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Cass. 9555/2018. Art. 126bis CdS. Comunicazione negativa dei dati del conducente: deve essere valutata dal giudice.

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Ai fini dell'applicazione dell'art. 126 bis del codice della strada occorre distinguere il comportamento di chi si disinteressi della richiesta di comunicare i dati personali e della patente  del conducente, non ottemperando, così, in alcun modo all'invito rivoltogli (contegno per ciò solo meritevole di sanzione) e la condotta di chi abbia fornito una dichiarazione di contenuto negativo, sulla base di giustificazioni, la idoneità delle quali ad escludere la presunzione relativa di responsabilità a carico del dichiarante deve essere vagliata dal giudice comune, di volta in volta, anche alla luce  delle caratteristiche delle singole fattispecie concrete sottoposte al suo giudizio, con apprezzamento in fatto non sindacabile in sede di legittimità (Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza del 18 aprile 2018 n. 9555/).

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Cass. 8912/2012. Riassunzione del giudizio innanzi al giudice competente:il contributo unificato va nuovamente pagato

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Con la sentenza in commento, la Corte di Casszione ha stabilito che il contributo unificato ha la funzione di coprire il "costo" di funzionamento della macchina processuale ed è la forfetizzazione dei tributi giudiziari dovuti secondo la legislazione previgente per ogni singolo atto del processo. Nel caso in cui il processo venga instaurato e si svolga di fronte ad un ufficio giudiziario e poi, a seguito di dichiarazione di incompetenza del giudice adito, sia traslato di fronte ad altro ufficio, vengono attivate due macchine processuali e ciascuna di esse ha propri costi. Pertanto alla nuova iscrizione a ruolo di fronte al giudice individuato come competente si correla la debenza di un nuovo pagamento del contributo unificato (Cass. Civ. Sezione V, sentenza 11 aprile 2018 n. 8912).

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Cass.9188/2018. Indennizzo diretto. Litisconsorzio necessario del responsabile civile

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Con la sentenza che segue la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo il quale in caso di azione diretta del danneggiato, in un sinistro stradate, nei confronti della propria compagnia di assicurazione, ex art. 149 D. Lgs. 209/2005, sussiste litisconsorzio necessario anche nei confronti del responsabile civile. Ciò, ha precisato la Corte,  al fine di evitare che il danneggiante responsabile possa affermare l'inopponibilità, nei suoi confronti, dell'accertamento giudiziale operato verso l'assicuratore del danneggiato, posto che i due assicuratori dovranno necessariamente regolare tra loro i relativi rapporti  (Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza del 13 aprile 2018 n. 9188).

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Saggio interesse legale 2018

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Dal 1° gennaio 2018 il saggio di interesse legale passa allo 0,3% annuo (Decreto 13 dicembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15/12/2017) - (Vedi tabella)

 

Cass. 1272/2018. Non sempre è necessario l'accertamento clinico strumentale per la valutazione delle lesioni

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Con la sentenza che segue La Corte di Cassazione ha ritenuto che in materia di risarcimento del danno da c.d. micropermanente, l'art. 139, comma 2, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, nel testo modificato dall'art. 32, comma 3 - ter, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, inserito dalla legge di conversione 24 marzo 2012, n.  27, va interpretato nel senso che l'accertamento della sussistenza della lesione temporanea o permanente dell'integrità psico-fisica deve avvenire  con rigorosi ed oggettivi criteri medico-legali; tuttavia l'accertamento clinico strumentale obiettivo non potrà in ogni caso ritenersi l'unico mezzo probatorio che consenta di riconoscere tale lesione a fini risarcitori, a meno che non si tratti di una patologia, difficilmente verificabile sulla base della sola visita del medico legale, che sia suscettibile di riscontro oggettivo soltanto attraverso l'esame clinico strumentale (Corte Cassazione, III sez. Civile, sentenza del 19.01.2018, n.  1272).

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Cass. 27771/2017. Autovelox su strada rettilinea: necessario il fermo del veicolo o, in mancanza, nel verbale, l'esatta indicazione delle circostanze impeditive della contestazione immediata

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Nella sentenza che segue la Corte di Cassazione ha ritenuto che poichè, nella fattispecie in esame, il tratto di percorrenza, controllato da  autovelox, era un rettilineo, in via di principio, nulla impediva agli organi di Polizia stradale di posizionarsi in modo tale che, visionata con i propri strumenti la velocità delle autovetture in transito, potessero fermare l'autovettura di cui si era rilevato l'eccesso di velocita, per gli adempimenti inerenti alla contestazione. Ed essendo ciò possibile il verbale di contestazione non poteva limitarsi a rilevare che l'accertamento di che trattasi era stato effettuato mediante autovelox perché avrebbe dovuto, specificare la ragione per la quale non era stata possibile la contestazione immediata (Cass. Civile,VI sez. ordinanza del 22/11/2017 n. 27771).

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