilità che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo poiché il veicolo oggetto del rilievo è a distanza dal posto di accertamento o comunque nell'impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari;
• accertamento effettuato con i dispositivi di cui all'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n. 168, e successive modificazioni;
• rilevazione degli accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici, alle zone a traffico limitato, alle aree pedonali, o della circolazione sulle corsie e sulle strade riservate attraverso i dispositivi previsti dall'articolo 17, comma 133-bis, della legge 15 maggio 1997, n. 127;
• accertamento delle violazioni di cui agli articoli 141, 143, commi 11 e 12, 146, 170, 171, 213 e 214, per mezzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento.

La struttura formale del verbale è descritta dall'art. 383 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della Strada).

Ai sensi di tale norma, il verbale deve contenere l'indicazione del giorno, dell'ora e della località nei quali la violazione è avvenuta, delle generalità e della residenza del trasgressore, l'indicazione del proprietario del veicolo, o del soggetto solidale, degli estremi della patente di guida, del tipo del veicolo e della targa, la sommaria esposizione del fatto, nonché la citazione della norma violata e le eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l'inserimento. L'indicazione del giorno, dell'ora e della località in cui la violazione è stata posta in essere, delle generalità del trasgressore, della residenza nonché degli estremi della patente di guida e del tipo di veicolo costituiscono elementi essenziali del verbale di contestazione. La loro assenza, pertanto, comporta la nullità insanabile di tale atto.

L'erronea individuazione di taluno degli elementi sopra menzionati, invece, inerisce ai requisiti di legittimità del verbale, determinandone, pertanto l'annullabilità per violazione di legge.

La sommaria esposizione del fatto consiste nella descrizione succinta del comportamento posto in essere dal trasgressore e delle concrete circostanze in cui si è verificato l'illecito.

Questa sintetica descrizione dovrà necessariamente richiamare la norma violata, la quale costituisce il presupposto giuridico dell'accertamento. Le eventuali dichiarazioni del trasgressore costituiscono elementi accidentali del verbale di contestazione. Tuttavia, tali dichiarazioni, una volta inserite nell'atto, assumono una particolare efficacia, come si dirà più avanti, che si concretizza nella piena prova che esse fanno fino a querela di falso, ai sensi dell'art. 2700 c.c.

L'organo accertatore deve, inoltre, fornire al trasgressore la modalità per effettuare il pagamento in misura ridotta, quando sia consentito, precisando l'ammontare della somma da pagare, i termini del pagamento, l'Ufficio o Comando presso il quale questo può essere effettuato ed il numero di conto corrente postale o bancario.

L’art.202 cds così dispone “…3. Il pagamento in misura ridotta non è consentito quando il trasgressore non abbia ottemperato all'invito a fermarsi ovvero, trattandosi di conducente di veicolo a motore, si sia rifiutato di esibire il documento di circolazione, la patente di guida o qualsiasi altro documento che, ai sensi delle presenti norme, deve avere con sè; in tal caso il verbale di contestazione della violazione deve essere trasmesso al prefetto entro dieci giorni dall'identificazione.

3-bis. Il pagamento in misura ridotta non è inoltre consentito per le violazioni previste dagli articoli 83, comma 6; 88, comma 3; 97, comma 9; 100, comma 12; 113, comma 5; 114, comma 7; 116, comma 13; 124, comma 4; 136, comma 6; 168, comma 8; 176, comma 19; 216, comma 6; 217, comma 6; 218, comma 6. Per tali violazioni il verbale di contestazione è trasmesso al prefetto del luogo della commessa violazione entro dieci giorni.

Ai sensi dell'art. 385, comma 3, Reg. Att. C.d.S., il verbale di contestazione deve essere redatto dall'organo accertatore. Tale espressione rende legittima la compilazione dell'atto, anche con sistemi automatizzati, da parte di qualsiasi persona fisica che faccia parte di tale organo e, dunque, abbia titolo, in tale qualità, a compiere gli accertamenti di competenza dell'organo stesso.


2. Natura giuridica del verbale di accertamento

Il verbale di accertamento ha natura giuridica di atto ricognitivo, consistente in una dichiarazione della pubblica amministrazione che si sostanzia nella certezza legale privilegiata, ossia nel fatto che il verbale fa piena prova dei fatti in esso attestati dal pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza e descritti senza margini di apprezzamento, ai sensi dell'art. 2700 c.c., fino a sentenza dichiarativa di falso a seguito di apposita querela.

