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Impugnazione dei documenti prodotti in copia (M.Cuomo)

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In tema di prova documentale, l’onere stabilito dall’art. 2719 c.c. di disconoscere espressamente la copia fotografica o fotostatica di una scrittura con riguardo sia alla conformità della copia al suo originale che alla sottoscrizione o al contenuto della scrittura stessa, implica che il disconoscimento sia fatto in modo formale e specifico e, successivamente alla produzione della copia in giudizio con la conseguenza che, qualora la relativa eccezione venga dedotta genericamente. senza riferimento circoscritto ad un determinato documento, la contestazione non preclude l’utilizzazione della copia come mezzo di prova (Giudice di Pace di Ottaviano - sentenza 02.03.2012).


UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI OTTAVIANO

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace DOTT.SSA. MARIA CUOMO, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nella causa iscritta al n. 545/11 RGNR

assegnata a sentenza il 29/02/12

promossa da

BBB Sss nato a <...> (NA) il <...> C.F. <...> residente <...>(NA) alla via Sss, elettivamente domiciliato alla via Rrr, 161 presso lo studio dell’Avv. Eee SSS, C.F. <...> che lo rappresenta e difende giusta procura a margine della citazione -  parte attrice –

CONTRO

S.p.a. Assicurazioni con sede legale in <...> alla Via <...> n. <...>, in persona del suo procuratore ad negotia, dr.ssa <...>, giusta procura speciale n. <...> del 8/6/09, per <...>, rappresentata e difesa, in virtù di procura alle liti dall’Avv. Aaa SSS, CF <...>, che la rappresenta e difende giusta mandato a margine della comparsa ( il procuratore, ai sensi delle leggi vigenti, ha dichiarato di volere ricevere tutte le comunicazioni di cui alla presente procedura al numero di fax. 081<...> o all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) – convenuta –

OGGETTO: Risarcimento danni .

CONCLUSIONI: Come da verbale

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Preliminarmente si osserva che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo, in ossequio al nuovo art. 132 c.p.c. come novellato ex lege 69/09, entrata in vigore il 4/7/09 .

La domanda proposta dalla parte attrice con l’atto introduttivo del giudizio volta ad ottenere il riconoscimento dei presupposti per l’applicazione dell’indennizzo diretto e quindi, la condanna della SPA ASSICURAZIONI quale società assicuratrice che garantiva per la RCA, il veicolo AUDI tg. XX X0X XX di proprietà del BBB al pagamento in SUO favore, per i danni riportati dalla vettura a seguito della collisione con il veicolo tg. YY 0Y0 YY regolarmente assicurato è fondata e va accolta per quanto di ragione.

Va, innanzi tutto, rigettata l’eccezione di nullità dell’atto introduttivo: la citazione contenendo, chiaramente, contrariamente a quanto ritenuto dal procuratore ella società assicuratrice, sia l’enunciazione del “petitum” che della “causa petendi” non è inficiata da nullità. Nel giudizio civile davanti al giudice di pace, il contenuto dell’atto di citazione è disciplinato esclusivamente dall’art. 318 c.p.c., il quale prescrive che, il medesimo deve contenere l’indicazione del giudice e delle parti, l’esposizione dei fatti e l’indicazione dell’oggetto in ottemperanza al principio di massima semplificazione delle forme. E’ anche possibile integrare i fatti già dedotti ed allegare fatti nuovi entro i limiti temporali previsti dall’art. 320 c.p.c. con la conseguenza che, l’atto di citazione deve ritenersi nullo, solo nel caso in cui, per la mancata o incompleta esposizione dei fatti, non è possibile la instaurazione del contraddittorio ( cass. Civ. I 30/4/2005 n. 9025; Conf,. Cass. Civ. I 13/4/05 n. 7685; Cass. Civ. III 4/6/2002 n. 8074).

Preso atto della documentazione prodotta ed alla luce delle difese esplicitate dalle parti, va rilevata la perfetta integrazione del contraddittorio tra i soggetti TITOLARI DEL DIRITTO AD AGIRE E A RESISTERE (CFR copia del certificato di proprietà vettura danneggiata; copia DEL CERTIFICATO DI ASSICURAZIONE E MANCATO DISCONOSCIMENTO della copertura assicurativa).

