Impresa Designata e Consap: legittimazione passiva e vocatio in ius (M.Cuomo)

Giovedì 23 Agosto 2012 12:00 Maria Cuomo
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Risarcimento danni ex art. 283 CdA lett.b). Presunta erronea vocatio in ius della GENERALI Ass.ni Impresa designata per la Campania ("andava evocata quale Impresa designata per la gestione dei sinistri in nome della CONSAP spa che gestisce il Fondo di Garanzia Vittime della strada e, non già in nome del Fondo di Garanzia Vittime della strada"). Richiesta azione di rivalsa: la assoluta autonomia di tale azione rispetto alla legittima richiesta di risarcimento dei danni e la necessità di non paralizzare ovvero ritardare il diritto del danneggiato al risarcimento, hanno  indotto il Giudice a non autorizzare la notifica della comparsa di costituzione della società convenuta al contumace (Giudice di Pace di Ottaviano - Sentenza 03.02.2012)


UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI OTTAVIANO

R E P U B B L I C A  I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace DOTT.SSA MARIA CUOMO,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nella causa iscritta al n. 2948/09 RGNR

Assegnata a sentenza il 30/01/2012

promossa da

AAA Sss, C.F. <...> , rapp.to e difeso, in virtù di procura a margine della citazione dall’Avv.to Ggg AAA C.F. <...>i P.IVA <...>, e presso il suo studio elettivamente domiciliato in S.GIUSEPPE Ves. alla Via Ccc, 5 ;

Parte attrice –

C/

CCC Vvv res. in <...> alla VIA <...>, 3 CAP <...> ; - convenuto contumace -;

NONCHE’

S.p.A. ASSICURAZIONI GENERALI nella qualità di impresa designata ex lege alla gestione dei danni del F.G.V.S. per la Regione Campania P.I.: 000 797 60328, in persona dei legali rappresentanti pro-tempore Dott. Fff BBB ed Ing. Aaa Ccc, rappresentata e difesa dall’Avv. Lll Vvv, in virtù di procura in calce alla copia notificata dell’atto di citazione ed elettivamente, tutti domiciliati nel presente giudizio presso lo studio dell’Avv. Ccc Ggg, sito in <...> alla via <...>;

– parte convenuta -;

OGGETTO: Risarcimento danni derivante da incidente automobilistico .

CONCLUSIONI: Come da verbale

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Preliminarmente si osserva che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo, in ossequio al nuovo art. 132 c.p.c. come novellato ex lege 69/09, entrata in vigore il 4/7/09 ed applicabile ai giudizi già pendenti alla data di entrata in vigore della legge

La domanda, proposta dalla parte attrice AAA Sss, con l’atto di citazione RITUALMENTE notificato alle parti, anche a seguito di autorizzazione alla rinotifica, volta ad ottenere il riconoscimento della responsabilità del conducente del veicolo tg. YY001YY e quindi, la condanna del suo proprietario in solido con la spa GENERALI ASS.NI, quale Impresa designata dal FGVS, al pagamento in suo favore per i danni riportati dal veicolo FIAT DUCATO tg.XX001XX in seguito al sinistro avvenuto in data 24/3/07 , alle ore 17,30 è fondata e, per quanto di ragione, deve essere accolta.

La assoluta autonomia della azione di rivalsa rispetto alla legittima richiesta di risarcimento dei danni e la necessità di non paralizzare ovvero ritardare il diritto del danneggiato al risarcimento, ha indotto questo giudice a non autorizzare la notifica della comparsa di costituzione della società convenuta al contumace.

Preso atto della documentazione depositata (copia del libretto di circolazione del veicolo e copia del certificato di proprietà), deve darsi atto della corretta instaurazione del contraddittorio, rilevando che, In tema di prova documentale, l’onere stabilito dall’art. 2719 c.c. di disconoscere espressamente la copia fotografica o fotostatica di una scrittura con riguardo sia alla conformità della copia al suo originale che alla sottoscrizione o al contenuto della scrittura stessa, implica che il disconoscimento sia fatto in modo formale e specifico e, successivamente alla produzione della copia in giudizio con la conseguenza che, qualora la relativa eccezione venga dedotta genericamente. senza riferimento circoscritto ad un determinato documento, la contestazione non preclude l’utilizzazione della copia come mezzo di prova (Cass. Civ. 14/3/06 n. 5461 e 5/1/05 n. 150).

Con riferimento al caso che ci occupa, parte attrice ha agito invocando l’applicabilità delle disposizioni di cui all’art. 283 del dlgvo 209/05 lett. B) rappresentando la scopertura assicurativa del veicolo presunto investitore.

