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Micropermanenti: risarcibili anche in assenza di indagini strumentali (M.Cuomo)

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Il Giudice di Pace, con la sentenza in esame, ha ritenuto la risarcibilità delle lesioni di lieve entità anche in assenza di accertamento clinico strumentale. Ha sostenuto, infatti, che con la legge 27/2012, in sede di conversione del D.L. 1 del 24 gennaio 2012 sono state apportate due aggiunte alla normativa vigente in tema di danno alla persona. In particolare nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU n. 71 del 24-3-2012 - Suppl. Ordinario n. 53) si legge che, all’art. 32 del decreto legge, dopo il comma tre sono stati aggiunti i seguenti periodi di testo identificati come 3 ter e 3 quater: 3-ter. “Al comma 2 dell'articolo 139 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In ogni caso, le lesioni di lieve entità', che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente"; 3-quater. “Il danno alla persona per lesioni di lieve entità di cui all'articolo 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e' risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l'esistenza della lesione.” Le due disposizioni, ha ritenuto il Giudice, collocate in contesti disciplinari separati, non appaiono ben coordinate fra loro, sono poco chiare e contradditorie. Irretroattività della nuova normativa in materia di lesioni di lieve entità (Giudice di Pace di Ottaviano - sentenza 13.12.2012)


UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI OTTAVIANO

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace DOTT.SSA MARIA CUOMO,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nella causa iscritta al n. 5446/10 RGNR

Assegnata a sentenza il 10/12/012

promossa da

NNN Ttt, nata il <...> a <...> (NA). codice fiscale <...>, residente in <...> (NA), alla Via <...>, ed elett.te dom.ta in <...> (NA), alla Via Fff Stt N°<...> presso lo studio dell’avv.to Vvv PPP - codice fiscale <...> dal quale è rapp.ta e difesa giusta procura a margine dell’originale della citazione - parte attrice –

CONTRO

ALLIANZ ASS.NI SPA con sede legale in TRIESTE al Largo Ugo Irneri, 1 P.IVA 05032630963 in persona del suo procuratore e legale rappresentante p.t. rappresentata e difesa dall’Avv. <...> e dall’Avv. <...>, , giusta procura ad litem in calce all’atto di citazione notificato, tutti elettivamente domiciliati in Nnn alla Via Ttt Rrr n° 36, presso lo studio dell’Avv. <...> ( l’avv. <...> ha dichiarato, ai sensi e per gli effetti dell’art. 176, comma Il c.p.c., di voler ricevere le comunicazioni della Cancelleria a mezzo telefax <...> ovvero a mezzo e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica <...>@alice.it; - parte convenuta-

NONCHE’

CCC Lll nato il <...> a <...> CF <...> e res. in <...> alla Via A. <...> , 1 - convenuto contumace -

OGGETTO: Risarcimento danni derivante da incidente automobilistico .

CONCLUSIONI: Come da verbale

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Preliminarmente si osserva che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo, in ossequio al nuovo art. 132 c.p.c. come novellato ex lege 69/09, entrata in vigore il 4/7/09 ed applicabile ai giudizi già pendenti alla data di entrata in vigore della legge.

La domanda proposta dalla parte attrice NNN Ttt con l’atto di citazione RITUALMENTE notificato, volta ad ottenere il riconoscimento dei presupposti di legge per la proponibilità dell’azione di indennizzo diretto e, quindi, la condanna della s.p.a. ALLIANZ ASS.NI , quale Impresa che garantiva per la RCA il veicolo GOLF tg. XX 0X0 XX al risarcimento in suo favore, per le lesioni riportate in qualità di conducente della predetta vettura , nel sinistro avvenuto in data 30/03/07 alle ore 08,45 in Nola, Via Nola- San Gennaro ad opera del veicolo FIAT FIORINO tg. YY Y0Y YY è parzialmente fondata e, per quanto di ragione, deve essere accolta.

Stante la mancata costituzione, del convenuto CCC va dichiarata la contumacia.

Tenuto conto dei documenti prodotti va, innanzitutto, riscontrata la perfetta integrazione del contraddittorio tra i soggetti titolari del diritto ad agire e a resistere nel presente giudizio, stante il deposito della certificazione medica, della VISURA Pra dell’autocarro tg. YY Y0Y YY e della copia del certificato di assicurazione, oltre al mancato disconoscimento della copertura assicurativa.