Sui documenti prodotti in copia si osserva che, in tema di prova documentale, l’onere stabilito dall’art. 2719 c.c. di disconoscere espressamente la copia fotografica o fotostatica di una scrittura con riguardo sia alla conformità della copia al suo originale che alla sottoscrizione o al contenuto della scrittura stessa, implica che il disconoscimento sia fatto in modo formale e specifico e, successivamente alla produzione della copia in giudizio con la conseguenza che, qualora la relativa eccezione venga dedotta genericamente. senza riferimento circoscritto ad un determinato documento, la contestazione non preclude l’utilizzazione della copia come mezzo di prova (Cass. Civ. 14/3/06 n. 5461 e 5/1/05 n. 150 e sul punto anche Cass. Civ. sez. VI Ordinanza del 12/10/2011 n. 20951 nella quale si legge “In tema di copie fotografiche di scritture – cui vanno legittimamente assimilate le copie fotostatiche o fotocopie – l’art. 2719 del c.c. ne prescrive l’espresso disconoscimento con disposizione applicabile alle ipotesi tanto di disconoscimento della conformità della copia al suo originale, quanto di disconoscimento dell’autenticità della scrittura o della sottoscrizione. In entrambe le ipotesi, quindi, deve considerarsi applicabile la disciplina degli articoli 214 e 215 c.p.c., con la conseguenza , quindi, che dette copie si hanno per riconosciute, tanto nella loro conformità all’originale quanto alla scrittura e nella sottoscrizione, ove la parte comparsa non le abbia formalmente disconosciute alla prima udienza o nella prima risposta successiva alla loro produzione. Diverso è, inoltre, l’effetto della contestazione a seconda che abbia avuto ad oggetto la conformità della copia all’originale ovvero l’autenticità della scrittura o della sottoscrizione. Nel primo caso, infatti, la circostanza non impedisce al giudice di accertare tale conformità “aliunde”, anche tramite presunzioni, mentre, nel secondo caso, preclude definitivamente l’utilizzabilità del documento, salva la procedura di verificazione” ).

Tenuto conto di quanto innanzi, posto che non vi è stata alcuna contestazione specifica in ordine ai documenti prodotti, ogni eccezione sul punto deve ritenersi superata..

L’attore ha agito in giudizio invocando l’applicazione dell’art. 149 del d.l.g.vo 209/05 il quale espressamente dispone che : “. In caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilita' civile obbligatoria, dal quale siano derivati danni ai veicoli coinvolti o ai loro conducenti, i danneggiati devono rivolgere la richiesta di risarcimento all'impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato. La procedura di risarcimento diretto riguarda i danni al veicolo nonche' i danni alle cose trasportate di proprieta' dell'assicurato o del conducente. Essa si applica anche al danno alla persona subito dal conducente non responsabile se risulta contenuto nel limite previsto dall'articolo 139. La procedura non si applica ai sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all'estero ed al risarcimento del danno subito dal terzo trasportato come disciplinato dall'articolo 141. L'impresa, a seguito della presentazione della richiesta di risarcimento diretto, e' obbligata a provvedere alla liquidazione dei danni per conto dell'impresa di assicurazione del veicolo responsabile, ferma la successiva regolazione dei rapporti fra le imprese medesime. Se il danneggiato dichiara di accettare la somma offerta, l'impresa di assicurazione provvede al pagamento entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione e il danneggiato e' tenuto a rilasciare quietanza liberatoria valida anche nei confronti del responsabile del sinistro e della sua impresa di assicurazione. L'impresa di assicurazione, entro quindici giorni, corrisponde la somma offerta al danneggiato che abbia comunicato di non accettare l'offerta o che non abbia fatto pervenire alcuna risposta. La somma in tale modo corrisposta e' imputata all'eventuale liquidazione definitiva del danno.

In caso di comunicazione dei motivi che impediscono il risarcimento diretto ovvero nel caso di mancata comunicazione di offerta o di diniego di offerta entro i termini previsti dall'articolo 148 o di mancato accordo, il danneggiato puo' proporre l'azione diretta di cui all'articolo 145, comma 2, nei soli confronti della propria impresa di assicurazione. L'impresa di assicurazione del veicolo del responsabile puo' chiedere di intervenire nel giudizio e puo' estromettere l'altra impresa, riconoscendo la responsabilita' del proprio assicurato ferma restando, in ogni caso, la successiva regolazione dei rapporti tra le imprese medesime secondo quanto previsto nell'ambito del sistema di risarcimento diretto.”

