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Tasso di interessi usurario: nulla è dovuto alla banca (M.Cuomo)

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Se è vero che le parti possono pattuire un tasso d'interesse superiore o inferiore a quello legale, resta il limite imposto dall'art. 644 c.p. per il quale il delitto di usura si intende consumato allorquando venga pattuito un tasso di interesse superiore al cd. tasso soglia vigente ed il limite imposto dall'art. 1815 c.c. per il quale devono considerarsi nulle le clausole con cui si preveda un tasso usurario statuendo che, in tal caso, nulla è dovuto dal debitore al creditore a titolo di interessi. Quand'anche , quindi, la percentuale dei tassi di interesse fosse stata approvata per iscritto, non può che ritenersi la illegittimità della clausola contrattuale con la quale fosse stato l'assenso all'applicazione di interessi in misura superiore alla soglia ritenuta legale (Giudice di Pace di Nola -  ex Ottaviano - Sentenza del 21.02.2016).


UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI NOLA

ex UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI OTTAVIANO

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace dott.ssa MARIA CUOMO, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nella causa iscritta al n. 1149/13 RGNR assegnata a sentenza il 26/1/16

promossa da

Donatella III (c.f. <…>), nata ad <…> (Na) il <…> ed ivi residente alla via <…>, rappresentata e difesa, per procura al margine dell'atto di oposizione a decreto ingiuntivo, anche in via disgiunta dall’avv. LLL PPP (c.f. <…> — indirizzo di posta elettronica certificata <…>@avvocatinapoli.legalmail.it) e dall’avv. AAA MMM (c.f. <…> - indirizzo di posta elettronica: <…>@avvocatinapoli.legalmail.it), elettivamente domiciliati presso l’avv. AAA MMM in <…>, alla <…> (attore opponente)

CONTRO

La Banca XXX YYY società cooperativa, in persona del Direttore Generale con sede in <…> alla Via <…>, Codice fiscale: <…>, Partita I.V.A.: <…>, REA: <…>, rappresentata e difesa, sia congiuntamente che disgiuntamente, dagli avv.ti AAA RRR (Codice fiscale: <…>) ed EEE RRR (Codice fiscale: <…>) - fax: <…> posta elettronica certificata: studio@pec. <…>.com - ed elettivamente domiciliata presso il loro studio legale in <…> alla Via <…>, giusta procura a margine della comparsa di costituzione - (convenuta opposta)

OGGETTO: Opposizione a decreto ingiuntivo

CONCLUSIONI: Come da verbale

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Preliminarmente si osserva che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo, in ossequio al nuovo art. 132 c.p.c. come novellato ex lege 69/09, entrata in vigore il 4/7/09.

Il giudizio trae origine dal ricorso per ingiunzione proposto dalla Banca XXX YYY nei confronti di III Donatella per il pagamento dell'importo di Euro 3.104,00 a titolo di saldo passivo del conto corrente n. <…> aperto in data <…>.

Emesso il decreto n. 261/12 , l' odierna attrice ha proposto opposizione ex art. 645 c.p.c. eccependo:

a) l'usura bancaria per essere stati addebitati sul conto interessi ad un tasso superiore rispetto alla soglia di legge e comunque interessi in misura non convenuta tra le parti;

b) l'illegittimo addebito di commissioni di massimo scoperto , spese di operazione; spese di gestione e spese di tenuta conto, mai convenute e pattuite;

c) l'illegittima antergazione dei giorni di valuta favorevoli alla banca e la illegittima postergazione dei giorni di valuta favorevoli al correntista ;

d) la illegittima sottoposizione di trimestrale capitalizzazione delle competenze a debito della parte correntista ;

Ha, quindi, concluso, ritenendo di non aver nulla da corrispondere, richiedendo , solo in via subordinata, ed in caso di mancato accoglimento della opposizione, la concessione di una dilazione dl pagamento in trentasei rate mensili. Vittoria delle competenze di lite.

L'opposta si è ritualmente costituita, evidenziando come gli accordi contrattuali consentissero l'applicazione degli interessi nella misura applicata e come l'Istituto avesse applicato solo le commissioni nella misura di cui al contratto. Ha, quindi, insistito per il rigetto della opposizione; per la concessone della provvisoria esecuzione del decreto ed in ogni caso per la conferma del decreto, con vittoria delle spese di lite.

In via subordinata, ha richiesto la condanna della opponente al pagamento di quella eventuale diversa somma ritenuta di giustizia.

Ai fini della decisione deve dirsi che l’art. 645 c.p.c., disciplinante l’opposizione a D.I., stabilisce che , con la stessa si dà vita ad un giudizio a cognizione ordinaria, che pone le parti (opposto ed opponente) , nella stessa posizione sostanziale che esse avrebbero avuto se il decreto non fosse stato emesso (Cass. 4/5/94 n. 4286).

Nel decidere sull’opposizione il Giudice non deve accertare se l’ingiunzione sia stata emessa legittimamente, cioè in termini conformi ai presupposti di ammissibilità della procedura speciale ma deve verificare il fondamento della pretesa fatta valere con il ricorso per ingiunzione ( Cass. 12/5/03 n. 7188, Cass. 12/8/04 n. 15702).

Da ciò consegue che, se la pretesa su cui si fonda il credito azionato risulta fondata, la domanda va accolta indipendentemente dalla validità, sufficienza e regolarità degli elementi probatori sulla scorta dei quali sia stata emessa l’ingiunzione ( Cass. 22/2702 n. 2573; Cass. 12/1/06 n. 419). Restano, quindi, irrilevanti, ai fini dell’accertamento di cui innanzi, gli eventuali vizi della procedura monitoria che non involgono l’inesistenza del diritto azionato con detta procedura, vizi che , per converso, possono invece espletare rilevanza ai fini del regolamento sulle spese della fase monitoria (Cass. Civ. 5/9/87 n. 7224; Cass. 12/1/06 n. 419).