Sui documenti prodotti in copia si osserva che, in tema di prova documentale, l’onere stabilito dall’art. 2719 c.c. di disconoscere espressamente la copia fotografica o fotostatica di una scrittura con riguardo sia alla conformità della copia al suo originale che alla sottoscrizione o al contenuto della scrittura stessa, implica che il disconoscimento sia fatto in modo formale e specifico e, successivamente alla produzione della copia in giudizio con la conseguenza che, qualora la relativa eccezione venga dedotta genericamente. senza riferimento circoscritto ad un determinato documento, la contestazione non preclude l’utilizzazione della copia come mezzo di prova (Cass. Civ. 14/3/06 n. 5461 e 5/1/05 n. 150 e sul punto anche Cass. Civ. sez. VI Ordinanza del 12/10/2011 n. 20951 nella quale si legge “In tema di copie fotografiche di scritture – cui vanno legittimamente assimilate le copie fotostatiche o fotocopie – l’art. 2719 del c.c. ne prescrive l’espresso disconoscimento con disposizione applicabile alle ipotesi tanto di disconoscimento della conformità della copia al suo originale, quanto di disconoscimento dell’autenticità della scrittura o della sottoscrizione. In entrambe le ipotesi, quindi, deve considerarsi applicabile la disciplina degli articoli 214 e 215 c.p.c., con la conseguenza , quindi, che dette copie si hanno per riconosciute, tanto nella loro conformità all’originale quanto alla scrittura e nella sottoscrizione, ove la parte comparsa non le abbia formalmente disconosciute alla prima udienza o nella prima risposta successiva alla loro produzione. Diverso è, inoltre, l’effetto della contestazione a seconda che abbia avuto ad oggetto la conformità della copia all’originale ovvero l’autenticità della scrittura o della sottoscrizione. Nel primo caso, infatti, la circostanza non impedisce al giudice di accertare tale conformità “aliunde”, anche tramite presunzioni, mentre, nel secondo caso, preclude definitivamente l’utilizzabilità del documento, salva la procedura di verificazione” ).

Tenuto conto di quanto innanzi, posto che non vi è stata alcuna contestazione specifica in ordine ai documenti , ogni eccezione sul punto deve ritenersi superata.

Va, poi , rigettata l’eccezione di nullità dell’atto introduttivo: La citazione contenendo, chiaramente, contrariamente a quanto ritenuto dal procuratore ella società assicuratrice, sia l’enunciazione del “petitum” che della “causa petendi” non è inficiata da nullità. Nel giudizio civile davanti al giudice di pace, il contenuto dell’atto di citazione è disciplinato esclusivamente dall’art. 318 c.p.c., il quale prescrive che, il medesimo deve contenere l’indicazione del giudice e delle parti, l’esposizione dei fatti e l’indicazione dell’oggetto in ottemperanza al principio di massima semplificazione delle forme. E’ anche possibile integrare i fatti già dedotti ed allegare fatti nuovi entro i limiti temporali previsti dall’art. 320 c.p.c. con la conseguenza che, l’atto di citazione deve ritenersi nullo, solo nel caso in cui, per la mancata o incompleta esposizione dei fatti, non è possibile la instaurazione del contraddittorio (Cass. Civ. I 30/4/2005 n. 9025; Conf,. Cass. Civ. I 13/4/05 n. 7685; Cass. Civ. III 4/6/2002 n. 8074).

Sulla violazione del principio di infrazionabilità del credito, considerato che non risulta richiesto dalla parte attrice, in altro giudizio, il ristoro dei danni a cose, l’eccezione deve ritenersi superata.