Per quanto alle formalità della lettera di costituzione in mora, e all’esercizio dell’azione giudiziaria, l’art. 149 opera un rinvio all’art. 145 del D. Lgs 209/2005 il quale statuisce che “nel caso si applichi la procedura di cui all'articolo 148, l'azione per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, per i quali vi è obbligo di assicurazione, può essere proposta solo dopo che siano decorsi sessanta giorni, ovvero novanta in caso di danno alla persona, decorrenti da quello in cui il danneggiato abbia chiesto all'impresa di assicurazione il risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, anche se inviata per conoscenza, avendo osservato le modalità ed i contenuti previsti all'articolo 148” ed all’art 148 dello stesso D.lgs che al comma 1 dispone che “Per i sinistri con soli danni a cose, la richiesta di risarcimento, presentata secondo le modalità indicate nell'articolo 145, deve essere corredata dalla denuncia secondo il modulo di cui all'articolo 143 e recare l'indicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento e del luogo, dei giorni e delle ore in cui le cose danneggiate sono disponibili per l'ispezione diretta ad accertare l'entità del danno. Entro sessanta giorni dalla ricezione di tale documentazione, l'impresa di assicurazione formula al danneggiato congrua offerta per il risarcimento ovvero comunica specificatamente i motivi per i quali non ritiene di fare offerta. Il termine di sessanta giorni è ridotto a trenta quando il modulo di denuncia sia stato sottoscritto dai conducenti coinvolti nel sinistro; ed al comma 2 prevede che “ L'obbligo di proporre al danneggiato congrua offerta per il risarcimento del danno, ovvero di comunicare i motivi per cui non si ritiene di fare offerta, sussiste anche per i sinistri che abbiano causato lesioni personali o il decesso. La richiesta di risarcimento deve essere presentata dal danneggiato o dagli aventi diritto con le modalità indicate al comma 1. La richiesta deve contenere l'indicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento e la descrizione delle circostanze nelle quali si è verificato il sinistro ed essere accompagnata, ai fini dell'accertamento e della valutazione del danno da parte dell'impresa, dai dati relativi all'età, all'attività del danneggiato, al suo reddito, all'entità delle lesioni subite, da attestazione medica comprovante l'avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti, nonchè dalla dichiarazione ai sensi dell'articolo 142, comma 2, o, in caso di decesso, dallo stato di famiglia della vittima. L'impresa di assicurazione è tenuta a provvedere all'adempimento del predetto obbligo entro novanta giorni dalla ricezione di tale documentazione”.

Tenuto conto di quanto innanzi, ritiene questo magistrato che correttamente il giudizio è stato proposto solo nei confronti della società assicuratrice non essendo prevista, alla luce della nuova normativa, una ipotesi di litisconsorzio necessario con il responsabile civile.

Preso atto, poi, della copia della lettera di costituzione in mora allegata alla produzione di parte attrice , diversamente da quanto sostenuto dal procuratore della SPA assicurazione, va ritenuta la conformità al dettato legislativo perché completa di ogni dettaglio ( alla stessa risulta allegato anche il modello ex art. 143 del dlgvo 209705); della domanda, quindi, contrariamente a quanto sostenuto dal procuratore della spa ASSICURAZIONE va ritenuta la proponibilità .

Vista la trasmissione della costituzione in mora anche alla SPA INA ASSITALIA che garantiva il veicolo antagonista, ed il rispetto dei termini indicati dall’art. 145 del dlgvo 209/05, della domanda va ritenuta la procedibilità.

Deve in effetti precisarsi, per quanto al danno a cose, che l’omesso consenso alla ispezione del veicolo non è sanzionata, diversamente da quanto previsto per le lesioni , dalla sospensione dei termini di cui all’art. 145 del dlgvo sopra richiamato, comportando per la società destinataria della richiesta di risarcimento, solo l’esonero dal dover formulare tempestivamente l’offerta transattiva nel rispetto del dettato di cui all’art. 148 del dlgvo 209/05 .

Per quel che concerne il merito, osserva questo Giudice che, nella decisione della controversia deve attenersi esclusivamente a quanto allegato e provato dalle parti in corso di causa.

Le dichiarazioni rese dal teste BBB LUIGI, anche se figlio della parte attrice, sono idonee, a parere di questo Giudicante a sostenere la pretesa attorea.

