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Collegamento negoziale tra contratto di finanziamento e contratto di fornitura (A.Ventimiglia)

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All'attrice veniva proposta la sottoscrizione di un contratto avente ad oggetto la frequentazione di un corso di informatica, finalizzato al conseguimento della patente europea, comprensivo della concessione di un computer in comodato, della gratuita utilizzazione di alcuni programmi e della presenza, presso la propria abitazione, di un tutor, il cui corrispettivo sarebbe stato corrisposto mediante accensione di un finanziamento ad hoc. L'attrice lamenta l'inesatta esecuzione della prestazione, in quanto pur avendo ricevuto il personal computer ed alcuni cd-rom, il docente, che, come pattuito, avrebbe dovuto svolgere le lezioni ed all'esito rilasciare la patente europea, non si era mai recato presso la sua abitazione. Chiede, contestualmente, la risoluzione del contratto di finanziamento, non avendo potuto fruire dei servizi pattuiti e conseguire il risultato promesso. Con la sentenza in esame, il Giudice di Pace ritiene che il collegamento negoziale tra una pluralità di  contratti diretti  a far perseguire alla  parte un risultato economico complesso, comporta che le vicende che investono un contratto possano ripercuotersi sull'altro (Giudice di Pace di Ottaviano - sentenza del 18/12/2013).


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL GIUDICE DI PACE DI OTTAVIANO

in persona della dr.ssa Assunta Ventimiglia a pronunciato la seguente

Sentenza

nella causa civile, iscritta al n° 3384 del Ruolo Generale degli affari civili dell'anno 2012, riservata a sentenza all'udienza del 18.12.2013, avente ad oggetto: risoluzione per inadempimento

Tra

MMM Ddd, nata il <…> e residente in San Giuseppe Vesuviano - <…> ( C.F. MMM DDD 00E00 Z000Z), elettivamente domiciliata in <…> alla Via <…>, 180 nello studio dell'Avv. Mmm Sss e del p. Avv. Sss Fff, che hanno dichiarato di voler ricevere le comunicazioni al seguente numero di fax 081/000000, che la rappresentano e difendono in virtù di procura a margine dell'atto di citazione;

Attrice

E la

S.r.l. RRR NNN, in persona del suo legale rappresentante p.t., con sede in Napoli alla Via <…>Santa Maria di Costantinopoli, 33;

Convenuta Contumace

Nonché la

S.r.l. CCC ( già CCC Finanziaria S.p.A.), in persona del suo legale rappresentante p.t., con sede in <…> alla Via dei <…> ( P. IVA 00000000), rappresentata e difesa, in virtù di procura alle liti per Notar <…> del <…>, distinta nel Repertorio dal n. <…>, Raccolta n. <…>, dall'Avv. Aaa Rrr, che ha dichiarato di voler ricevere le comunicazioni al seguente numero di fax 06/00000 o al seguente indirizzo PEC: ssss.legale.rrrrlgalmail.it, ed elettivamente domiciliata in Napoli alla Via <…> nello studio dell'Avv. Mmm Mmm;

Convenuta

Ed, altresì, la

S.p.A. TTT Finanza, incorporata in Banca III S.p.A., con sede in <…> alla Via <…>, in persona del suo legale rappresentante p.t. (C.F. e iscrizione al Registro delle Imprese di <…> n. <…>; p. IVA <…>), rappresentata e difesa, in virtù di procura in calce alla comparsa di costituzione e risposta, dall'Avv. Nnn Ppp ed elettivamente domiciliata presso lo studio dell'Avv. Vvv Aaa presso lo studio legale Avv. <…> , in <…> alla Via <…>;

Convenuta

Conclusioni

Come da verbale di udienza del 18.12.2013.

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Preliminarmente si osserva che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo in ossequio al nuovo art. 132 c.p.c. come novellato ex lege n. 69/09, entrata in vigore il 04.07.2009, tenuto conto dell'art. 58 della stessa legge 69/09 che ha espressamente previsto l'immediata applicazione del nuovo art. 132 c.p.c. anche ai procedimenti pendenti in primo grado.

Passando ad esaminare le ragioni di diritto della decisione rileva osservare che va dichiara la contumacia della S.r.l. RRRNNN, che, ritualmente citata, non si è costituita in giudizio.

Rileva, altresì, osservare che sussistendone i presupposti di legge, la domanda, nelle sue varie articolazioni, deve decidersi secondo diritto, ai sensi dell'articolo 113, 110 comma, c.p.c., come modificato dalla Legge numero 63 del 7 aprile 2003.