Il giudice investito dell’opposizione, quindi, è inderogabilmente tenuto ad una pronuncia di merito , non potendosi limitare a dichiarare la nullità del decreto stesso (Cass. 4/12/97 n. 12311; Cass. 12/5703 n. 7188; Cass. 17/10/97 n. 10169) , perché la conferma o meno del decreto ingiuntivo è collegata non tanto ad un giudizio di legalità e di controllo , riferito esclusivamente al momento della sua emanazione, quanto ad un giudizio di piena cognizione in ordine alla esistenza ed alla validità del credito posto a base della domanda di ingiunzione (Cass. 17/6/99 n. 5984; Cass. 26/10/00 n. 14126).

Con riferimento al caso che ci occupa, innanzitutto, deve ritenersi l'ammissibilità e tempestività della opposizione.

Quindi, va affermata la corretta instaurazione del contraddittorio tra i soggetti titolari del diritto ad agire e a resistere nel presente procedimento.

All'esito della consulenza tecnica d'ufficio e dei chiarimenti resi dal CTU, tenuto conto degli atti del procedimento, la domanda proposta dalla III deve essere accolta.

La vertenza attiene, come detto, ad un conto corrente , che però è ordinario, con riferimento al quale, siccome la sig.ra III Donatella ha emesso un assegno n°<…> di € 1500,00, protestato per difetto di provvista, la Banca ha girocontato l'esposizione a sofferenza.

Alcuna delle parti ha prodotto il contratto originale; tuttavia, dall'esame della documentazione, si evince, diversamente da quanto asserito nell'atto di opposizione, che la correntista ha sottoscritto, nella parte intitolata "Condizioni e norme che regolano il conto corrente" la dichiarazione di aver ricevuto il foglio informativo nel quale certamente vi erano riportate la indicazione del tasso creditore; del tasso debitore; del tipo di capitalizzazione; delle spese di tenuta conto per ogni scrittura; delle spese forfettarie annue e, comunque , tutte le informazioni attinenti al rapporto contrattuale.

Per quanto innanzi , le doglianze sollevate sul punto dalla III , appaiono infondate.

Con specifico riferimento alla asserita nullità contrattuale per mancata sottoscrizione del contratto da parte della Banca, va detto che il contratto di cui si discute è a formazione progressiva ; in conformità dell'art. 117 del dlgs 1/9/93 n. 385 (TUB) in materia di servizi bancari; dell'art. 23 del dlgs 24/2/1998 n. 58 (TUF) , se è vero che i contratti vengono redatti per iscritto, la prassi e gli usi prevedono che, prima della conclusione, al cliente viene consegnata l'informativa pre-contrattuale che, esaminata, viene restituita ovvero trasmessa alla Banca previa sottoscrizione del cliente .

Conseguentemente, è verosimile come, anche nel caso di specie , la copia trattenuta dal cliente III della informativa stessa , non rechi la sottoscrizione del direttore della Banca ovvero dell'addetto, ma ciò non può condurre alla esclusione di validità del contratto , in ragione dell'avvenuto perfezionamento dello stesso nel rispetto delle regole di legge .

Passando, quindi, all'esame dell'eccezione di usurarietà dei tassi, deve effettivamente ritenersi, alla luce della espletata CTU, che quelli applicati al contratto della III fossero più alti dei limite soglia.

Se è vero che le parti possono pattuire un tasso d'interesse superiore o inferiore a quello legale, resta il limite imposto dall'art. 644 c.p. per il quale il delitto di usura si intende consumato allorquando venga pattuito un tasso di interesse superiore al cd. tasso soglia vigente ed il limite imposto dall'art. 1815 c.c. per il quale devono considerarsi nulle le clausole con cui si preveda un tasso usurario statuendo che, in tal caso, nulla è dovuto dal debitore al creditore a titolo di interessi .

Quand'anche, quindi, la percentuale dei tassi di interesse fosse stata approvata per iscritto dalla correntista, non può che ritenersi la illegittimità della clausola contrattuale con la quale fosse stato l'assenso all'applicazione di interessi in misura superiore alla soglia ritenuta legale.

Preso, quindi, atto dei calcoli elaborati dal consulente, riscontrata l'applicazione di un tasso di interessi usurario ovvero oltre soglia, in accoglimento della domanda proposta dalla III, ritiene questo giudice che, nulla debba essere riconosciuto alla banca e che, quindi, il decreto ingiuntivo debba essere revocato.

Le spese di lite seguono la soccombenza e vanno liquidate come da dispositivo, tenuto conto dei parametri fissati dal DM 55/14 , con attribuzione al procuratore che ne ha fatto richiesta.

P.Q.M.

Il Giudice di pace definitivamente pronunciando sulla domanda di opposizione a D.I. proposta da III DONATELLA contro la BANCA XXX YYY così provvede:

1) Accoglie l'opposizione ;

2) Revoca il decreto ingiuntivo n. 261/12 reso dal Giudice di Pace di Ottaviano in data 5/12/12 ;

3) Condanna l'opposta al pagamento in favore della parte opponente delle competenze di lite che si liquidano in euro 1.706,50 oltre al rimborso forfettario nella percentuale del 15%, CPA ed IVA con attribuzione al difensore ex art. 93 c.p.c.

4) Condanna l'opposta al rimborso delle spese di CTU nella misura di cui ai decreti di liquidazione in atti. Così deciso in Nola il 21/2/16

IL GIUDICE DI PACE

DOTT.SSA MARIA CUOMO

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