Il teste, sotto il vincolo del prestato giuramento ha confermato che : “… era il mese di dicembre del 2009 alle ore 21 circa in san Giuseppe vesuviano alla Via Astalonga , fuori al bar <...> allorquando …. Ho visto una Ford Fiesta di colore scuro che urtava violentemente l’Audi Q5 di mio padre ferma in sosta sul margine sinistro della carreggiata direzione Terzigno. Ho visto che la Ford Fiesta facendo una manovra di retromarcia con il suo lato posteriore destro urtava violentemente l’Audi Q5 al lato posteriore destro. … Rilevai il numero di targa e la compagnia assicurativa della Ford fiesta che era l’<...> ass.ni in copertura regolare … L’urto avvenne con il paraurti posteriore della Ford Fiesta ed il paraurti posteriore della Audi Q5… I danni della Q5 interessarono il paraurti posteriore il fanalino posteriore destro gruppo ottico. La macchina investitrice stava facendo una manovra di parcheggio “

Tenuto conto di quanto sopra, in mancanza, come detto, di prove contrarie, tenuto conto dei danni così come riprodotti nei rilievi fotografici deve ritenersi provato il nesso causale tra l’evento ed i danni e deve ritenersi pienamente superata in favore della parte attrice la presunzione di corresponsabilità nella determinazione del sinistro, così come invece prevista dall’art. 2054 c.c. 2° comma anche alla luce dei criteri di determinazione della responsabilità comunque contenuti nell’allegato “A” del Nuovo codice delle assicurazioni , considerato che il veicolo di parte attrice era in sosta e quello di parte convenuta eseguiva una manovra di retromarcia in fase di parcheggio .

Appare, infatti, certamente violata da parte del conducente del veicolo FORD antagonista, la disposizione di cui all’art. 140 CdS che costituisce il principio informatore della circolazione, il quale dispone che: “Gli utenti della strada devono comportarsi n modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale”; Risulta altresì che il conducente del veicolo di parte convenuta abbia violato le disposizioni di cui all’art. . 141 dello stesso codice il quale dispone che: “ E’ obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che avuto riguardo alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione. Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza , specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”; appare , infine, violata la disposizione dell’art. 154 del codice della strada che impone ai conducenti dei veicoli che intendano eseguire, tra le altre manovre, anche una manovra di retromarcia, di assicurarsi di poterla compiere in condizioni di sicurezza.

Per quanto sopra, deve ritenersi sussistente in capo alla Sp.A. ASSICURAZIONE, l’obbligo del risarcimento in favore del proprio assicurato .

Per quel che concerne il quantum , tenuto conto della documentazione esibita (la relazione di parte 1.904,68 escluso IVA e le fotografie), tenuto conto dell’anno di immatricolazione del veicolo danneggiato (2009); Considerato che, il preventivo e la relazione di parte non hanno piena valenza probatoria, come ritenuto dal Tribunale di Salerno nella sentenza del 02/01/2008 n. 3 , con la quale questo magistrato concorda nella quale si legge: “In tema di risarcimento dei danni subiti da un veicolo in seguito a sinistro stradale, il preventivo di riparazione non seguito da una fattura, in difetto di ulteriori elementi di prova di cui costituisca riscontro, è un documento che non può rivestire alcuna valenza probatoria, in quanto trattasi pur sempre di un atto di parte formatosi senza contraddittorio e non confermato dal compilatore. Quanto affermato vale a maggior ragione nell'ipotesi in cui non venga fornita la prova che i prezzi indicati siano conformi a quelli di listino e non venga indicato il costo unitario della manodopera e le ore necessarie per il ripristino del veicolo, venendo meno così la possibilità di ogni verifica sulla congruità”; Tenuto conto della pronuncia della Corte di Cassazione Sezione 3 civile del 18.04.2005, n. 8004 nella quale si legge che “Qualora sia provata, o non contestata, l'esistenza del danno, il giudice può far ricorso alla valutazione equitativa non solo quando è impossibile stimare con precisione l'entità' dello stesso, ma anche quando, in relazione alla peculiarità del caso concreto, la precisa determinazione di esso sia difficoltosa. Nell'operare la valutazione equitativa egli non è, poi, tenuto a fornire una dimostrazione minuziosa e particolareggiata della corrispondenza tra ciascuno degli elementi esaminati e l'ammontare del danno liquidato, essendo sufficiente che il suo accertamento sia scaturito da un esame della situazione processuale globalmente considerata”. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto congruamente motivata la sentenza di merito che aveva ritenuto sufficiente, ai fini della prova sull'ammontare del danno subito dal proprietario di un veicolo coinvolto in un sinistro stradale, la produzione del solo preventivo descrivente le riparazioni necessarie , in ragione dell'esiguità dei danni stessi e per non gravare le parti di ulteriori spese peritali); Considerato, ancora, che il Giudice deve decidere solo “iuxta alligata et probata” , per cui deve tener conto della descrizione dei danni operata dal teste; Tenuto conto dei prezzi notoriamente correnti sul mercato per la riparazione di veicoli similari e, considerata la marca della vettura danneggiata; ritenendo di poter condividere l’indicazione dei particolari danneggiati ma non il costo dei pezzi indicati come da sostituire e le ore di manodopera, siccome eccessivi e non giustificati; al fine di non gravare le parti di un ulteriore costo delle spese di CTU, questo Giudice, ritiene giusto procedere ad una valutazione equitativa ex art. 1226 c.c. e, di quantificare l’ammontare del danno in euro 1.400,00 all’attualità.