Rileva, inoltre, osservare che sono da ritenersi sussistenti la rispettiva legittimatio ad causam delle parti, nonché la loro rispettiva titolarità del rapporto sostanziale dedotto in giudizio, provate dalla documentazione ritualmente prodotta.

Per un più agevole approccio al thema decidendum rileva osservare che MMM Ddd deduceva che il 26.07.2004 si presentava presso la propria abitazione un addetto alle vendite per conto della S.r.l. RRRNNN, Società di consulenza informatica, il quale promuoveva la sottoscrizione di un corso di informatica, completo in autoistruzione <...>, finalizzato al conferimento della patente europea.

L'istante affermava che, secondo le indicazioni del promoter, pagando € 2.500,00 in contanti oppure mediante finanziamento, lei o un suo familiare, avrebbe comodamente seguito il corso di informatica direttamente presso la propria abitazione, il tutto con un personal computer in comodato e alcuni programmi in dotazione e conseguito la Patente Europea del Computer.

MM Ddd, dal momento che la figlia AAA FFF aveva necessità di acquisire la Patente Europea del Computer, manifestava la propria disponibilità alla sottoscrizione del contratto.

L'attrice, affermava, ancora, che, non potendo per ragioni economiche pagare il corso in contanti, accettava la possibilità offerta dall'agente della S.r.l. RRRNNN di richiedere alla Cccp Finanziaria S.p.A. - CCC un finanziamento e così sottoscriveva anche un contratto di finanziamento per l'intero importo di € 2.500,00, da pagare in 30 rate da € 98,00 ciascuna.

MMM Ddd affermava di aver ricevuto dalla S.p.A. Ccc Finanziaria - CCC, n. 30 bollettini per il pagamento del finanziamento concesso e richiesto, oltre ad una comunicazione dove veniva evidenziato che l'assegno di € 2.500,00 era stato già consegnato alla RRRNNN per lo svolgimento del corso di informatica.

L'attrice, inoltre, dichiarava che la menzionata Società inviava presso l'abitazione un personal computer ed alcuni cd-rom di programmi informatici, ma il docente, che come pattuito doveva svolgere le lezioni e all'esito rilasciare la patente europea, non si era mai recato presso l'abitazione e, pertanto, nessuna lezione era stata impartita alla figlia e nessuna patente europea era stata attribuita alla stessa.

Tanto premesso, l'istante conveniva in giudizio la S.r.l. RRRNNN, la S.p.A. CCC Finanziaria - CCC e la S.p.A. TTT Finanza S.p.A. al fine di sentir accogliere le seguenti conclusioni: 1) accertato e dichiarato, in base a quanto evidenziato nella premessa di fatto, il grave inadempimento della Società RRRNNN in relazione al contratto di formazione informatica concluso con l'attrice in data 26.07.2004, dichiarare la risoluzione del medesimo contratto, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1453 c.c.; 2) per l'effetto condannare la R.F.J NNN al risarcimento in favore dell'attrice del danno patrimoniale e non patrimoniale e di ogni altro danno patito e patendo in conseguenza dell'inadempimento contrattuale, da liquidarsi secondo equità ......3) per l'effetto accertare e dichiarare, stante la risoluzione per inadempimento del contratto di formazione informatica concluso in data 26.07.2004, che nulla è dovuto dall'attrice MMM Ddd né alla S.p.A. CCC Finanziaria né alla TTT Finanza S.p.A. in dipendenza del suindicato contratto (testuale nell'atto di citazione).

Si costituiva in giudizio la S.r.l. CCC in liquidazione che, in via preliminare, chiedeva l'estromissione dal giudizio in considerazione dell'intervenuta cessione del credito alla S.p.A. TTT Finanza, nel merito chiedeva il rigetto delle domande in quanto infondate, in fatto e in diritto.

Si costituiva in giudizio la S.p.A. Banca III, Società incorporante per fusione di TTT Finanza S.p.A., che chiedeva il rigetto delle domande formulate dall'attrice, inoltre, in accoglimento della spiegata domanda riconvenzionale, chiedeva la condanna della MMM Ddd al pagamento della complessiva somma di € 2.924,00, oltre interessi dalla domanda al soddisfo.

Nel merito, la domanda formulata da MMM Ddd, è fondata e, pertanto, va accolta per quanto di ragione.

Dall'esame della documentazione ritualmente prodotta si evince che MMM Ddd ha concluso un contratto con la RRRNNN relativo ad un corso di informatica, completo in autoistruzioni <...> 4.0. e di docenze assistite, finalizzato al conferimento della patente europea, è emerso, altresì, che sottoscriveva anche un contratto di finanziamento finalizzato con la S.p.A. CCC Finanziaria - CCC per l'importo di €2.500,00.

