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Telefonia. Tentativo conciliazione presso Camera di Commercio: improcedibilità della domanda (A. Ventimiglia)

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Il tentativo di conciliazione è uno strumento deflattivo che persegue lo scopo di favorire la soluzione stragiudiziale della generalità delle liti in materia di utenze telefoniche e, attesa la materia del presente giudizio, che ha ad oggetto il risarcimento del danno chiesto dall'attrice per effetto della mancata attivazione da parte della convenuta Società della linea telefonica, non vi è dubbio che, anche rispetto a tale controversia, doveva essere preventivamente esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione di cui si è detto. Orbene, il Giudice di Pace ha ritenuto che non può essere considerato idoneo il tentativo esperito dall'attrice, atteso che l'art. 3, comma 3, della delibera 173/07/CONS facoltizza l'utente alla promozione della procedura conciliativa davanti le locali Camere di Commercio solo in assenza della costituzione dei Co.re.com (Giudice di Pace di Ottaviano - sentenza del 14.11.2012).


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL GIUDICE DI PACE DI OTTAVIANO

nella persona della dott.ssa  Assunta Ventimiglia ha pronunciato la seguente

Sentenza

nella causa civile, iscritta al n° 4524 del Ruolo Generale degli affari civili dell'anno 2011, riservata a sentenza all'udienza del 14.11.2012, avente ad oggetto: risarcimento danni

Tra

III Mmm, nata il <…> ad Ottaviano ed ivi residente alla Via FF, <…> ( C.F. <…>), elettivamente domiciliata in Ottaviano alla Via<…>, nello studio dell'Avv. <…>, che ha dichiarato di voler ricevere le comunicazioni al seguente numero di fax 081/<…> o al seguente indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , che la rappresenta e difende in virtù di procura a margine dell'atto di citazione; Attrice

E

Fastweb S.p.A. in persona del suo legale rappresentante p.t., con sede in Milano alla Via Caracciolo, 51 ( C.F. 12878470157), rappresentata e difesa, in virtù di procura in calce alla copia notificata dell'atto di citazione, dagli Avv.ti <…> e <…>, che hanno dichiarato di voler ricevere le comunicazioni al seguente numero di fax 06/<…>, ed elettivamente domiciliata in Ottaviano alla Via <…>, nello studio dell'Avv. <…>:Convenuta

Conclusioni

All'udienza del 14.11.2012, le parti concludevano come da relativo verbale.

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Preliminarmente, si osserva che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo, in ossequio al nuovo art. 132 c.p.c., come novellato ex lege n. 69/09, entrata in vigore il 04.07.2009, tenuto conto dell'art. 58 della stessa legge n.69/09, che ha espressamente previsto l'immediata applicazione " del nuovo art. 132 c.p.c. anche ai procedimenti pendenti in primo grado.

Passando ad esaminare le ragioni di diritto della decisione rileva osservare che sono da ritenere sussistenti la rispettiva legittimatio ad causam delle parti, nonché la loro rispettiva titolarità del rapporto sostanziale dedotto in giudizio, provate dalla documentazione ritualmente prodotta.

Rileva, altresì, osservare che la domanda è improcedibile.

Ai sensi dell'art. 1, comma 11, della Legge 249/1997 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi) l'Autorità disciplina con propri provvedimenti le modalità per la soluzione non giurisdizionale delle controversie che possono insorgere tra utenti o categorie di utenti ed un soggetto autorizzato o destinatario di licenze oppure tra soggetti autorizzati o destinatari di licenze tra loro. Per le predette controversie, individuate con provvedimenti dell'Autorità, non può proporsi ricorso in sede giurisdizionale, fino a che non sia esperito tentativo obbligatorio di conciliazione da ultimare entro trenta giorni dalla proposizione di un'istanza all'Autorità.

Con delibera n. 173/07/Cons del 19.04.2007, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 25.05.2007, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato il nuovo "Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazione e utenti".

L'art. 3 della citata delibera prevede che «per le controversie di cui all'art. 2, comma 1 ( secondo il quale "sono rimesse alla competenza dell'Autorità le controversie in materia di comunicazioni tra utenti finali ed operatori, inerenti al mancato rispetto delle disposizioni relative al servizio universale ed ai diritti degli utenti finali stabilite dalle norme legislative, dalle delibere dell'Autorità, dalle condizioni contrattuali e dalle carte dei servizi"), il ricorso in sede giurisdizionale è improcedibile fino a che non sia stato esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione dinanzi al Co.re.com competente per territorio munito di delega a svolgere la funzione conciliativa, ovvero dinanzi agli organi di risoluzione extragiudiziale delle controversie di cui all'art. 13 ».

Il tentativo di conciliazione è uno strumento deflattivo che persegue lo scopo di favorire la soluzione stragiudiziale della generalità delle liti in materia di utenze telefoniche, e attesa la materia del presente giudizio, che ha ad oggetto il risarcimento del danno chiesto dall'attrice per effetto della mancata attivazione da parte della convenuta Società della linea telefonica, non vi è dubbio che anche rispetto a tale controversia doveva essere preventivamente esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione di cui si è detto.

Parte attrice ha esperito il tentativo di conciliazione presso la Camera di Commercio di Napoli.

Orbene, non può considerarsi idoneo il tentativo esperito dall'attrice, atteso che l'art. 3, comma 3, della delibera 173/07/CONS facoltizza l'utente alla promozione della procedura conciliativa davanti le locali Camere di Commercio solo in assenza della costituzione dei Co.re.com.

Ciò premesso, si evidenzia che la Regione Campania, con legge n. 9 del 2002, in attuazione dell'art. 1, comma 13, della Legge n. 249 del 1997, ha istituito il Co.re.com e con decreto del Presidente della Giunta della Regione Campania n. 235 del 27.11.2008

sono stati nominati i suoi componenti. Successivamente, in data 10.12.2009, l'Agcom ha stipulato con il Comitato stesso una convenzione per il conferimento delle deleghe di funzioni per tre anni.

Tale convenzione, a decorrere dal l ° gennaio 2010, prevede tra le varie funzioni attribuite al Co.re.com. Campania anche quella relativa allo svolgimento del tentativo obbligatorio di conciliazione nelle controversie tra operatori di comunicazione ed utenti. Nel caso di specie, all'epoca della domanda di avvio della procedura conciliativa, inviata con raccomandata A/R del 18.02.2010 alla Camera di Conciliazione della C.C.I.A.A. di Napoli, il Co.re.com Campania era già operativo ( come del resto dichiarato dalla stessa attrice), pertanto il presente giudizio doveva essere preceduto dal tentativo di conciliazione davanti al suddetto organo e non dinanzi alla locale Camera di Commercio.

Per quanto esposto va dichiarata l'improcedibilità della domanda.

Le spese di giudizio, in ragione della definizione del giudizio che prescinde da ogni accertamento sul merito, vanno compensate.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da III Mmm nei confronti della Fastweb S.p.A., così provvede:

1) dichiara l'improcedibilità della domanda;

2) compensa le spese di lite.

Così deciso in Ottaviano, il 14.11.2012

Il Giudice di Pace

dott.ssa Assunta Ventimiglia

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