Il procuratore della spa GENERALI ASS.NI ha contestato la corretta vocatio in ius, ritenendo che, nel caso in esame, la SPA GENERALI ASS.NI, andava evocata quale Impresa designata per la gestione dei sinistri in nome della CONSAP spa che gestisce il Fondo di Garanzia Vittime della strada e, non già in nome del Fondo di Garanzia Vittime della strada.

Ebbene la CONSAP amministra il Fondo di Garanzia vittime della strada (art. 285 del dlgvo 209/05) sotto la Vigilanza del Ministero delle attività produttive e le imprese designate al risarcimento, nelle ipotesi di cui all’art. 283 dello stesso decreto, recuperano quanto anticipato ai danneggiati non già dalla CONSAP bensì dal FONDO DI GARANZIA DELLE VITTIME DELLA STRADA; conseguentemente si ritiene la corretta vocatio in Ius della SPA GENERALI nella qualità e l’eccezione di nullità sul punto va disattesa (peraltro, nell’art. 286 del dlgvo 209/05, richiamato nella comparsa del procuratore della società GENERALI , le disposizioni si riferiscono alla CONSAP-FONDO DI GARANZIA PER LE VITTIME DELLA STRADA intese come un tutt’uno e non già come due entità distinte e separate).

In ogni caso, la costituzione in giudizio ha sanato la eventuale nullità relativa dell’atto che, ha, raggiunto il suo scopo.

Sulla scorta della documentazione versata in atti, la domanda deve ritenersi procedibile e proponibile in quanto la stessa risulta essere stata preceduta da regolare lettera di costituzione in mora, trasmessa sia alla spa GENERALI nella qualità che alla SPA CONSAP, così come disposto dall’art. 287 dello stesso decreto 209/05;

Stante il rispetto dei termini determinati dal medesimo articolo, della domanda va ritenuta la procedibilità.

Vista la ritualità della notifica dell’atto introduttivo perfezionatasi in data 06/04/2010 per l’udienza del 17/09/2010, del convenuto CCC, va dichiarata la contumacia.

Ciò detto, per quel che concerne il merito, osserva questo Giudicante che, dalla istruttoria espletata, risultano provate le ragioni rappresentate dalla parte attrice nell’atto introduttivo del giudizio, così come meglio specificate anche nella comparsa conclusionale.

Le prove acquisite nel corso del processo consentono di ritenere provata anche la circostanza della scopertura assicurativa.

Invero, il teste escusso TTT Nnn, indicato all’udienza del 24/11/10 ha riferito: “… A San Giuseppe vesuviano, alla Via Europa, verso le ore 17,00 circa del mese di marzo dell’anno 2007, ho assistito a un incidente tra il FIAT DUCATO BIANCO di AAA Sss che era anche conducente e una FIAT PUNTO di colore scuro di una persona di cui non ricordo il nome, comunque solo a bordo… Mi trovavo a bordo del FIAT DUCATO seduto a fianco a Sss che guidava e con provenienza i passaggi a livello della vesuviana dello Stato e direzione il distributore di benzina. All’improvviso la FIAT PUNTO dal fermo sosta e con la parte anteriore destra urtava la fiancata posteriore sinistra del FIAT DUCATO; Sss cercò di evitare l’urto ma non ci riuscì perché la manovra di immissione sulla strada fu molto veloce; comunque Sss andò a finire con la fiancata posteriore destra contro un muretto che si trovava alla parte opposta della strada… il conducente della Fiat Punto … si è rifiutato di darci le generalità così ho preso io stesso il numero di targa e il bollino dell’assicurazione e ho detto anzi dissi a Sss che era meglio che andavamo via perché il bollino della FIAT PUNTO era scaduto da più di un mese. Il bollino era AURORA….”

Alla luce di tali dichiarazioni, non sconfessate da alcuna prova contraria, vista la dinamica del sinistro; letto il contenuto dell’allegato “A” del codice delle assicurazioni, non può che addebitarsi la integrale responsabilità dell’evento al conducente del veicolo FIAT PUNTO e, stante la scopertura assicurativa, non può che ritenersi sussistente l’obbligo in capo alla spa GENERALI ASS.NI, nella qualità, di risarcire i danni, in solido con il proprietario.

Appare certamente violato, infatti, dal conducente della vettura, la disposizione dell’art. 140 CdS che costituisce il principio informatore della circolazione, il quale dispone che: “Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale”; Risulta, altresì, che il conducente del veicolo di parte convenuta abbia violato le disposizioni di cui all’art. 154 del codice della strada che impone ai conducenti che intendano eseguire una retromarcia di assicurarsi di poterla compiere in condizioni di sicurezza.

