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Bolletta energia elettrica pagata da persona diversa dall'intestatario: la ripetizione è ammessa se l'errore è scusabile (A. Esposito)

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L'attore, nell'atto introduttivo, deduceva di aver pagato una fattura di energia elettrica, erroneamente recapitata al proprio domicilio, intestata ad una società. Successivamente, accortosi dell'errore, aveva provveduto a comunicare l'accaduto all'effettiva destinataria della bolletta che, per contro, riferiva di aver, anch'essa, già provveduto al pagamento della somma fatturata. Con la sentenza che segue, il Giudice di Pace, dopo aver inquadrato la domanda proposta dall'attore nella fattispecie di indebito soggettivo, disciplinata dall'articolo 2036, c.c., che ammette la ripetizione in caso di errore scusabile, ossia che non poteva essere evitato con la normale diligenza, l' ha rigettata non avendo  il solvens provato non solo il proprio errore, che, doveva essere scusabile, ma anche l'eventuale mala fede del creditore (Giudice di Pace di Ottaviano - sentenza del 29.06.2010).


L'attore ha, successivamente, proposto una nuova domanda conclusasi con la sentenza del 29.04.2013 emessa dalla dott.ssa Ventimiglia.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace di Ottaviano, avvocato Anna Esposito, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al numero 4246 / 09 del Ruolo Generale degli affari contenziosi avente ad oggetto:

restituzione somme per indebito arricchimento, vertente

TRA

AAA Rrr nato a <…> il <…>, C.F.: <…>, nello stesso comune residente ed elettivamente domiciliato, al Corso <…>, nello studio dell'avvocato <…>, che lo difende e lo rappresenta in virtù di procura a margine dell'atto di citazione in giudizio; ATTORE

E

Enel Servizio Elettrico S.p.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in <…>, nello studio dell'avvocato <…>, che la difende e la rappresenta in virtù di procura a margine della comparsa di costituzione e risposta; CONVENUTA

NONCIIE' LA

GGG s.r.l., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in <…>, al C.so <…>; CONVENUTA CONTUMACE

All'udienza del 16 giugno 2010, le parti concludevano come da relativo verbale.

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Con atto notificato il 21 ed il 26 ottobre 2009, l'AAA Rrr chiamò davanti a questo giudice rispettivamente la GGG s.r.l. e la S.p.A. Enel chiedendo la condanna delle convenute, o di chi di ragione, alla restituzione della somma di € 231,58, indebitamente pagata, oltre agli interessi legali ed alla rivalutazione monetaria dal 27 dicembre 2008 al soddisfo.

Chiedeva, altresì, la condanna delle convenute o di chi di ragione al pagamento delle spese giudiziali da distrarre a favore del procuratore costituito.

Delineando la causa petendi, l'AAA Rrr assumeva di essere titolare della linea elettrica fornita dalla società Enel Servizio Elettrico S.p.A. con numero cliente <...> e di aver pagato, per mero errore, la bolletta distinta dal numero <…> con scadenza 25 novembre 2008, intestata a GGG s.r.l. - codice cliente <…>.

Affermava, l'attore, che la suddetta bolletta era stata recapitata erroneamente presso il suo domicilio oltre la data di scadenza, per cui aveva provveduto tempestivamente a pagarla, ma accortosi dell'errore aveva comunicato l'accaduto alla GGG s.r.l., che gli aveva riferito di aver per suo conto già provveduto al pagamento della bolletta. Dichiarava, altresì, l'AAA, di aver chiesto all'Enel la restituzione della somma indebitamente pagata.

Affermava, inoltre, l'attore, che il 26 maggio 2009, l'Enel S.p.A. gli comunicava di aver provveduto al rimborso del pagamento non dovuto, con l'emissione dell'assegno, distinto dal numero <…> del <…>, tratto sulla Banca Monte dei Paschi di Siena intestato alla GGG s.r.l., risultato riaccreditato dalla banca per mancato incasso e gli comunicava, altresì, di aver disposto il 13 maggio 2009 la remissione dell'assegno intestato alla GGG s.r.l., e di averlo inviato presso lo studio legale dell'avvocato <…> (difensore attore)

Dichiarava, infine, l'AAA, che la GGG s.r.l. non provvedeva né all'incasso, né a corrispondergli l'equivalente in denaro.

Instauratosi il contraddittorio, l'AAA Rrr insisteva nella sua domanda.

Si costituiva in giudizio l'Enel Servizio Elettrico S.p.A. che chiedeva il rigetto della domanda. La società GGG s.r.l. disertava il dialogo processuale.

Prodotti documenti, rassegnate le conclusioni definitive, la causa veniva riservata a sentenza. Per un criterio di antecedenza processuale stimasi preliminare avvertire che va dichiarata la contumacia della GGG s.r.l., ritualmente citata e non costituita in giudizio.

