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Avvocati ex Mandamento di Ottaviano (Na)

(Terzigno - San Giuseppe Ves.no - Ottaviano)

 

Canone per servizio di scarico e depurazione acque reflue: quando è competente il Giudice Ordinario (M. Cuomo)

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Il canone per il servizio di scarico e depurazione delle acque reflue va qualificato come tributo comunale fino alla data del 3 ottobre 2000, perche' soltanto a partire da questa data esso ha cessato di essere considerato tale dall'ordinamento, per effetto del Decreto Legislativo n. 18 agosto 2000, n. 258. Dalla qualificazione come tributo, fino al 3.10.2000, del canone o diritto di cui alla L. n. 319 del 1976, articolo 16, discende che la disciplina del suo accertamento e della sua riscossione deve avvenire, trattandosi di tributo locale, secondo le regole fondamentali contenute nel testo unico per la finanza locale, salva l'applicazione di discipline speciali contenute in singole leggi d'imposta. Pertanto, nella sentenza che segue, il Giudice di Pace, poichè  alcune pretese antecedenti alla data innanzi indicata integrano dei tributi, ha dichiarato la propria incompetenza a decidere sussistendo un difetto di giurisdizione in favore della Commissione Tributaria (Giudice di Pace di Nola - sentenza dell'11.02.2017).

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Cass.27180/2016. La promessa di vendita stipulata prima della locazione non esclude il diritto di prelazione a favore del conduttore.

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Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione, dichiarando di voler dare continuità ai principi di diritto precedentemente espressi in materia, ha ribadito il principio secondo il quale la promessa di vendita stipulata prima della locazione con un soggetto a questa estraneo non è idonea a sopprimere il diritto di prelazione derivante, in favore del conduttore, dal rapporto locativo successivamente venuto ad esistenza. Del resto, ha continuato la Corte, il promittente venditore di un bene non locato ben può evitare l'insorgenza del diritto di prelazione ex art. 38, astenendosi dal concedere il bene in locazione; ma, una volta che sia sorto tale rapporto, a nulla rileva l'avvenuta stipula del preliminare, dovendosi aver riguardo all'effettivo trasferimento dell'immobile nel corso della locazione (Cass., III sez. civile, sentenza n.27180 del 11.11.2016).

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Cass. 3146/2017. Quando l'indennizzo diretto è applicabile anche in caso di collisione tra più di due veicoli.

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Con la ordinanza che segue la Corte di Cassazione ha ritenuto che la procedura di indennizzo diretto prevista dall'art. 149 del codice delle assicurazioni private (decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209) è ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato più di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell'istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli (i cui conducenti siano) responsabili del danno. Ciò emerge chiaramente, continua la Corte, dalla lettera dall'art. 1, comma 1, lettera d), del regolamento emanato ai sensi dell'art. 150 del codice delle assicurazioni private, che contiene la disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale (D.P.R. 18 luglio 2006 n. 254), e che prevede che la suddetta procedura sia applicabile in caso di «collisione avvenuta nel territorio della Repubblica tra due veicoli a motore identificati e assicurati per la responsabilità civile obbligatoria dalla quale siano derivati danni ai veicoli o lesioni di lieve entità ai loro conducenti, senza coinvolgimento di altri veicoli responsabili» (Cass. III sezione Civile,Ordinanza del 07.02.2017).

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Cass. 26441/2016. Autovelox: nel verbale deve essere indicato il decreto prefettizio che ne autorizza l'installazione

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Il Tribunale aveva ritenuto che non integrava violazione del diritto di difesa la mancata indicazione, nel verbale di contestazione, del decreto prefettizio di individuazione della strada su cui era stata rilevata l'infrazione tra quelle extraurbane nelle quali era consentito l'utilizzo di dispositivi finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni. Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione ha affermato che la mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nel verbale di contestazione integra un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio, che pregiudica il diritto di difesa e non è rimediabile nella fase eventuale di opposizione (Cass. Civile, Sez. VI, sentenza del 20.12.2016, n. 26441)

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Cass. 26964/2016 Omessa comunicazione dati conducente: il trascorrere del tempo rende i ricordi evanescenti.

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Con la sentenza che segue la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui in tema di violazione per omessa comunicazione dei dati del conducente di un veicolo ai sensi dell'art. 126-bis cod. strada, ove la contestazione della violazione principale sia avvenuta tardivamente, va esclusa la sussistenza dell'obbligo, per il proprietario del veicolo, di comunicare gli estremi del conducente del mezzo al momento del rilevamento dell'infrazione, in quanto la tempestività della contestazione risponde alla ratio di porre il destinatario in condizione di difendersi, considerato che il trascorrere del tempo rende evanescenti i ricordi (Cass. Civile, sez. VI, ordinanza del 23.12.2016, n. 26964).

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