Per quel che concerne il quantum, si sottolinea quanto segue:

Tenuto conto della documentazione esibita ( preventivo per euro 1.600,00 oltre IVA e le fotografie), tenuto conto della data di immatricolazione del veicolo (2001); Considerato che, il preventivo non costituisce documento idoneo e sufficiente a dimostrare l’entità del danno; aderendo alla pronuncia resa dal Tribunale di Salerno nella sentenza del 02/01/2008 n. 3 , con il cui contenuto questo magistrato concorda, , “In tema di risarcimento dei danni subiti da un veicolo in seguito a sinistro stradale, il preventivo di riparazione non seguito da una fattura, in difetto di ulteriori elementi di prova di cui costituisca riscontro, è un documento che non può rivestire alcuna valenza probatoria, in quanto trattasi pur sempre di un atto di parte formatosi senza contraddittorio e non confermato dal compilatore. Quanto affermato vale a maggior ragione nell'ipotesi in cui non venga fornita la prova che i prezzi indicati siano conformi a quelli di listino e non venga indicato il costo unitario della manodopera e le ore necessarie per il ripristino del veicolo, venendo meno così la possibilità di ogni verifica sulla congruità”; Tenuto conto della pronuncia della Corte di Cassazione Sezione 3 civile del 18.04.2005, n. 8004 nella quale si legge che “Qualora sia provata, o non contestata, l'esistenza del danno, il giudice può far ricorso alla valutazione equitativa non solo quando è impossibile stimare con precisione l'entità' dello stesso, ma anche quando, in relazione alla peculiarità del caso concreto, la precisa determinazione di esso sia difficoltosa. Nell'operare la valutazione equitativa egli non è, poi, tenuto a fornire una dimostrazione minuziosa e particolareggiata della corrispondenza tra ciascuno degli elementi esaminati e l'ammontare del danno liquidato, essendo sufficiente che il suo accertamento sia scaturito da un esame della situazione processuale globalmente considerata”. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto congruamente motivata la sentenza di merito che aveva ritenuto sufficiente, ai fini della prova sull'ammontare del danno subito dal proprietario di un veicolo coinvolto in un sinistro stradale, la produzione del solo preventivo descrivente le riparazioni necessarie , in ragione dell'esiguità dei danni stessi e per non gravare le parti di ulteriori spese peritali), questo Giudice, considerati i prezzi notoriamente correnti sul mercato per la riparazione di danni similari , data la loro esiguità, non ritiene di disporre la CTU tecnica e ritiene giusto quantificare il danno in euro 900,00 all’attualità escluso IVA che non può essere riconosciuta mancando la prova dell’avvenuta corresponsione ovvero la prova dell’attuale mancata riparazione del veicolo;

Va rigettata la richiesta di applicazione della franchigia fatta dal procuratore della spa GENERALI nella qualità, perché l’art. 283 del dlgvo 209/05, conserva la franchigia solo per l’ipotesi in cui, nel caso di incidente prodotto da un veicolo non identificato , stante il grave danno alla persona, venga richiesto anche il risarcimento del danno a cose che, per questa sola ipotesi, può essere riconosciuto per la eccedenza rispetto a 500 euro.

Alla somma liquidata, quindi, pari ad euro 900,00, devono aggiungersi gli interessi che giusta pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Sent. n. 1712/95, nella quale si legge che l’orientamento giurisprudenziale di conteggiare sulla somma rivalutata gli interessi a far tempo dal dì dell’evento finisce con il produrre una iniqua locupletazione in favore del danneggiato il quale ha diritto agli interessi quale compensazione per la mancata disponibilità del controvalore in danaro del bene oggetto della lesione - controvalore che all’inizio è rappresentato dalla sorta capitale via via rivalutantesi), vanno calcolati non sulla somma liquidata all’attualità, bensì sulle somme esprimenti il danno al momento del sinistro, nonché sulle somme relative ai periodi intermedi tra la data dell’evento dannoso ed il momento della decisione, rivalutate in base agli indici medi.

Gli interessi, pertanto, vanno calcolati sulla minor somma corrispondente a quella liquidata all’attualità (ottenuta dividendo detta somma per il coefficiente ISTAT relativo alla data del fatto), via via annualmente rivalutata sulla base degli indici ISTAT, dalla data del fatto a quella della presente sentenza, con esclusione degli interessi sugli interessi.

Dalla data di pubblicazione della sentenza sulla somma così come liquidata all’attualità, devono aggiungersi gli interessi legali sino al soddisfo.

Le spese di lite devono essere poste a carico delle parti soccombenti e stante la dichiarazione resa dal Procuratore della parte attrice, le stesse vanno allo stesso attribuite per averle anticipate e per averne chiesto l’attribuzione.