Passando ad esaminare le ragioni di diritto della decisione rileva osservare che pacifiche tra le parti sono la legittimatio ad causam ( condizione dell'azione ), nonché la titolarità del  rapporto sostanziale dedotto in giudizio (questione di merito).

Nel merito la domanda è infondata e, pertanto, va rigettata.

Nella fattispecie ora allo scrutinio di questo giudice, l'attore agisce per la ripetizione della somma di € 231,58 da lui pagata all'Enel, quale corrispettivo di una bolletta intestata ad altro utente. Al riguardo rileva osservare che è pacifico tra le parti il doppio pagamento dell'importo di € 231,58 relativo alla stessa fattura, circostanza esplicitamente riconosciuta dalla convenuta società Enel Servizio Elettrico S.p.A..

L'Enel S.p.A. non ha disconosciuto di aver ricevuto, per ben due volte, il pagamento dell'importo di € 231,58, per la stessa fattura per la fornitura al <...> di <...> intestata a GGG S.r.l., né ha negato la restituzione della suddetta somma ricevuta due volte, anzi ha provveduto prima all'emissione di assegno bancario, intestato alla GGG s.r.l., del suddetto importo e poi ha dato disposizione di riemissione di assegno, non essendo stato incassato quello precedentemente emesso.

Per un più agevole approccio al thema decidendum rileva osservare che ogni pagamento presuppone un debito e ciò che è stato pagato senza essere dovuto va restituito.

Si ha indebito oggettivo quando manca una causa contrattuale originaria giustificativa del pagamento o quando la causa del rapporto, originariamente esistente, è poi venuta meno in virtù di eventi successivi che hanno messo nel nulla il rapporto medesimo.

Si ha indebito soggettivo quando pur esistendo il vincolo esso è a carico di un soggetto diverso da quello che ha eseguito il pagamento credendosi debitore in base ad un errore scusabile. Nel caso di indebito soggettivo chi nulla deve, paga a chi è creditore di una terza persona. Il creditore riceve quanto gli spetta e, pertanto, il diritto alla restituzione presuppone nel solvens non debitore, un suo errore scusabile, perché altrimenti il pagamento sarebbe valido dato che ognuno può adempiere anche l'obbligazione altrui e perché il solvens sia ammesso a ripetere ciò che, credendosi debitore, ha versato all'accipiens, occorre che egli provi di aver pagato per un errore scusabile, tale cioè che neppure l'uomo diligente lo avrebbe potuto evitare.

L'errore dell'adempiente è determinante, infatti, il creditore comunque riceve quanto gli è dovuto e l'ordinamento ammette che ogni terzo è legittimato ad adempiere un debito altrui. Quindi, dato che il solvens è considerabile come un terzo adempiente, la ripetizione può essere un suo diritto solo quando si credeva erroneamente obbligato. La scusabilità dell'errore introduce in capo al solvens un onere di ordinaria diligenza rispetto al preventivo accertamento delle proprie posizioni debitorie.

Nel caso in esame la domanda proposta dall'AAA di restituzione della somma indebitamente pagata è da inquadrare nella fattispecie di indebito soggettivo disciplinata dall'articolo 2036, c.c., che ammette la ripetizione in caso di errore scusabile, ossia che non poteva essere evitato con la normale diligenza, subito avvertendosi che secondo l'orientamento della giurisprudenza, condiviso da questo giudice, grava sul solvens che agisce in ripetizione l'onere di provare non solo il proprio errore, che, si ripete, deve essere scusabile, ma anche l'eventuale mala fede del creditore nel privarsi del titolo o delle garanzie del credito.

Orbene, nella fattispecie in rassegna l'AAA non ha assolto l'onere probatorio che gli incombeva, non ha provato di aver pagato per un errore scusabile. Non può ritenersi scusabile l'errore in cui è incorso l'AAA, dovendosi ritenere che lo stesso non ha agito con la normale diligenza.

Per i superiori rilievi la domanda va rigettata.

Considerata la natura della causa, nonché il comportamento processuale delle parti, ritiene questo giudice che sussistono giusti motivi per compensare tra le stesse le spese di lite.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Ottaviano, avvocato Anna Esposito, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta dall'AAA Rrr nei confronti dell'Enel Servizio Elettrico S.p.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, e della GGG s.r.l., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, ogni altra domanda ed eccezione disattese, così provvede:

1) dichiara la contumacia della GGG s.r.l.;

2) rigetta la domanda;

3 ) compensa tra le parti le spese del giudizio.

Così deciso in Ottaviano il 29 giugno 2010

Il Giudice di Pace

Avv. Anna Esposito

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