L'efficacia di piena prova fino a querela di falso deve riconoscersi esclusivamente alla provenienza dell'atto, alle dichiarazioni rese dalle parti ed agli altri fatti che il pubblico ufficiale che lo redige attesta essere avvenuti in sua presenza o da lui compiuti. Essa non sussiste ne’ con riguardo ai giudizi valutativi espressi dal pubblico ufficiale, ne’ con riguardo alle circostanze di fatto che, in ragione delle loro modalità di accadimento, non si siano potute verificare e controllare secondo un metro sufficientemente obbiettivo e, pertanto, abbiano potuto dare luogo ad una percezione sensoriale implicante margini di apprezzamento.

Ne consegue che, limitatamente alle parti del verbale che contengano elementi probatori non coperti dalla fede privilegiata dell'atto pubblico e quindi liberamente valutabili, il giudice potrà ammettere la prova contraria, anche per testimoni, eventualmente dedotta dal presunto autore della violazione.

Ai sensi dell’art. 203, ultimo comma, C.d.S., qualora nei termini previsti non sia stato proposto ricorso e non sia avvenuto il pagamento in misura ridotta, il verbale costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese di procedimento

 

3. Ordinanze- ingiunzioni - l.689/1981

L’illecito amministrativo ha come conseguenza l’applicazione di una sanzione amministrativa.

La sanzione viene irrogata con il processo verbale di accertamento che deve essere contestato immediatamente all’autore dell’infrazione ed al coobbligato solidale; solo quando ciò non sia possibile, può essere notificato entro novanta giorni a pena di estinzione dell’obbligazione di pagare la sanzione pecuniaria.

Da tale termine decorrono:

• sessanta giorni per procedere al pagamento in misura ridotta della sanzione amministrativa, ove ciò sia ammesso;

• trenta giorni per presentare all’autorità incaricata di irrogare definitivamente la sanzione (a cui l’organo che ha accertato l’infrazione invia un “rapporto” relativo alla violazione insieme al verbale di accertamento) “scritti difensivi” e/o documenti – art. 18 legge 689/81 -; l’interessato può anche chiedere di essere sentito personalmente.

Se l’autorità amministrativa competente ritiene infondato l’accertamento, emette l’ordinanza di archiviazione; in caso contrario, emette l’ordinanza-ingiunzione, con cui, ingiunge il pagamento della sanzione amministrativa ed applica le eventuali sanzioni accessorie.

Legge 15 luglio 2009, n. 94 "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica“

Art.3

16. Fatti salvi i provvedimenti dell'autorità per motivi di ordine pubblico, nei casi di indebita occupazione di suolo pubblico previsti dall'articolo 633 del codice penale e dall'articolo 20 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, il sindaco, per le strade urbane, e il prefetto, per quelle extraurbane o, quando ricorrono motivi di sicurezza pubblica, per ogni luogo, possono ordinare l'immediato ripristino dello stato dei luoghi a spese degli occupanti e, se si tratta di occupazione a fine di commercio, la chiusura dell'esercizio fino al pieno adempimento dell'ordine e del pagamento delle spese o della prestazione di idonea garanzia e, comunque, per un periodo non inferiore a cinque giorni.

In tal caso, l’ordinanza sindacale può essere considerata una sanzione accessoria? Quali i rimedi esperibili?

 

4. Strumenti di tutela

Con Circolare 10 marzo 1999, n. M/2413/11, il Ministero dell’Interno ha evidenziato che, una volta perfezionato in tutti i suoi elementi costitutivi, formali e procedimentali, il verbale di accertamento di una infrazione al Codice della Strada costituisce titolo esecutivo, pertanto, esce dalla disponibilità del soggetto che lo ha redatto e può solo essere sindacato da un altro soggetto, previamente individuato dalla legge”.

Gli strumenti di tutela predisposti dall'ordinamento avverso il verbale di accertamento di violazione al Codice della Strada sono costituiti, fondamentalmente, dal ricorso gerarchico al Prefetto e dal ricorso in sede giurisdizionale.

Ai sensi dell'art. 3, comma 4, della L. 7 agosto 1990, n. 241, e per espressa indicazione dell'art. 383, comma 3, Reg. Att. C.d.S., nel verbale deve essere fatta menzione dell'autorità competente a decidere ed il luogo dove è possibile indirizzare il ricorso.

Tuttavia, la mancata indicazione dell'autorità cui è possibile ricorrere non comporta la illegittimità dell’atto ma la rimessione in termini per l'impugnazione.

L'impugnazione del verbale di accertamento è inammissibile quando il ricorrente si sia avvalso della facoltà del pagamento in misura ridotta riconosciuta dall'art. 202 C.d.S. (ai sensi del quale, per le violazioni per le quali il C.d.S. stabilisce una sanzione amministrativa pecuniaria, ferma restando l'applicazione delle eventuali sanzioni accessorie, il trasgressore è ammesso a pagare, entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, una somma pari al minimo fissato dalle singole norme).