L’attore ha agito in giudizio invocando l’applicazione dell’art. 149 del d.l.g.vo 209/05 il quale espressamente dispone che : “. In caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilita' civile obbligatoria, dal quale siano derivati danni ai veicoli coinvolti o ai loro conducenti, i danneggiati devono rivolgere la richiesta di risarcimento all'impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato. La procedura di risarcimento diretto riguarda i danni al veicolo nonche' i danni alle cose trasportate di proprieta' dell'assicurato o del conducente. Essa si applica anche al danno alla persona subito dal conducente non responsabile se risulta contenuto nel limite previsto dall'articolo 139. La procedura non si applica ai sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all'estero ed al risarcimento del danno subito dal terzo trasportato come disciplinato dall'articolo 141. L'impresa, a seguito della presentazione della richiesta di risarcimento diretto, e' obbligata a provvedere alla liquidazione dei danni per conto dell'impresa di assicurazione del veicolo responsabile, ferma la successiva regolazione dei rapporti fra le imprese medesime. Se il danneggiato dichiara di accettare la somma offerta, l'impresa di assicurazione provvede al pagamento entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione e il danneggiato e' tenuto a rilasciare quietanza liberatoria valida anche nei confronti del responsabile del sinistro e della sua impresa di assicurazione. L'impresa di assicurazione, entro quindici giorni, corrisponde la somma offerta al danneggiato che abbia comunicato di non accettare l'offerta o che non abbia fatto pervenire alcuna risposta. La somma in tale modo corrisposta e' imputata all'eventuale liquidazione definitiva del danno.

In caso di comunicazione dei motivi che impediscono il risarcimento diretto ovvero nel caso di mancata comunicazione di offerta o di diniego di offerta entro i termini previsti dall'articolo 148 o di mancato accordo, il danneggiato puo' proporre l'azione diretta di cui all'articolo 145, comma 2, nei soli confronti della propria impresa di assicurazione. L'impresa di assicurazione del veicolo del responsabile puo' chiedere di intervenire nel giudizio e puo' estromettere l'altra impresa, riconoscendo la responsabilita' del proprio assicurato ferma restando, in ogni caso, la successiva regolazione dei rapporti tra le imprese medesime secondo quanto previsto nell'ambito del sistema di risarcimento diretto.”

Per quanto alle formalità della lettera di costituzione in mora, e all’esercizio dell’azione giudiziaria, l’art. 149 opera un rinvio all’art. 145 del D. Lgs 209/2005 il quale statuisce che “nel caso si applichi la procedura di cui all'articolo 148, l'azione per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, per i quali vi è obbligo di assicurazione, può essere proposta solo dopo che siano decorsi sessanta giorni, ovvero novanta in caso di danno alla persona, decorrenti da quello in cui il danneggiato abbia chiesto all'impresa di assicurazione il risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, anche se inviata per conoscenza, avendo osservato le modalità ed i contenuti previsti all'articolo 148” ed all’art 148 dello stesso D.lgs che al comma 1 dispone che “Per i sinistri con soli danni a cose, la richiesta di risarcimento, presentata secondo le modalità indicate nell'articolo 145, deve essere corredata dalla denuncia secondo il modulo di cui all'articolo 143 e recare l'indicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento e del luogo, dei giorni e delle ore in cui le cose danneggiate sono disponibili per l'ispezione diretta ad accertare l'entità del danno. Entro sessanta giorni dalla ricezione di tale documentazione, l'impresa di assicurazione formula al danneggiato congrua offerta per il risarcimento ovvero comunica specificatamente i motivi per i quali non ritiene di fare offerta. Il termine di sessanta giorni è ridotto a trenta quando il modulo di denuncia sia stato sottoscritto dai conducenti coinvolti nel sinistro; ed al comma 2 prevede che “ L'obbligo di proporre al danneggiato congrua offerta per il risarcimento del danno, ovvero di comunicare i motivi per cui non si ritiene di fare offerta, sussiste anche per i sinistri che abbiano causato lesioni personali o il decesso. La richiesta di risarcimento deve essere presentata dal danneggiato o dagli aventi diritto con le modalità indicate al comma 1. La richiesta deve contenere l'indicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento e la descrizione delle circostanze nelle quali si è verificato il sinistro ed essere accompagnata, ai fini dell'accertamento e della valutazione del danno da parte dell'impresa, dai dati relativi all'età, all'attività del danneggiato, al suo reddito, all'entità delle lesioni subite, da attestazione medica comprovante l'avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti, nonchè dalla dichiarazione ai sensi dell'articolo 142, comma 2, o, in caso di decesso, dallo stato di famiglia della vittima. L'impresa di assicurazione è tenuta a provvedere all'adempimento del predetto obbligo entro novanta giorni dalla ricezione di tale documentazione”.

Tenuto conto di quanto innanzi, ritiene questo magistrato che, correttamente, il giudizio è stato proposto anche nei confronti del responsabile civile, non potendosi ritenere ammissibile l’esame di una richiesta di accertamento della responsabilità in assenza del contraddittore .

