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Avvocati ex Mandamento di Ottaviano (Na)

(Terzigno - San Giuseppe Ves.no - Ottaviano)

 

Enterprise Insurance Company Plc: divieto di emissione di nuove polizze

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L’Autorità di vigilanza di Gibilterra, Gibraltar Financial Services Commission (GFSC) ha ordinato all’impresa Enterprise Insurance Company Plc di cessare immediatamente la sottoscrizione di nuovi contratti di assicurazione. La GFSC ha avviato la procedura di liquidazione nei confronti di Enteprise Insurance Company PLC, e nelle more del procedimento, la Supreme Court di Gibilterra ha affidato al commissario liquidatore Frederick White della Grant Thornton Gibraltar Limited la gestione provvisoria della Compagnia sotto la supervisione della autorità regolamentare di Gibilterra (Vedi comunicato IVASS).

 

Principio del "ne bis in idem" e divieto del frazionamento del credito (M. Cuomo)

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Nella sentenza che segue il Giudice di Pace ha, in primo luogo, in applicazione del principio dettato dalla Corte di Cassazione, ribadito che se due giudizi tra le stesse parti vertano sullo stesso rapporto giuridico e uno di essi sia stato definito con sentenza passata in giudicato, l'accertamento già compiuto in ordine a una situazione giuridica e la soluzione di una questione di fatto o di diritto che abbiano inciso su un punto fondamentale comune ad entrambe le cause e abbiano costituito la logica premessa contenuta nel dispositivo della sentenza passata in giudicato, precludono il riesame del punto accertato e risolto anche nel caso in cui il successivo giudizio abbia finalità diverse da quelle che costituiscono lo scopo e il petitum del primo, rilevando, successivamente, anche la violazione del divieto di frazionamento del credito (Giudice di Pace di Nola - sentenza del 28.05.2016).

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Cass.10893/2016. Auto investe carcassa di pneumatico: caso fortuito?

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Il Tribunale aveva confermato l'assenza di responsabilità del custode, asserendo che il giudice di prime cure, "sulla base di considerazioni ed argomentazioni del tutto logiche", aveva ritenuto che l'ostacolo fosse stato perduto sulla carreggiata "da un utente che precedeva sia pure di poco l'autovettura" dell'appellante: e, appunto, per tale "brevità del tempo trascorso" di nulla il custode era responsabile. La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha affermato che, in tal modo il giudice d'appello, ha invertito l'onere di prova, liquidando come prova negativa quella che d'altronde è la prova di un elemento positivo, cioè del caso fortuito, e giungendo, in sostanza, a gravare il danneggiato di un onere probatorio più ampio di quello a lui imposto dalla legge, proprio perché erroneamente assorbente l'onere probatorio del custode: sarebbe stato il danneggiato, in ultima analisi, a dovere dimostrare quando e da chi fosse stato lasciato sul manto stradale l'oggetto che ha causato il suo danno, laddove, secondo l'articolo 2051 c.c., nel caso di responsabilità oggettiva, il danneggiato deve dimostrare soltanto l'esistenza dell'elemento danneggiante e il nesso causale tra questo e il suo danno (Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza del 26 maggio 2016, n. 10893)

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L'autovelox deve essere ben visibile e tarato (M.Cuomo)

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Se una qualunque bilancia di un mercato rionale è soggetta a periodica verifica della taratura, a maggior ragione lo deve essere una complessa apparecchiatura, come quella per la verifica della velocità, che svolge un accertamento irrepetibile, fonte di gravi conseguenze per il cittadino proprietario e/o conducente di veicolo (Cass. 9645/2016).  Il Giudice di Pace, nella sentenza in commento, dopo aver ritenuto che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, sulla base del principio enunciato dalla Cassazione ha affermato che in mancanza di prova sulla taratura dell'apparecchio utilizzato, l'accertamento non può ritenersi legittimo (Giudice di Pace di Nola- Sentenza 08.04.2016)

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Cass. 9337/2016. Responsabilità degli insegnanti: prova dell'imprevedibilità dell'evento

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In tema di responsabilità civile dei maestri e dei precettori, per superare la presunzione di responsabilità che, ex art. 2048 cod. civ., grava sull'insegnante per il fatto illecito dell'allievo, non è sufficiente la sola dimostrazione di non essere stato in grado di spiegare un in­tervento correttivo o repressivo, dopo l'inizio della serie causale sfo­ciante nella produzione del danno, ma è necessario anche dimostra­re di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure disciplinari o organizzative idonee ad evitare il sorgere di una situazione di peri­colo favorevole al determinarsi di detta serie causale. Tali misure vanno, peraltro, commisurate all'età ed al grado di ma­turazione raggiunto dagli allievi in relazione alle circostanze del caso concreto, essendo dei tutto evidente che la sorveglianza dei minori dovrà essere tanto più efficace e continuativa in quanto si tratti di fanciulli in tenera età (Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 9 maggio 2016, n. 9337).

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