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Avvocati ex Mandamento di Ottaviano (Na)

(Terzigno - San Giuseppe Ves.no - Ottaviano)

 

Cass. 7826/2016. La notifica si perfeziona, per il notificante, con la consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario.

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La notifica di un atto processuale si intende perfezionata, per il notificante, al momento della consegna del medesimo all'ufficiale giudiziario. La tempestività della notificazione esige che la consegna della copia dell'atto per la notifica venga effettuata nel termine perentorio assegnato dalla legge o dal giudice e che l'eventuale tardività della notifica possa essere addebitata esclusivamente a errori o all'inerzia dell'ufficiale giudiziario o dei suoi ausiliari, e non a responsabilità del notificante; pertanto, in tale eventualità, la data di ricezione dell'atto da parte del destinatario non rileva al fine di escludere la tempestività dell'adempimento, ma soltanto, in caso di mancato compimento del procedimento notificatorio, al fine di richiederne la rinnovazione, provvedendovi con sollecita diligenza, da valutarsi secondo un principio di ragionevolezza (Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3, sentenza 20 aprile 2016, n. 7826)

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Cass. 7105/2016. Il disconoscimento di documento prodotto in copia deve essere motivato.

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Mentre la Corte d'Appello aveva ritenuto efficace la formula  "impugna la fotocopia del libretto di circolazione attestante la legittimazione attiva", la Cassazione, con la sentenza che segue, ha ribadito il principio secondo cui la contestazione della conformità all’originale di un documento prodotto in copia non può avvenire con clausole di stile e generiche (quali, ad esempio, "impugno e contesto" ovvero "contesto tutta la documentazione perché inammissibile ed irrilevante"), ma va operata - a pena di inefficacia - in modo chiaro e circostanziato, attraverso l’indicazione specifica sia del documento che si intende contestare, sia degli aspetti per i quali si assume differisca dall’originale (Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 12 aprile 2016, n. 7105).

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Tasso di interessi usurario: nulla è dovuto alla banca (M.Cuomo)

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Se è vero che le parti possono pattuire un tasso d'interesse superiore o inferiore a quello legale, resta il limite imposto dall'art. 644 c.p. per il quale il delitto di usura si intende consumato allorquando venga pattuito un tasso di interesse superiore al cd. tasso soglia vigente ed il limite imposto dall'art. 1815 c.c. per il quale devono considerarsi nulle le clausole con cui si preveda un tasso usurario statuendo che, in tal caso, nulla è dovuto dal debitore al creditore a titolo di interessi. Quand'anche , quindi, la percentuale dei tassi di interesse fosse stata approvata per iscritto, non può che ritenersi la illegittimità della clausola contrattuale con la quale fosse stato l'assenso all'applicazione di interessi in misura superiore alla soglia ritenuta legale (Giudice di Pace di Nola -  ex Ottaviano - Sentenza del 21.02.2016).

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Corte Appello di L'Aquila. Art. 141 CdA: si applica anche senza coinvolgimento di altri veicoli

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La Corte d'Appello di L'Aquila, con la sentenza che segue, ha ritenuto che,  ai fini della invocabilità della previsione ex art. 141 d.lgs. 209/2005 non sono previste preclusioni a seconda che il sinistro sia avvenuto o meno a seguito della collisione tra più veicoli. La norma  presuppone solamente la sussistenza di un sinistro e un danno subito dal terzo trasportato ma non esige affatto, per l'integrazione della sua fattispecie, che il medesimo si sia verificato a seguito dello scontro tra almeno due automezzi. In conclusione, ha ritenuto la Corte d'Appello alla luce dell'interpretazione sistematica dell'art. 141 del Codice delle Assicurazioni deve ritenersi che la disciplina del risarcimento diretto a favore del terzo trasportato trovi applicazione anche nei casi di incidente stradale causato dal solo vettore, del quale costui - o il proprietario del veicolo trasportante - debbano rispondere a titolo di responsabilità contrattuale o extracontrattuale ex art. 2054 c.c. (Corte d'appello di L'Aquila, sentenza del 30.03.2016, n. 355).

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Cass.5892/2016. FGVS: la mancata indicazione dei testi nella denuncia querela non è di per sè motivo di rigetto della domanda.

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La Corte di Cassazione, nella sentenza in esame, dopo aver riaffermato il principio secondo il quale, nel caso di azione proposta contro l'impresa designata alla gestione dei sinistri posti a carico del FGVS e diretta ad ottenere il risarcimento dei danni procurati da veicolo non identificato, l'assenza della denuncia querela non costituisce motivo di improponibilità della domanda, ha ritenuto che la circostanza che la vittima, nell'immediatezza del sinistro, abbia presentato una denuncia penale priva dell'indicazione di testimoni, mentre tali testimoni abbia poi intima­to nel giudizio civile di risarcimento del danno, non costituisce di per sé motivo di rigetto della domanda (Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza  24 marzo 2016, n. 5892).

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