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Frode informatica su conto corrente: responsabilità della banca (A. Ventimiglia).

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Conto corrente bancario online: la Banca deve adottare tutte le misure di sicurezza, tecnicamente idonee e conosciute in base al progresso tecnico, al fine di evitare prelievi fraudolenti di somme dal conto corrente (Giudice di Pace di Ottaviano - Sentenza 30.09.2011).

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL GIUDICE DI PACE DI OTTAVIANO

nella persona della dott.ssa. Assunta Ventimiglia ha pronunciato la seguente

Sentenza

nella causa civile, iscritta al n° 3219 del Ruolo Generale degli affari civili dell’anno 2010, riservata a sentenza all’udienza del 30.09.2011, avente ad oggetto rimborso somme

Tra

Aaa Vvv, nato il 00.00.000 a San Giuseppe Vesuviano ed ivi residente alla Via Ccc, 4 ( C.F. AAA VCN 00A00 H931O), elettivamente domiciliato in San Giuseppe Vesuviano alla Via Fff, 31 nello studio dell’Avv. Rrr Bbb, che lo rappresenta e difende in virtù di mandato a margine dell’atto di citazione;

Attore

E

Banca S.p.A., in persona del suo legale rappresentante p.t., con sede in Ppp alla Via Uuu, 1 rappresentata e difesa, in virtù di procura in calce alla copia notificata dell’atto di citazione, dall’Avv. Fff Ttt ed elettivamente domiciliata in Nola alla Via Ooo Nnn, xxx nello studio dell’Avv. Lll Fff;

Convenuta

Conclusioni

Come da verbale di udienza del 30.09.2011.

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Preliminarmente rileva osservare che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo, in puntuale applicazione della norma dettata dall’art. 132 c.p.c., come novellato dall’art. 45, comma 17, della legge numero 69 del 18.06.2009, entrata in vigore il 04.07.2009, con applicazione immediata anche ai giudizi pendenti in primo grado, ai sensi dell’art. 58, comma 2, della citata legge.

Passando ad esaminare le ragioni di diritto della decisione rileva osservare che sono da ritenere sussistenti la rispettiva legittimatio ad causam delle parti, nonché la loro rispettiva titolarità del rapporto sostanziale dedotto in giudizio, provate dalla documentazione ritualmente prodotta.

Nel merito la domanda è fondata e, pertanto, merita accoglimento.

Dalla documentazione prodotta, risulta che l’istante era titolare del conto corrente bancario n. yyyyyy, abilitato on - line ed intrattenuto presso la filiale di San Giuseppe Vesuviano della Banca S.p.A.. Risulta, altresì, che il 27 e 29 aprile del 2009 dal predetto conto erano stati eseguiti tre bonifici, rispettivamente di € 2.130,00, 2.865,00 e 3.340,00.

Tali operazioni non furono mai autorizzate dall’istante, il quale, in data 06.05.2009, presentava denuncia al Commissariato di P.S. di San Giuseppe Vesuviano, provvedendo ad informare anche la predetta filiale, che, però, riusciva a bloccare solo il bonifico di € 3.340,00.

La Suprema Corte ha enunciato il principio, condiviso da questo giudice, secondo il quale .

Nel caso di specie l’attore ha provato l’esistenza del rapporto obbligatorio in forza del quale agisce ed allegato l’inadempimento della Società convenuta, dal canto suo l’Istituto di credito nulla ha dedotto, eccepito o provato.

Sul punto rileva osservare che in data 31.08.2009, sempre presso la medesima filiale, per un altro conto corrente e precisamente il n. yyyyyyy, intestato alla Sss Fff S.r.l., di cui l’attore è il legale rappresentante, veniva bloccato dal Direttore della filiale, messo in allarme dalla precedente denuncia del 06.05.2009, un tentativo di prelevamento sempre a mezzo bonifico bancario di € 6.750,31. Anche per tale evento veniva presentata denuncia alla P.S. di San Giuseppe Vesuviano.

Quest’ultimo episodio dimostra che se la Banca avesse monitorato anche prima il collegamento on–line con un sistema di sicurezza, avrebbe potuto evitare la sottrazione fraudolenta delle somme.

Nel caso in esame trova applicazione l’art. 15 del D. Lgs. n. 196/2003 ( Legge sulla Privacy), il quale statuisce che .

Inoltre, l’art. 31 del citato decreto impone che i dati personali oggetto di trattamento siano custoditi e controllati, anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al minimo, mediante l’adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta.

In applicazione dei predetti principi la Banca avrebbe dovuto adottare tutte le misure di sicurezza, tecnicamente idonee e conosciute in base al progresso tecnico, al fine di evitare prelievi fraudolenti ( cd. phishing), così come verificatosi in capo all’attore.

Nel caso in esame, alcuna prova è stata fornita dall’istituto di credito.

Pertanto, la domanda formulata dall’attore deve essere accolta con la condanna della Banca S.p.A. al pagamento della somma di € 4.995,00.

Sulla somma liquidata all’attualità sono dovuti gli interessi, al tasso legale, dalla domanda all’effettivo soddisfo.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Aaa Vvv nei confronti della Banca S.p.A., ogni altra domanda ed eccezione disattese, così provvede:

1) accertata la responsabilità esclusiva della Banca S.p.A., condanna la stessa, in persona del suo legale rappresentante p.t., al pagamento, in favore di Aaa Vvv, della somma di € 4.995,00, oltre interessi, al tasso legale, dalla domanda al soddisfo;

2) condanna la Banca S.p.A., in persona del suo legale rappresentante p.t., al pagamento delle spese processuali che liquida in complessivi € 1.900,00, di cui € 100,00 per spese, € 1.000,00 per diritti ed € 800,00 per onorario oltre rimborso spese generali, IVA e CPA, con attribuzione, ex art. 93 c.p.c., all’Avv. Rrr Bbb.

Così deciso in Ottaviano, il 30.09.2011

Il Giudice di Pace

Avv. Assunta Ventimiglia

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