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Il giudice può rilevare, anche d'ufficio, la nullità della delibera assembleare posta a base dell'azione monitoria (A. Esposito)

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Nella sentenza in esame, il Giudice di Pace ha posto in evidenza come, mentre in precedenza la Corte di Cassazione riteneva che nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione dei contributi condominiali, il giudice doveva limitarsi a verificare la perdurante esistenza ed efficacia delle relative delibere assembleari, senza poter sindacare, in via incidentale, la loro validità,  recentemente la Suprema Corte, con la sentenza n. 305 del 12 gennaio 2016, ha affermato il principio secondo il quale nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione dei contributi condominiali, nel caso di una delibera condominiale nulla, anche se il condomino debitore non ha impugnato la decisione dell’assemblea, essa può essere comunque disapplicata dal giudice anche d’ufficio, nel corso del giudizio di opposizione promosso dal predetto condomino (Giudice di Pace di Nola - sentenza del  10 ottobre 2016).

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Cass. 15394/2016. Urto contro sbarra difettosa del telepass: la società Autostrade S.p.A. deve risarcire.

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Il Tribunale di Nola, confermando la sentenza di primo grado, rigettava la domanda proposta dall’attore nei confronti della Società Autostrade per l’Italia, per il risarcimento del danno causato alla propria vettura dal difettoso funzionamento della sbarra apposta in una pista di accesso riservata agli utenti del servizio "telepass", ritenendo non provato il contratto per l'utilizzo del servizio. La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, ha accolto il ricorso in quanto  il ricorrente aveva dedotto – implicitamente – di essere titolare di un rapporto che gli consentiva l’accesso alla pista riservata agli utenti del servizio telepass, avendo egli precisato di aver udito il segnale sonoro del sistema elettronico e di aver visto la sbarra sollevarsi. A fronte di ciò, ben poteva operare il principio di non contestazione – che impone alle parti «l’onere di collaborare a circoscrivere la materia controversa, evidenziando con chiarezza gli elementi in contestazione» e che comporta la necessità per il convenuto di prendere posizione in modo chiaro e analitico sui fatti posti dall’attore a fondamento della propria domanda, che - in difetto - devono ritenersi ammessi senza necessità di prova (Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza 26 luglio 2016, n. 15394)

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Indennizzo diretto: il responsabile civile non è parte processuale (R. Iorio)

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L’uso della locuzione “azione diretta” nell’art. 149 co.6 cod.ass. è stata interpretata, dai fautori del necessario intervento del responsabile civile nell’indennizzo diretto, come un richiamo all’art. 144 che al comma 3, ricalcando la vecchia normativa della L.990/1969, impone che “nel giudizio promosso contro l’impresa di assicurazione è chiamato anche il responsabile civile” il quale, pertanto, sarebbe litisconsorte necessario, necessità questa rispondente al principio costituzionale del diritto di difesa. Il Giudice di Pace, nella sentenza che segue, ha ritenuto che tale interpretazione, a prescindere dalla lettera della norma, non è condivisibile perché finirebbe con il vanificare la ratio semplificativa della riforma, non potendosi negare al responsabile civile – contraddittore necessario - la facoltà di chiamare in garanzia il proprio assicuratore, realizzando, in tal modo, quello che il legislatore ha ritenuto di evitare con tale sistema di indennizzo e, per di più, la previsione della necessaria partecipazione al giudizio del responsabile civile, non sarebbe altro che un duplicato dell’azione ordinaria (Giudice di Pace di Nola - sentenza 8 luglio 2016).

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La prescrizione della cartella esattoriale varia in base al tipo di credito (A. Esposito)

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La cartella esattoriale non impugnata, essendo atto amministrativo, non può essere paragonata a una sentenza che ha accertato definitivamente il credito. Essa, pertanto, non ha sempre prescrizione decennale come il titolo giudiziale passato in giudicato, ma è soggetta al termine proprio della riscossione dei crediti come previsto dalla legge. Quindi il termine di prescrizione della cartella esattoriale varia in base al tipo di credito che ne è oggetto. Ne consegue che il termine di efficacia della cartella è di dieci anni solo quando ha ad oggetto tributi e crediti che per legge hanno prescrizione decennale ( IRPEF, IRAP, IVA ). Qualora invece, il credito intimato abbia un termine prescrizionale diverso, sarà entro quest’ultimo che la cartella avrà efficacia e potrà essere portata ad esecuzione. Pertanto, il termine di prescrizione della cartella di pagamento non opposta, avente a oggetto contravvenzioni per violazione delle norme del codice della strada, come nella fattispecie trattata nella sentenza in esame, è quinquennale (Giudice di Pace di Nola - sentenza 21 novembre 2016).

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Non è ammessa la ripetizione di quanto spontaneamente pagato in adempimento di un debito prescritto (M. Cuomo)

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Nel caso in esame, il ricorrente dopo di aver proposto istanza di rateizzazione e di aver provveduto ad onorare le rate del debito, ha presentato ricorso al Giudice di Pace ottenendo l'annullamento della cartella esattoriale. Sulla base di tale pronuncia, con successivo giudizio, ha richiesto la ripetizione delle somme pagate. Il Giudice di Pace, con la sentenza in commento, ha ritenuto che la  pronuncia giudiziaria  posta a base della  azione di ripetizione,  non può intaccare  quello che è stato un adempimento spontaneo di una obbligazione, in ragione del fatto che,  non può  ritenersi  indebito quanto,  legittimamente, all'esito dell'accoglimento della  richiesta  di rateizzazione  presentata spontaneamente dal debitore, la società di cartolarizzazione e l'ente creditore abbiano  riscosso (Giudice di Pace di Nola, sentenza del 12 novembre 2016)

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Scardinamento ruolo dott. Antonio Ferrara

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Giudice di Pace di Nola

Scardinamento ruolo dott. Antonio Ferrara

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