Il trasgressore, per sua libera scelta, è ammesso al pagamento della sanzione pecuniaria, nella misura del minimo previsto dalla legge, evitando così aggravi patrimoniali; al contempo, però, egli rinuncia ai rimedi oppositivi previsti dalla normativa di cui agli artt. 203 (ricorso al Prefetto) e 204 bis (ricorso in sede giurisdizionale) C.d.S., nell'ambito della quale non è consentita alcuna possibilità di pagamento "con riserva".

Pertanto, il ricorso al Prefetto o in sede giurisdizionale può essere presentato solo qualora il ricorrente non abbia già provveduto al pagamento in misura ridotta.


5. Strumenti di tutela. Il ricorso al Prefetto

L’art. 203 del Codice della Strada, come modificato dal D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150 prende in esame il ricorso al Prefetto avverso il verbale di accertamento della violazione, prevedendo che il trasgressore e/o gli altri soggetti indicati nell'art. 196 C.d.S., qualora siano destinatari dell’atto, nel termine di sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, e se non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al Prefetto del luogo della commessa violazione, da presentarsi per il tramite dell'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore ovvero da inviarsi direttamente al Prefetto anche con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Con il ricorso possono essere presentati i documenti ritenuti idonei e può essere richiesta l'audizione personale. Il ricorso deve essere sottoscritto dal destinatario della contestazione immediata o della notificazione del verbale di accertamento. Se il ricorso è sottoscritto da persona che non risulti essere né il destinatario della contestazione immediata o della notificazione del verbale di accertamento deve essere dichiarato inammissibile.

Il ricorso può essere, invece, presentato da un legale se ad esso è allegato il relativo mandato. Se il ricorso è presentato direttamente al Prefetto, questi, per la necessaria istruttoria, trasmette all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore il ricorso, corredato dei documenti allegati dal ricorrente, nel termine di trenta giorni dalla sua ricezione.

Il responsabile dell'ufficio o del comando cui appartiene l'organo accertatore, è tenuto a trasmettere gli atti al Prefetto nel termine di sessanta giorni, decorrenti dal deposito o dal ricevimento del ricorso.

Gli atti, corredati dalla prova dell’avvenuta contestazione o notificazione, devono essere altresì corredati dalle deduzioni tecniche dell'organo accertatore utili a confutare o confermare le risultanze del ricorso.

I termini di cui sopra sono perentori.

Ai sensi dell’art. 204 C.d.S., il Prefetto esamina il verbale e gli atti prodotti dall'ufficio o comando accertatore, nonché il ricorso e i documenti allegati, sente gli interessati che ne abbiano fatta richiesta, e, se ritiene fondato l'accertamento, adotta, entro centoventi giorni decorrenti dalla data di ricezione degli atti da parte dell'ufficio accertatore, ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento di una somma determinata, nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola violazione. L'ingiunzione comprende anche le spese ed è notificata all'autore della violazione ed alle altre persone eventualmente tenute al pagamento.

Ove, invece, non ritenga fondato l'accertamento, il Prefetto, nello stesso termine, emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti, comunicandola integralmente all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore, il quale ne darà notizia ai ricorrenti. Come si è accennato, tutti i termini contenuti negli artt. 203 e 204 C.d.S. sono perentori.

In particolare, i suddetti termini si cumulano tra loro ai fini della considerazione di tempestività dell'adozione dell'ordinanza-ingiunzione; decorsi i quali senza che sia stata adottata l'ordinanza del Prefetto, il ricorso si intende accolto.

Qualora il ricorrente abbia fatto richiesta di audizione personale, il termine entro cui deve essere adottata l’ordinanza ingiunzione (centoventi giorni decorrenti dalla data di ricezione degli atti da parte dell'ufficio accertatore) si interrompe con la notifica dell'invito al ricorrente per la presentazione all'audizione.

Detto termine resta sospeso fino alla data di espletamento dell'audizione o, in caso di mancata presentazione del ricorrente, comunque fino alla data fissata per l'audizione stessa. Se il ricorrente non si presenta alla data fissata per l'audizione, senza allegare giustificazione della sua assenza, il Prefetto decide sul ricorso, senza ulteriori formalità.

L'ordinanza-ingiunzione di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria deve essere notificata, nel termine di centocinquanta giorni dalla sua adozione.

