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Cass. 19354/2016. Contenuto della richiesta di risarcimento danni (artt.145 e 148 d.lgs. 209/2015)

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Con la sentenza che segue la Corte di Cassazione ha precisato che il combinato disposto degli artt. 145 e 148 cod. ass. va interpretato alla luce del principio della validità degli atti comunque idonei al raggiungimento dello scopo e, pertanto,  è sempre idonea al raggiungimento dello scopo la richiesta stragiudiziale di risarcimento quando sia priva di elementi che, pur espressamente richiesti dalla legge, siano nel caso concreto superflui al fine di accertare le responsabilità e stimare il danno. Nella fattispecie in esame, peraltro, continua la Corte, mostra freudianamente di essere consapevole la stessa compagnia convenuta, là dove ammette che la legge impone alle parti "la completa discovery dei dati utili alla valutazione della responsabilità (.. e alla quantificazione del danno"), implicitamente ammettendo che i dati inutili non vanno comunicati (Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza 30 settembre 2016, n. 19354)

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Cass. 274/2015. Il pirata non si allontana subito dal luogo del sinistro. Nelle cause contro il FGVS la prova deve essere valutata con maggior rigore rispetto ai casi ordinari? Risponde la Corte di Cassazione.

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Viene esaminato, dalla Corte di Cassazione, il caso del pirata della strada che non si allontana subito dal luogo del sinistro.  In ordine alla deposizione del teste, la Corte di Appello  afferma che essa andrebbe valutata con "attento scrupolo". La Corte di Cassazione risponde: "Non è chiaro se la Corte abbia usato questa espressione come clausola di stile, ovvero per sostenere che nelle cause promosse contro l'impresa designata la valutazione delle prove debba avvenire con diverso e maggior rigore che nei casi ordinari. Nel primo caso, la motivazione ovviamente sarebbe insufficiente a sorreggere un giudizio di inattendibilità: infatti qualsiasi deposizione testimoniale, qualsiasi prova critica o storica, ed anzi qualsiasi atto del processo va valutato dal giudicante con "attento scrupolo". Sarebbe assurdo ritenere che, al di fuori delle cause che coinvolgano l'impresa designata, il giudicante potesse esaminare i testimoni con disattenta superficialità. Nel secondo caso, la motivazione sarebbe gravemente illogica, oltre che sovvertitrice di alcune fondamentali regole processuali. La posizione della vittima di sinistri causati da un veicolo non identificato, infatti, è parificata dall'ordinamento a quella della vittima di qualsiasi altro sinistro causato da veicoli identificati: e ciò sia sul piano sostanziale, sia sul piano processuale. (Corte Cassazione, Sezione Terza, sentenza del 13 gennaio 2015, n. 274).

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Cass. 19986/2016. Coniuge comproprietario-trasportato del veicolo: ha diritto al risarcimento danni.

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Alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione Europea (sentenza 1 dicembre 2011, Churchill Insurance/Wilkinson), giusta il principio solidaristico vulneratus ante omnia reficiendus,  il proprietario trasportato ha diritto, nei confronti del suo assicuratore, al risarcimento del danno alla persona causato dalla circolazione non illegale del mezzo, essendo irrilevante ogni vicenda normativa interna e nullo ogni patto che condizioni la copertura del trasportato all'identità del conducente ("clausola di guida esclusiva"). A tale stregua, debbono considerarsi pertanto coperti (nel menzionato periodo) dall'assicurazione obbligatoria anche i danni sofferti dal coniuge, trasportato sulla vettura assicurata, comproprietario del veicolo in regime di comunione legale di beni con il conducente  (Corte Cassazione,  Sezione Terza,  sentenza  06/10/2016, n. 19986).

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Cass. 20949/2008 Il pedone investito sulle strisce ha ragione anche se attraversa in fretta ed a testa bassa.

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A meno di riguardare l'attraversamento sulle strisce di una strada  come un impegnativo momento di valutazioni di velocità ed intenzioni altrui, occorre che ogni conducente, nell'approssimarsi alle strisce pedonali - ancor più se queste si trovino, come nella specie, in una zona centrale di una città - abbia la chiara consapevolezza che deve non solo dare la precedenza, ma anche tenere un comportamento idoneo ad ingenerare nel pedone la sicurezza che possa attraversare senza rischi, non essendo in linea con le elementari regole di comportamento proprie di in un paese civile che un conducente possa considerare una mera facoltà il suo inderogabile obbligo di dare la precedenza ai pedoni sulle strisce pedonali e che il pedone debba, dal canto suo, riguardare l'attraversamento come un temerario atto di coraggio, anche dove ha diritto di farlo con l'aspettativa che i conducenti si fermino per lasciarglielo fare  (Corte Cassazione - Sezione terza - sentenza  30 settembre 2009, n. 20949)

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Cass. 28146/2013. Rinuncia alla domanda nei confronti di uno dei convenuti: potere della parte o del difensore?

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Nella sentenza in commento, la Corte di Cassazione ha chiarito che la rinuncia alla domanda o ai suoi singoli capi, qualora si atteggi come espressione della facoltà della parte di modificare ai sensi dell'art. 184 c.p.c. le domande e le conclusioni precedentemente formulate, rientra fra i poteri del difensore, distinguendosi così sia dalla rinunzia agli atti del giudizio, che può essere fatta solo dalla parte personalmente o da un suo procuratore speciale nelle forme rigorose previste dall'art. 306 c.p.c., e non produce effetto senza l'accettazione della controparte, sia dalla disposizione negoziale del diritto in contesa, che a sua volta costituisce esercizio di un potere sostanziale spettante, come nella fattispecie in esame, alla parte personalmente o al suo procuratore munito di mandato speciale, siccome diretto a determinare la perdita o la riduzione del diritto stesso. (Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza  17 dicembre 2013, n. 28146).

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Danno Biologico di lieve entità: aggiornamento 2016

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Il Ministero dello Sviluppo Economico con decreto del 19/07/2016 pubblicato sulla G.U. n. 189 del 13 agosto 2016 ha aggiornato, riducendolo, l' importo del primo punto di invalidità - ai fini del calcolo del danno biologico di lieve entità ex art. 139 del D.Lgs.209/2005 - ad euro 790,35 (793,52) mentre l'importo relativo alla ITT è pari ad euro 46,10 (46,29) (Vedi Tabella).

 


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