Tenuto conto delle tariffe professionali approvate dal Consiglio Nazionale Forense in virtù del DM 127/2004, tenuto conto delle prestazioni effettivamente svolte dal procuratore, nonché del grado di difficoltà del presente procedimento, le spese vengono liquidate, come da dispositivo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da AAA Sss contro CCC Vvv nonché nei confronti della spa GENERALI ASS.NI quale Impresa designata dal FGVS così provvede:

- Dichiara la contumacia di CCC Vvv ;

- Accoglie, per quanto di ragione, la domanda e, per l’effetto ,dichiara unico responsabile dell’evento per cui è causa, il conducente dell’autoveicolo FIAT PUNTO tg. YY001YY di proprietà del sig. CCC Vvv; conseguentemente, lo condanna in solido con la spa GENERALI ASS.NI nella qualità, in persona del legale rapp.te, al pagamento in favore dell’attore della somma pari ad euro 900,00 oltre agli interessi legali da calcolarsi come in motivazione;

- Condanna i convenuti, in solido, al pagamento delle spese del giudizio che liquida in complessivi € 1.180,00, di cui € 80,00 per spese; € 600,00 per diritti ed € 500,00 per onorari, oltre IVA e CPA nonchè rimborso forfettario del 12,5% ex art. 15 L.P. da attribuirsi all’Avv. AAA ex art. 93 c.p.c.

Così deciso in Ottaviano il 3/2/12

IL GIUDICE DI PACE

DOTT. SSA MARIA CUOMO

Commenti

avatar Francesco Annunziata
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Nella sentenza in esame - azione ex art. 283 CdA ipotesi b) - il Giudice di Pace ha affrontato la questione che, da qualche tempo, viene sollevata dalla società Generali, peraltro,spesso - come è accaduto allo scrivente, in sede di precisazione delle conclusioni, secondo la quale la detta compagnia verrebbe erroneamente convenuta in giudizio "quale impresa designata alla Gestione del Fondo del Garanzia Vittime della Strada anzichè quale impresa designata per la gestione in nome e per conto della Consap che è la società che gestisce il Fondo di garanzia Vittime della strada".

In altri termini, afferma la impresa, "non risulta evocato il soggetto Consap S.p.A. in nome del quale l'impresa designata agisce per cui la domanda dovrebbe essere dichiarata improponibile".

Tale tesi, come ritenuto dal Giudice di Pace, non appare condivisibile.

L'art. 286 CdA, invero, stabilisce che "la liquidazione dei danni per i sinistri di cui all'art. 283 (quelli a carico del FGVS) comma 1, lettere a), b) (quella che riguarda il caso in esame ovvero il caso del veicolo danneggiante scoperto di assicurazione), c) d),d-bis) e d-ter) è effettuata a cura di un'impresa designata dall'ISVAP secondo quanto previsto nel regolamento adottato dal Ministro delle attività produttive. Non solo. L'art. 287 nello stabilire le modalità per ottenere il risarcimento dei danni nei casi previsti dal citato articolo 283 stabilisce al 3° comma "L'azione per il risarcimento del danno deve essere esercitata esclusivamente nei confronti della impresa designata" anche se la Consap-FGVS può intervenire in giudizio.

Orbene, per tali superiori rilievi, appare chiara e definita la posizione della società Generali o, meglio, più in generale, delle imprese designate che, nei giudizi incardinati contro il FGVS, nelle ipotesi di cui all'art. 283 acquistano la qualità di parti processuali necessarie, e dalla Consap (parte solo eventuale atteso che assume tale veste se decide di intervenire nel giudizio) che in quanto ente gestore del FGVS, si preoccupa di rimborsare alle imprese designate, territorialmente competenti, le somme dalle stesse anticipate (art.286 2 comma).

Dal canto loro le imprese designate sono sottoposte alle direttive per il regolare svolgimento delle operazione di liquidazione dei danni emanate, in via generale dalla Consap.

Quindi la società Generali S.p.A. va evocata in giudizio nella qualità di " impresa designata (per la Campania), ex art. 286, dalla Isvap alla gestione dei sinistri a carico del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada " non assumendo alcun rilievo giuridico il fatto che il detto Fondo sia gestito dalla Consap - FGVS che, come innanzi ricordato, nella fase giudiziale non assume la qualifica di parte necessaria ma, al più quella di parte eventuale, potendo intervenire nel giudizio. Ciò anche se, nella fase stragiudiziale, ai fini della proponibilità della domanda è previsto, al pari che alla impresa designata, l'invio della richiesta di risarcimento al citato ente (art. 287 CdA).

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