Preso atto della copia della lettera di costituzione in mora allegata alla produzione di parte attrice , ritenendo la stessa completa di ogni dettaglio , della domanda, va ritenuta la proponibilità anche alla luce dell’intervenuta visita medica da parte del fiduciario della società assicuratrice.

Vista, quindi, la trasmissione della costituzione in mora alla SPA ASSITALIA , quale società che garantiva il veicolo antagonista , della domanda va ritenuta la procedibilità.

Per quel che concerne il merito, osserva questo Giudice che, lette le dichiarazioni rese dal teste VVV Ppp, indifferente, indicato alla prima udienza può affermarsi la mancanza di responsabilità del conducente del veicolo attoreo e, quindi della Nnn nella determinazione del sinistro ed il suo diritto al risarcimento ex art. 149 del dlgvo 209/05.

Invero, il testimone, sotto il vincolo del prestato giuramento, ha confermato che il conducente del veicolo FIAT FIORINO , nell’eseguire una manovra di sorpasso, finiva per invadere l’opposta corsia di marcia, andando a collidere con la vettura VOLKSWAGEN condotta dalla attrice , che si trovava strettamente a destra . In particolare il teste ha affermato che il FIORINO attingeva la macchina alla parte anteriore e la macchina , a seguito dell’urto , finiva per ruotare su sé stessa finendo per impattare un albero posto sulla corsia opposta.

Il teste ha altresì riferito che, la conducente , pur indossando le cinture di sicurezza ebbe a riportare lesioni per le quali si richiese l’intervento del 118 onde procedere al suo trasporto in ospedale.

Alla luce di tali prove, pur valutando attentamente le difese della società convenuta, questo Giudice non può che ritenere pienamente superata in favore della Nnn la presunzione di corresponsabilità ex art. 2054 c.c. e, non può che confermare l’obbligo della spa Allianz al risarcimento in favore del conducente del veicolo proprio assicurato.

In effetti, appaiono violate dal conducente del FIAT FIORINO, le disposizioni di cui agli articoli 140 e 141 del codice della strada che costituiscono i principi informatori delle norme sulla circolazione, imponendo l’obbligo della prudenza e del rispetto di una velocità adeguata, al fine di evitare situazioni di pericolo per gli altri utenti della strada.

Appare , poi, violata la disposizione dell’art. 154 del codice della strada , che impone a coloro che intendano eseguire, tra le altre manovre, quella di sorpasso, di assicurarsi di poterla compiere in condizioni di sicurezza.

Letto, quindi, il contenuto dell’allegato “A” del codice delle assicurazioni, non può che porsi a carico del conducente del FIORINO, la esclusiva responsabilità dell’evento per cui è causa.

Per quel che concerne il quantum, trattandosi di lesioni del conducente, ai fini della quantificazione, questo magistrato si rimette esclusivamente alle risultanze della CTU medica disposta per l’accertamento della natura delle lesioni; della loro riconducibilità al sinistro e della loro quantificazione .

La consulenza appare adeguatamente motivata e priva di vizi logici e/o scientifici.

Il consulente, previa valutazione dei dati anamnestici , ha ritenuto la coerenza del danno con la dinamica e con l’uso degli appositi ausili ed ha quantificato le lesioni in gg. 7 di ITT; gg. 30 di ITP al 50%; con postumi di danno biologico nella misura del 4%.

Il procuratore della società assicuratrice, alla luce della riforma dell’art. 139 del dlgvo 209/05, ha contestato la possibilità di riconoscimento del danno biologico in assenza di accertamenti strumentali.

Ebbene, osserva il Magistrato che, l’evento per cui è causa è avvenuto in data 30/3/07, allorquando era vigente la normativa antecedente.

Deve, quindi, ritenersi giustificabile l’omissione da parte del sanitario , nella immediatezza del pronto soccorso, di ulteriori indagini strumentali per lesioni che, di fatto, potevano essere valutate a prescindere dai predetti accertamenti non senza aggiungere , però, che, per quanto al caso di specie, nella produzione della parte attrice risultano allegati anche i referti e le immagini di una ecografia al ginocchio e di una radiografia al rachide cervicale prescritti nel corso della malattia per una migliore valutazione del decorso riabilitativo .