Dagli atti è emerso, altresì, che il motivo della risoluzione del contratto chiesta dall'attrice risiede nell'addebito che la stessa ha configurato a carico della Società RRRNNN e che consiste nel mancato avvio del corso di informatica.

A questo punto si pone il problema della ripartizione dell'onere della prova, subito osservandosi sul punto che al cospetto dell'addebito di cui si è detto faceva carico alla Società RRR di offrire la prova del suo esatto adempimento in aderenza al principio enunciato dalla Suprema Corte, condiviso da questo giudice, secondo il quale «in tema di onere di prova dell'inadempimento di una obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l'inadempimento deve soltanto provare la fonte ( negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell'inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dall'onere della prova del fatto estintivo dell'altrui pretesa, costituito dall'avvenuto adempimento .....Anche nel caso in cui sia dedotto non l'inadempimento dell'obbligazione, ma il suo inesatto adempimento, al creditore sarà sufficiente la mera allegazione dell'inesattezza dell'inadempimento, gravando ancora una volta sul debitore l'onere di dimostrare l'avvenuto esatto adempimento» (Cass. SS.UU. 30.10.2001, n. 13533).

Ne consegue, pertanto, la fondatezza della domanda di risoluzione.

Quanto, poi, al contratto di finanziamento concluso tra l'attrice e la S.p.A. CCC Finanziaria - CCC rileva osservare che tale contratto può, a parere del giudicante, essere qualificato come contratto di mutuo di scopo.

Il mutuo di scopo è caratterizzato dalla consegna di somme di denaro o altre cose fungibili allo scopo esclusivo di raggiungere una determinata finalità espressamente inserita nel sinallagma contrattuale (Cass. 11.02.2011, n. 3392).

Nel caso in esame, come si desume dagli atti prodotti e come affermato dalla stessa CCC, la somma di € 2.500,00 era stata versata direttamente alla RRR NNN per il corso di informatica.

Occorre, a questo punto, verificare se si ravvisa un collegamento tra il contratto concluso da MMM Ddd con la RRRNNN ed il contratto di finanziamento concluso dalla stessa MMM con la S.p.A CCC Finanziaria - CCC.

Il collegamento negoziale è un meccanismo attraverso il quale le parti perseguono un risultato economico complesso, che viene realizzato, non attraverso un autonomo contratto, ma attraverso una pluralità coordinata di contratti, i quali conservano una loro autonomia, anche se ciascuno è concepito, funzionalmente e teleologicamente, come collegato con gli altri, cosicché le vicende che investono un contratto possono ripercuotersi sull'altro (Cass. 05.06.2007, n. 13164).

Nel caso in esame è configurabile un collegamento negoziale tra i due contratti in quanto funzionalmente connessi e tra loro interdipendenti, al fine di consentire il raggiungimento dello scopo voluto da parte attrice.

Come già detto il contratto di finanziamento si atteggia come mutuo di scopo e come affermato da parte attrice e non contestato dai convenuti, la somma di € 2.500,00 era stata versata direttamente alla RRRNNN.

La Corte di Cassazione ha enunciato il principio, condiviso da questo giudice, secondo il quale, nell'ipotesi di contratto di mutuo, in cui è previsto lo scopo del reimpiego della somma mutuata per l'acquisto di un bene o servizio, sussiste il collegamento negoziale tra i contratti ( di compravendita e mutuo), per cui il mutuatario è obbligato all'utilizzazione della somma mutuata per il previsto acquisto ( Cass. 16.02.2010, n. 3589).

La Suprema Corte, ha, altresì, affermato che della somma versata beneficia il venditore, in questo caso la RRRNNN, con la conseguenza che la risoluzione del contratto di vendita, che importa il venir meno dello stesso scopo del contratto di mutuo, legittima il mutuante a richiedere la restituzione della somma mutuata, non al mutuatario, ma direttamente ed esclusivamente al venditore ( Cass. 19.05.2003, n. 7773; Cass. 23.04.2001, n. 5966; Cass. 21.07.1998, n. 7116; Cass. 20.01.1994, n. 474).

In aderenza all'enunciato principio non può trovare accoglimento la domanda riconvenzionale formulata dalla S.p.A. Banca III nei confronti della MMM.

Per quanto esposto, considerato il collegamento negoziale tra il contratto con la RRRNNN ed il contratto di finanziamento, la risoluzione del primo contratto comporta che nulla è dovuto da MMM Ddd sia alla S.p.A. CCC Finanziaria - CCC in liquidazione, che a suo tempo finanziò il corso informatico, sia nei confronti della cessionaria del credito la S.p.A. TTT Finanza che da ultimo verso la Banca III S.p.A., società incorporante per fusione di TTT Finanza S.p.A.