Il pagamento della somma ingiunta e delle relative spese deve essere effettuato, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione, all'ufficio del registro o al diverso ufficio indicato nella stessa ingiunzione. L'ufficio del registro che ha ricevuto il pagamento, entro trenta giorni dalla sua effettuazione, ne dà comunicazione al Prefetto e all'ufficio o comando accertatore.

Trascorso il termine per il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria, l'ordinanza-ingiunzione, costituisce titolo esecutivo per l'ammontare della somma ingiunta e delle relative spese.

 

6. Strumenti di tutela. Il ricorso in sede giurisdizionale

L’art. 204-bis C.d.S. prevede che, alternativamente alla proposizione del ricorso di cui all'art. 203 C.d.S., il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell'art. 196 C.d.S., qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre opposizione davanti all'autorità giudiziaria ordinaria.

Articolo 204 bis – CdS

Ricorso al giudice di pace

1. Alternativamente alla proposizione del ricorso di cui all’articolo 203, il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell’articolo 196, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al giudice di pace competente per il territorio del luogo in cui è stata commessa la violazione, nel termine di sessanta giorni dalla data di contestazione o di notificazione.

2. Il ricorso è proposto secondo le modalità stabilite dall’articolo 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e secondo il procedimento fissato dall’articolo 23 della medesima legge n. 689 del 1981, fatte salve le deroghe previste dal presente articolo, e si estende anche alle sanzioni accessorie.

3. Il ricorso e il decreto con cui il giudice fissa l'udienza di comparizione sono notificati, a cura della cancelleria, all'opponente o, nel caso sia stato indicato, al suo procuratore, e ai soggetti di cui al comma 4-bis, anche a mezzo di fax o per via telematica all'indirizzo elettronico comunicato ai sensi dell'articolo 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123.

3-bis. Tra il giorno della notificazione e l'udienza di comparizione devono intercorrere termini liberi non maggiori di trenta giorni, se il luogo della notificazione si trova in Italia, o di sessanta giorni, se si trova all'estero. Se il ricorso contiene istanza di sospensione del provvedimento impugnato, l'udienza di comparizione deve essere fissata dal giudice entro venti giorni dal deposito dello stesso.

3-ter. L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento, salvo che il giudice, concorrendo gravi e documentati motivi, disponga diversamente nella prima udienza di comparizione, sentite l'autorità che ha adottato il provvedimento e la parte ricorrente, con ordinanza motivata e impugnabile con ricorso in tribunale.

4. Il ricorso è, del pari, inammissibile qualora sia stato previamente presentato il ricorso di cui all’articolo 203.

4-bis. La legittimazione passiva nel giudizio di cui al presente articolo spetta al prefetto, quando le violazioni opposte sono state accertate da funzionari, ufficiali e agenti dello Stato, nonchè da funzionari e agenti delle Ferrovie dello Stato, delle ferrovie e tranvie in concessione e dell'ANAS; spetta a regioni, province e comuni, quando le violazioni sono state accertate da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province e dei comuni o, comunque, quando i relativi proventi sono ad essi devoluti ai sensi dell'articolo 208. Il prefetto può essere rappresentato in giudizio da funzionari della prefettura-ufficio territoriale del Governo.

5. In caso di rigetto del ricorso, il giudice di pace determina l'importo della sanzione e impone il pagamento della somma con sentenza immediatamente eseguibile. Il pagamento della somma deve avvenire entro i trenta giorni successivi alla notificazione della sentenza e deve essere effettuato a vantaggio dell'amministrazione cui appartiene l'organo accertatore, con le modalità di pagamento da questa determinate.

6. La sentenza con cui viene rigettato il ricorso costituisce titolo esecutivo per la riscossione coatta delle somme inflitte dal giudice di pace [che superino l’importo della cauzione prestata all’atto del deposito del ricorso.]

7. Fermo restando il principio del libero convincimento, nella determinazione della sanzione, il giudice di pace non può applicare una sanzione inferiore al minimo edittale stabilito dalla legge per la violazione accertata.

8. In caso di rigetto del ricorso, il giudice di pace non può escludere l’applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione dei punti dalla patente di guida.

9. Le disposizioni di cui ai commi 2, 5, 6 e 7 si applicano anche nei casi di cui all’articolo 205.

9-bis. La sentenza con cui è accolto o rigettato il ricorso è trasmessa, entro trenta giorni dal deposito, a cura della cancelleria del giudice, all'ufficio o comando da cui dipende l'organo accertatore.

Articolo 205 – CdS

Opposizione innanzi all'autorità giudiziaria

1. Contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria gli interessati possono proporre opposizione entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento, o di sessanta giorni dalla stessa, se l'interessato risiede all'estero.

2. Soppresso

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Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Settembre 2013 09:18  

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