In ogni caso, con riferimento alla specifica eccezione del procuratore della società assicuratrice, sul punto va osservato che con la Legge 24 marzo 2012, n. 27, in sede di conversione del D.L. 1 del 24 gennaio 2012 sono state apportate due aggiunte alla normativa vigente in tema di danno alla persona: In particolare nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU n. 71 del 24-3-2012 - Suppl. Ordinario n. 53) si legge che, all’art. 32 del decreto legge, dopo il comma tre sono stati aggiunti i seguenti periodi di testo identificati come 3 ter e 3 quater: 3-ter. “Al comma 2 dell'articolo 139 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In ogni caso, le lesioni di lieve entità', che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente"; 3-quater. “Il danno alla persona per lesioni di lieve entità di cui all'articolo 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e' risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l'esistenza della lesione.” Le due disposizioni, collocate in contesti disciplinari separati, non appaiono ben coordinate fra loro e sono poco chiare, alla luce di una apparente contraddizione terminologica , atteso che le due norme presentano un campo di applicazione comune, ma sembrano contenere profili contradditori. Infatti, mentre il comma 3-ter esclude il risarcimento del danno biologico “permanente” nel caso in cui le lesioni non siano suscettibili di “accertamento clinico strumentale obiettivo”, il comma 3-quater ammette il risarcimento (senza specificare se a titolo di danno biologico permanente o temporaneo) qualora vi sia un riscontro medico legale da cui risulti anche solo “visivamente” e non necessariamente strumentalmente accertata l’esistenza della lesione. Se è evidente l’intento di vincolare il risarcimento del danno biologico permanente previsto dalla tabella ministeriale emanata in ossequio all’articolo 139 del codice delle assicurazioni, alle sole ipotesi in cui la lesione sia stata riscontrata in referti di diagnostica per immagini, negando valenza alla prassi di semplificazione della valutazione legata esclusivamente al riscontro delle sintomatologie soggettive , per cui, le semplici dichiarazioni della vittima di sinistro stradale che lamenti sintomi dolorosi non riscontrabili obiettivamente in una patologia clinica , non porteranno alla liquidazione del danno biologico tabellare di legge, va detto che, a prescindere dagli accertamenti strumentali, anche oggi, sotto la vigenza delle nuove disposizioni, il medico legale può valutare anche“visivamente” la sussistenza della lesione. Sta di fatto che il legislatore ha lasciato immutata la definizione di danno biologico del primo comma del 139 del codice delle assicurazioni per cui tale danno resta ancora definito come la “lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito” ed in quanto tale, questo danno va risarcito. Poiché dunque non è mutata la definizione di danno biologico rimane sempre compito del medico legale accertare la eventuale esistenza di un danno permanente e/o temporaneo quale esito di una lesione alla integrità psicofisica di un soggetto, soprattutto se si pensa a patologie che, pur non essendo suscettibili di accertamenti strumentali, di fatto, sono riconosciute dalla casistica medica ed in quanto tali integrano delle patologie risarcibili . Siccome, quindi, non è stata introdotta nessuna norma tale da costringere la medicina legale ad utilizzare criteri difformi rispetto a quelli validati dalla comunità scientifica e, siccome le disposizioni del novellato articolo 139 del dlgvo 209/05 non sono dirette ai medici, appare evidente che , i sanitari devono valutare i postumi soggettivi secondo i vigenti barhemes ministeriali ex dpr 2003 richiamando la valutazione ivi prevista (<2%) chiarendo se tale valutazione sia suscettibile o meno di “accertamento clinico strumentale obiettivo”, senza che, la inesistenza di accertamenti strumentali, di per sé, possa automaticamente comportare il rigetto della richiesta di risarcimento del danno biologico permanente. Ne consegue che, a parere di questo magistrato, una diversa interpretazione della normativa deve ritenersi non costituzionalmente orientata ( anche perché, per altro, solo nel caso di risarcimento del danno conseguente ad incidente automobilistico, verrebbe compromesso il diritto del danneggiato al risarcimento per lesioni che non siano state accertate strumentalmente). Ed è per questo che ogni eccezione sul punto sollevata dal procuratore della società assicuratrice, deve essere disattesa.