Solo per completezza di disamina rileva osservare che agli atti non risulta depositata la comunicazione della intervenuta cessione del credito ai debitori ceduti ( cfr. art. 6 della lettera di cessione del credito).

La Banca III S.p.A., incorporante per fusione di TTT Finanza S.p,A. invoca l'applicazione dell'art. 9.4 delle condizioni generali del contratto di finanziamento che nell'ultima parte prevede « .........l'eventuale inadempimento del Venditore del bene o del Fornitore del servizio non potrà riflettersi sulla validità e sull'esecuzione del contratto ». Tale clausola deve ritenersi inefficace non essendo stata oggetto di specifica approvazione da parte dell'attrice.

Quanto alla richiesta formulata dall'attrice di risarcimento dei danni patrimoniali rileva osservare che nulla è dovuto in quanto i lamentati danni non sono stati provati.

Non merita, altresì, accoglimento la domanda tendente al risarcimento dei danni non patrimoniali.

Sul punto rileva osservare che questo giudice, aderendo al principio enunciato dalla Suprema Corte a Sezioni Unite, con la sentenza n. 26972 dell' 11.11.2008, ritiene che la rilettura costituzionalmente orientata dell'art. 2059 c.c., come norma deputata alla tutela risarcitoria del danno non patrimoniale, riporta il sistema della responsabilità aquiliana nell'ambito della bipolarità prevista dal codice civile tra danno patrimoniale e danno non patrimoniale. Sotto tale aspetto, il risarcimento del danno patrimoniale da fatto illecito è connotato da aticipità, postulando l'ingiustizia del danno di cui all'art. 2043 C.C., la lesione di interessi giuridicamente rilevanti, mentre quello del danno non patrimoniale è connotato da ticipità, perché tale danno è risarcibile solo nei casi determinati dalla legge e nei casi in cui sia cagionato da un evento di danno consistente nella lesione di specifici diritti inviolabili della persona. Nell'ambito della categoria generale del danno non patrimoniale, la formula del danno morale non individua una autonoma sottocategoria di danno ma descrive, tra i vari possibili pregiudizi non patrimoniali, un tipo di pregiudizio, costituito dalla sofferenza soggettiva cagionata dal reato in sé considerata. Sofferenza la cui intensità e durata nel tempo non assumono rilevanza ai fini dell'esistenza del danno, ma solo della quantificazione del risarcimento.

La Suprema Corte ha, altresì, affermato che al di fuori dei casi determinati dalla legge ordinaria, solo la lesioni di un diritto inviolabile della persona concretamente individuato è fonte di responsabilità risarcitoria non patrimoniale.

Alla luce dei superiori rilievi, condivisi da questo giudice, un pregiudizio causato da condotte che non siano lesive di specifici diritti della persona costituzionalmente garantiti, è irrisarcibile.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vanno liquidate come in dispositivo, tenuto conto del Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi, contenuto nel D.M. del 20/07/12 n. 140, in G.U. del 22/08/2012, del valore del decisum, della natura della controversia, dell'attività professionale svolta dal Procuratore e del numero delle parti in causa.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da MMM Ddd nei confronti della S.r.l. RRRNNN, della S.p.A. CCC Finanziaria - CCC e della S.p.A. TTT Finanza, così provvede:

1) accertato l'inadempimento della S.r.l. RRRNNN dichiara risolto il contratto di formazione informatica concluso il 26.07.2004 da MMM Ddd con la citata Società;

2) stante la risoluzione per inadempimento del contratto di formazione informatica, concluso in data 26.07.2004, dichiara che alcuna somma è dovuta da MMM Ddd sia alla S.p.A. CCC Finanziaria - CCC in liquidazione sia nei confronti della cessionaria del credito la S.p.A. TTT Finanza, incorporata dalla S.p.A. Banca III;

3) rigetta la domanda riconvenzionale formulata dalla S.p.A. III Banca;

4) condanna la S.r.l. RRRNNN, in persona del suo legale rappresentante p.t., la S.p.A. CCC Finanziaria - CCC in persona del suo legale rappresentante p.t. e la S.p.A. TTT Finanza, incorporata dalla S.p.A. Banca III, in persona del suo legale rappresentante p.t., in solido tra loro, al pagamento delle spese processuali che liquida in complessivi € 1.000,00, di cui € 100,00 per spese ed € 900,00 per il compenso per l'attività professionale svolta, oltre rimborso spese generali, IVA e CPA, come per legge con attribuzione ai procuratori costituiti.

Così deciso in Ottaviano, il 18.12.2013 Il Giudice di Pace

dott.ssa Assunta Ventimiglia

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