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Cass.27180/2016. La promessa di vendita stipulata prima della locazione non esclude il diritto di prelazione a favore del conduttore.

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Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione, dichiarando di voler dare continuità ai principi di diritto precedentemente espressi in materia, ha ribadito il principio secondo il quale la promessa di vendita stipulata prima della locazione con un soggetto a questa estraneo non è idonea a sopprimere il diritto di prelazione derivante, in favore del conduttore, dal rapporto locativo successivamente venuto ad esistenza. Del resto, ha continuato la Corte, il promittente venditore di un bene non locato ben può evitare l'insorgenza del diritto di prelazione ex art. 38, astenendosi dal concedere il bene in locazione; ma, una volta che sia sorto tale rapporto, a nulla rileva l'avvenuta stipula del preliminare, dovendosi aver riguardo all'effettivo trasferimento dell'immobile nel corso della locazione (Cass., III sez. civile, sentenza n.27180 del 11.11.2016).

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Cass. 3146/2017. Quando l'indennizzo diretto è applicabile anche in caso di collisione tra più di due veicoli.

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Con la ordinanza che segue la Corte di Cassazione ha ritenuto che la procedura di indennizzo diretto prevista dall'art. 149 del codice delle assicurazioni private (decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209) è ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato più di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell'istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli (i cui conducenti siano) responsabili del danno. Ciò emerge chiaramente, continua la Corte, dalla lettera dall'art. 1, comma 1, lettera d), del regolamento emanato ai sensi dell'art. 150 del codice delle assicurazioni private, che contiene la disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale (D.P.R. 18 luglio 2006 n. 254), e che prevede che la suddetta procedura sia applicabile in caso di «collisione avvenuta nel territorio della Repubblica tra due veicoli a motore identificati e assicurati per la responsabilità civile obbligatoria dalla quale siano derivati danni ai veicoli o lesioni di lieve entità ai loro conducenti, senza coinvolgimento di altri veicoli responsabili» (Cass. III sezione Civile,Ordinanza del 07.02.2017).

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Cass. 26441/2016. Autovelox: nel verbale deve essere indicato il decreto prefettizio che ne autorizza l'installazione

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Il Tribunale aveva ritenuto che non integrava violazione del diritto di difesa la mancata indicazione, nel verbale di contestazione, del decreto prefettizio di individuazione della strada su cui era stata rilevata l'infrazione tra quelle extraurbane nelle quali era consentito l'utilizzo di dispositivi finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni. Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione ha affermato che la mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nel verbale di contestazione integra un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio, che pregiudica il diritto di difesa e non è rimediabile nella fase eventuale di opposizione (Cass. Civile, Sez. VI, sentenza del 20.12.2016, n. 26441)

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Cass. 26964/2016 Omessa comunicazione dati conducente: il trascorrere del tempo rende i ricordi evanescenti.

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Con la sentenza che segue la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui in tema di violazione per omessa comunicazione dei dati del conducente di un veicolo ai sensi dell'art. 126-bis cod. strada, ove la contestazione della violazione principale sia avvenuta tardivamente, va esclusa la sussistenza dell'obbligo, per il proprietario del veicolo, di comunicare gli estremi del conducente del mezzo al momento del rilevamento dell'infrazione, in quanto la tempestività della contestazione risponde alla ratio di porre il destinatario in condizione di difendersi, considerato che il trascorrere del tempo rende evanescenti i ricordi (Cass. Civile, sez. VI, ordinanza del 23.12.2016, n. 26964).

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Cass. 3266/2016. Indennizzo diretto - Fase stragiudiziale e compensi professionali

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In tema di risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale, l'art. 9, comma 2, del d.P.R. 18 luglio 2006, n. 254, emanato in attuazione dell'art. 150, comma l, del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209, il quale, per l'ipotesi di accettazione della somma offerta dall'impresa di assicurazione, esclude che siano dovuti al danneggiato i compensi di assistenza professionale diversi da quelli  medico-legali per i danni alla persona, si interpreta nel senso che sono comunque dovute le spese di assistenza legale sostenute dalla vittima perché il sinistro presentava particolari problemi giuridici, ovvero quando essa non abbia ricevuto la dovuta assistenza tecnica e informativa dal proprio  assicuratore, dovendosi altrimenti ritenere nulla detta disposizione per contrasto con l'art. 24 Cost., e perciò da disapplicare, ove volta ad impedire del tutto la risarcibilità del danno consistito nell'erogazione di spese legali effettivamente necessarie (Cassazione Civile, III sez., sentenza del 19.02.2016 n. 3266).

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Cass. 26098/2016. Modello Cid a firma congiunta: riduce a 30 giorni il termine dilatorio per la proposizione dell'azione risarcitoria?

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Nel sistema ex art. 149 Cod. Ass. del c.d. indennizzo diretto - in base al quale il danneggiato che, in conseguenza di un sinistro stradale  intenda proporre l'azione diretta nei confronti dell'assicuratore del veicolo  responsabile, ha l'onere di formulare la previa richiesta scritta di risarcimento - va tenuto distinto il termine dilatorio di 60 giorni, ai fini dell'azione di risarcimento proposta dal danneggiato nei confronti dell'assicuratore, dal termine 30 giorni entro il quale l'assicuratore, in presenza, come nel caso di modulo di denuncia sottoscritto da ambedue i conducenti, è, ai sensi dell'art. 145 Cod. Ass., tenuto a formulare l'offerta di risarcimento. Trattasi infatti di due diverse e distinte procedure, che rimangono su piani distinti. Il termine di 30 giorni per la formulazione dell'offerta  riguarda solo la  procedura di risarcimento, mentre rimane sempre inalterato il termine di sessanta giorni per la proposizione della domanda giudiziale (Cassazione Civile, III sez., Sentenza del  19/12/2016  n. 26098)

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