Tornando, quindi, al caso che ci occupa, va detto che, ai fini della quantificazione delle lesioni, tenuto conto delle disposizioni di cui all’articolo 139 del d.lg.vo 209/05, laddove è inserita la precisazione del danno biologico (“per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica una incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito”), e dei criteri di liquidazione; visto il comma 3 dello stesso articolo, laddove è scritto che “l’ammontare del danno biologico liquidato ai sensi del comma 1 può essere aumentato dal giudice in misura non superiore ad un quinto con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato”; Considerato, ancora, che, secondo l’evoluzione giurisprudenziale di merito, alla luce della pronuncia della Suprema Corte di Cassazione n. 26972 del 2008, va affermata la possibilità di risarcire la sofferenza morale del danneggiato personalizzando il risarcimento del danno biologico nei limiti di cui agli artt. 138 e 139 del codice delle assicurazioni ( Trib. Piacenza 4/6/09 n. 401 in Banca dati Juris Data; Trib. Palermo, III Sez. Civ. 3/6/09 in Altalex- quotidiano di Informazione giuridica n. 2620 del 15/9/09; Trib. Venezia 27/2/09, in Giur. Merito 2009), dovendosi intendere definitivamente accantonata la figura del cosiddetto danno morale soggettivo (Trib. Monza sez. lavoro, 125/09 n. 241 in Giustizia a Milano 2009; Trib. Milano Sez. III 15/4/09 n. 5013 in Giustizia a Milano 2009; Trib. Palermo 12/3/09 in Banca dati Juris Data); viste le tabelle di liquidazione introdotte dall’art . 5, co. 2, della legge 57/2001 aggiornate dall’ultimo D.M. Sviluppo Economico; tenuto conto della intrinseca incidenza delle lesioni subite dalla parte danneggiata sulla sua vita, anche relazionale ( cfr relazione del CTU ) si ritiene che il danno riportato dalla parte attrice possa essere aumentato di 1/5 così come previsto dall’art. 139 del dlgvo 209/05 e debba essere così liquidato:

Età del danneggiato : 31 anni

Percentuale di invalidità permanente : 4%

Giorni di invalidità assoluta : 7 gg.

Giorni di invalidità parziale al 50%: 30 gg.

Giorni di invalidità parziale al 25%: gg.

_______________________________________

Danno Biologico Permanente

Valore del punto per invalidità del 4% : € x 1.3 € 1.018,33

Percentuale di riduzione per età di 31 anni : 10.5%

(€ 1.018,33 x 4) - 10.5% _____€ 3.645,62

Danno Biologico Temporaneo

Inabilità assoluta : € 45,70 x 7 gg € 319,90

Inabilità parziale al 50%: € 45,70 x 30 gg x 50% € 685,50

Inabilità parziale al 25%: € 45,70 x gg x 25% € 0,00

________________________________________€ 1.005,40

Danno Morale : € (3.645,62 + 1.005,40) x 20% € 930,20

Spese documentate : € 48,59

Totale : _____€ 5.629,81

Sulla somma spettante, vanno calcolati gli interessi, che, giusta pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Sent. n. 1712/95, nella quale si legge che l’orientamento giurisprudenziale di conteggiare sulla somma rivalutata gli interessi a far tempo dal dì dell’evento finisce con il produrre una iniqua locupletazione in favore del danneggiato il quale ha diritto agli interessi quale compensazione per la mancata disponibilità del controvalore in danaro del bene oggetto della lesione - controvalore che all’inizio è rappresentato dalla sorta capitale via via rivalutantesi), vanno calcolati non sulla somma liquidata all’attualità, bensì sulle somme esprimenti il danno al momento del sinistro, nonché sulle somme relative ai periodi intermedi tra la data dell’evento dannoso ed il momento della decisione, rivalutate in base agli indici medi.

Gli interessi, pertanto, vanno calcolati sulla minor somma corrispondente a quella liquidata all’attualità (ottenuta dividendo detta somma per il coefficiente ISTAT relativo alla data del fatto), via via annualmente rivalutata sulla base degli indici ISTAT dalla data del fatto a quella della presente sentenza, con esclusione degli interessi sugli interessi.

Dalla data di pubblicazione della sentenza sulle somme così come liquidate all’attualità, devono aggiungersi gli interessi legali sino al soddisfo.

Le spese seguono la soccombenza .