Sulla somma complessivamente riconosciuta andranno calcolati gli interessi, che giusta pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Sent. n. 1712/95, nella quale si legge che l’orientamento giurisprudenziale di conteggiare sulla somma rivalutata gli interessi a far tempo dal dì dell’evento finisce con il produrre una iniqua locupletazione in favore del danneggiato il quale ha diritto agli interessi quale compensazione per la mancata disponibilità del controvalore in danaro del bene oggetto della lesione - controvalore che all’inizio è rappresentato dalla sorta capitale via via rivalutantesi), vanno calcolati non sulla somma liquidata all’attualità, bensì sulle somme esprimenti il danno al momento del sinistro, nonché sulle somme relative ai periodi intermedi tra la data dell’evento dannoso ed il momento della decisione, rivalutate in base agli indici medi.

Gli interessi, pertanto, vanno calcolati sulla minor somma corrispondente a quella liquidata all’attualità (ottenuta dividendo detta somma per il coefficiente ISTAT relativo alla data del fatto), via via annualmente rivalutata sulla base degli indici ISTAT dalla data del fatto a quella della presente sentenza, con esclusione degli interessi sugli interessi.

Dalla data di pubblicazione della sentenza sulla somma così come liquidata all’attualità, devono aggiungersi gli interessi legali sino al soddisfo.

Tenuto conto della intervenuta abolizione delle tariffe professionali; posto che, ai sensi dell’art. 91 c.p.c. il giudice, salvo ricorrano motivi di compensazione. è tenuto a liquidare e porre a carico della parte soccombente le spese della lite sostenute dalla parte vittoriosa; considerato che una quota non trascurabile di esse è costituito dal compenso dell’opera del difensore, il quale è prestatore d’opera intellettuale ed in quanto tale, sottoposto alla previsione dell’art. 36 della Costituzione; tenuto conto del fatto che, sin quando sono state vigenti, le tariffe professionali forensi erano redatte avuto riguardo a tale norma costituzionale; ritenuto che la loro soppressione non elimina né inficia, in mancanza di altri parametri, la possibilità di utilizzarle ai fini di una valutazione equitativa, questo Giudice osservato il criterio di cui innanzi e, quindi, rifacendosi alle tariffe forensi, liquida le spese di giudizio equitativamente, come da dispositivo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da BBB Sss contro la s.p.a ASSICURAZIONE ASS.NI così provvede:

- Accoglie parzialmente la domanda; ritenuta la sussistenza dei requisiti di cui all’art. 149 del dlgvo 209/05, condanna la S.p.A ASSICURAZIONE in persona del legale rapp.te, quale società che garantiva il veicolo della parte attrice, al pagamento di euro 1.400,00 all’attualità, oltre interessi da calcolarsi come in motivazione, in favore di BBB Sss .

- Condanna la società assicuratrice convenuta , al pagamento delle spese del giudizio che, per quanto detto sopra , liquida in complessivi € 1.360,00, di cui € 110,00 per spese; € 630,00 per diritti ed € 620,00 per onorari, oltre IVA e CPA nonchè rimborso forfettario ex art. 15 L.P. che vanno attribuite all’avv. SSS ex art. 93 c.p.c. ;

- Così deciso in Ottaviano il 2/3/012 .

IL GIUDICE DI PACE

DOTT. MARIA CUOMO

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