Visto il Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi contenuto nel D.M. del 20/07712 n. 140, in G.U. n. 195 del 22/08/2012; da tenere in considerazione, a prescindere dall’attività svolta dai procuratori in precedenza (sul punto Tribunale Varese, sez. I civile, sentenza 26.09.2012 n° 1252 laddove è scritto che “L’art. 41 del decreto contiene una espressa norma di diritto intertemporale in cui è previsto che le disposizioni di nuovo conio si applichino “alle liquidazioni successive alla entrata in vigore” del DM stesso (quindi, dal 23.8.2012). Il regolamento, ai fini della applicabilità ai processi pendenti, indica, dunque, quale parametro di riferimento, non il momento in cui si è conclusa l’attività del professionista (momento statico) ma il momento in cui il giudice deve provvedere a liquidare il compenso (momento dinamico). Ciò vuol dire che è irrilevante il referente temporale che fa da sfondo all’attività compiuta e rileva, invece, la data storica vigente al momento dell’attività giudiziale-procedimentale di quantificazione del compenso spettante”) tenuto conto del valore del decisum ; della natura e della complessità della controversia; delle questioni trattate; dell’esito del giudizio; dell’attività professionale svolta dal Procuratore; del numero delle parti in causa; esse vengono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da NNN Ttt contro la s.p.a ALLIANZ ASS.NI e contro CCC Lll così provvede:

- Dichiara la contumacia di CCC Lll ;

- Accoglie PARZIALMENTE la domanda e, ritenuta la esclusiva responsabilità del conducente del veicolo di proprietà del CCC, nonché la sussistenza dei requisiti di cui all’art. 149 del dlgvo 209/05, condanna la S.p. A. ALLIANZ ASS.NI in persona del legale rapp.te, quale società che garantiva il veicolo della parte attrice, al pagamento, a titolo di risarcimento, in suo favore , per le lesioni riportate in qualità di conducente, della somma, all’attualità, pari ad Euro 5.629,81 oltre interessi da calcolarsi come in motivazione.

- Condanna la società assicuratrice convenuta , al pagamento delle spese di lite che liquida, in complessivi € 1.800,00 di cui € 250,00 per spese ; € 1.550,00 per diritti ed onorari, oltre IVA e CPA che vanno attribuite al procuratore ex art. 93 c.p.c.

- Condanna la società assicuratrice al rimborso delle spese di CTU nella misura pari ad euro 350,00 oltre accessori, se documentati, come da decreto di liquidazione in atti.

- Così deciso in Ottaviano il 13/12/12 .

IL GIUDICE DI PACE

DOTT.SSA MARIA CUOMO

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Nulla è dovuto per il danno morale, se non allegato e non provato. Tanto ha affermato il Giudice di Pace aderendo al principio enunciato dalla Suprema Corte a Sezioni Unite, con la sentenza numero 26972 dell’11 novembre 2008. La lettura...

» Cass. 19376/2012. Liquidazione danno biologico - Applicabilità Tabelle Tribunale Milano

Nella liquidazione del danno biologico, quando manchino criteri stabiliti dalla legge, l'adozione della regola equitativa di cui all'art. 1226 cod. civ. deve garantire non solo una adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma...

» Cass. 17320/2012. Morte immediata - danno biologico e danno morale - iure proprio e iure hereditario

Nel caso di morte immediata o intervenuta a breve distanza dallo evento lesivo, non è predicabile la tutela risarcitoria del danno biologico e del danno morale in favore della vittima. Nel caso in cui la vittima sopravviva per un tempo apprezzabile...

» Cass. 17092/2012. Amianto - morte lavoratore - danno non patrimoniale - risarcimento - parametri

In materia di risarcimento danni, in caso di lesione di un diritto fondamentale della persona, la regola, secondo la quale il risarcimento deve ristorare interamente il danno subito, impone di tenere conto dell'insieme dei pregiudizi sofferti, ivi...

» Cass.16516/2012. Danno non patrimoniale - integrale ristoro - adeguata personalizzazione.

Il danno non patrimoniale di cui all’art. 2059 cod. civ. costituisce un’unica voce di danno, che è però suscettibile di atteggiarsi con varie modalità e secondo molteplici aspetti, nei singoli casi: dal danno biologico, medicalmente...

» Cass. 5230/2012. Danno Biologico - danno Morale - duplicazione risarcitoria - criteri

Il danno non patrimoniale derivante dalla lesione dell'integrità fisica del lavoratore, identificato nella sommatoria di danno biologico (all'integrità fisica) e danno morale (consistente nella sofferenza per l'ingiuria fisica subita), non...

» Sinistro stradale - Lesioni personali - Danno Biologico - Danno Morale - Sussistenza (A. Esposito)

Nell'ambito della categoria generale del danno non patrimoniale, la cui risarcibilità è limitata, per espressa previsione normativa, ai soli casi previsti dalla legge, il danno morale pur non individuando un'autonoma categoria di danno, in quanto...

» Lesioni personali: personalizzazione del danno biologico (A. Ventimiglia)

Onde evitare una duplicazione di risarcimento attraverso la congiunta attribuzione del danno biologico e del danno morale, quest’ultimo non va liquidato in percentuale del primo, ma occorre procedere ad un’adeguata personalizzazione della...

» Cass. 2228/2012. Risarcimento del danno non patrimoniale: va sempre personalizzato

Con questa sentenza la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo il quale in tema di risarcimento di danno non patrimoniale il risarcimento va personalizzato anche se liquidato in via equitativa. Pertanto, i criteri di liquidazione...

» Tribunale Torre Annunziata - Danno morale: valutazione equitativa del giudice

Il Tribunale di Torre Annunziata- sez. Castellammare di Stabia - con la sentenza in esame ha ritenuto che " il danno morale, oltre ad avere una sua autonomia ontologica rispetto al danno biologico, ha anche autonomia risarcitoria rispetto a...

» Cass.18641/2011: Risarcibilità del danno morale

Da una attenta lettura, le pronunce delle sezioni unite di questa corte non hanno mai predicato un principio di diritto funzionale alla scomparsa per assorbimento ipso facto del danno morale nel danno biologico, avendo esse viceversa indicato al...

» Cass. 16424/2011: Danno esistenziale: inammissibilità di autonoma categoria.

Non è ammissibile nel nostro ordinamento l’autonoma categoria di “danno esistenziale”, inteso quale pregiudizio alle attività non remunerative della persona atteso che, ove in essa si ricomprendano i pregiudizi scaturenti dalla lesione di...

» Danno Biologico: aumento del quinto ex art. 139 CdA (M.Cuomo)

Il Giudice di Pace, con la sentenza che segue ha, ai sensi  dell'art. 139 del Codice delle Assicurazioni, aumentato l'ammontare del danno biologico di un quinto, considerato che, secondo l'evoluzione giurisprudenziale di merito, alla luce della...

» Cass. 12408/2011: Liquidazione del danno alla persona. Tabelle di Milano

Con la sentenza n.12408 del 07/06/2011, che appresso si riporta integralmente, la Corte di Cassazione ha statuito che per la liquidazione del danno alla persona dovranno essere adottate, su tutto il territorio nazionale, i valori di riferimento...

» Cass. n.19816/2010: Risarcimento danno non patrimoniale

La parte danneggiata da un comportamento illecito che oggettivamente presenti gli estremi del reato ha diritto al risarcimento dei danni non patrimoniali, ai sensi dell'art. 2059 cod. civ., i quali debbono essere liquidati in unica somma, da...

» Cass.n° 7786/2010: Ancora sulla risarcibilità del danno morale

La Cassazione ha ripreso, non contestandola, la questione della risarcibilità del danno morale che le SS.UU. avevano ritenuto non autonomamente risarcibile (Cassazione civile, Sezione 3, Sentenza n. 7786 del 31/3/2010).

» Cass.SS.UU.n.3677/2009 - Danno non patrimoniale

Le SS.UU. della Corte di Cassazione hanno ribadito  i seguenti principi di diritto: “Il danno c.d. esistenziale, non costituendo una categoria autonoma di pregiudizio, ma rientrando nel danno morale, non può essere liquidato separatamente solo...

» Tribunale Milano - Danno non patrimoniale

Tribunale di MilanoSezione V CivileSentenza 9 giugno 2009, n. 7515Le Sezioni Unite sono tassative nell’espungere dal sistema ogni possibilità di frammentazione, a fini risarcitori, del danno non patrimoniale.Infatti, non vi sono ragioni per...

» Cass.SS.UU.n.26972/2008 - Danno non patrimoniale

Le Sezioni unite della Corte di Cassazione si sono espresse sulla risarcibilità del danno morale ex art. 2059 cod. civ. La pronunzia ha ribadito che il danno non patrimoniale è risarcibile nei soli casi previsti dalla legge, i quali si dividono in...

Giudice di Pace di Nola

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